Il presente lavoro analizza l'evoluzione dei modelli organizzativi in risposta ai mutamenti dell'ambiente competitivo contemporaneo, con l'obiettivo di comprendere le condizioni che rendono più o meno appropriata l'adozione di modelli organizzativi alternativi a quelli tradizionali, con particolare riferimento ad Agile Organization e Holacracy. Il primo capitolo ricostruisce le origini del pensiero organizzativo classico, dal contributo di Taylor e Fayol al modello di Mintzberg, per poi analizzare le strutture funzionale, divisionale e a matrice ed evidenziarne i limiti strutturali — gerarchia, specializzazione e formalizzazione — quando l'ambiente competitivo diventa instabile e imprevedibile. Il secondo capitolo ricostruisce il passaggio teorico dai modelli meccanici a quelli organici, attraverso il contributo di Burns e Stalker e la teoria della contingenza di Lawrence e Lorsch, fino ai driver più recenti del cambiamento organizzativo — complessità, VUCA, knowledge work — e alle nuove forme di apprendimento e coordinamento orizzontale che costituiscono le premesse teoriche di Agile Organization e Holacracy. Il terzo capitolo analizza nel dettaglio origini, principi e funzionamento dei due modelli, approfonditi attraverso due casi di studio — la trasformazione Agile di ING Netherlands e l'adozione dell'Holacracy in Zappos — che ne illustrano opportunità e criticità applicative. Dal confronto tra i due modelli e dall'analisi comparata dei casi vengono derivati alcuni criteri diagnostici utili a orientare la scelta tra un assetto organizzativo tradizionale, Agile o Holacracy, applicati infine al contesto imprenditoriale italiano sulla base di dati Istat e di osservatori di settore. L'elaborato si chiude con una riflessione che ricompone il filo argomentativo dei tre capitoli: la scelta di un modello organizzativo non può prescindere da un'attenta valutazione del contesto in cui viene calata, e la domanda rilevante non è se un modello funzioni in assoluto, ma a quali condizioni possa farlo. Con riferimento al contesto italiano, ne emerge un'indicazione che invita a leggere con cautela le proposte di adozione generalizzata di Agile e Holacracy, alla luce di un disallineamento strutturale — più che culturale — che caratterizza gran parte del tessuto imprenditoriale nazionale.
Oltre la gerarchia: evoluzione dei modelli organizzativi tra Agile Organization e Holacracy
MIOTTI, MATTEO
2025/2026
Abstract
Il presente lavoro analizza l'evoluzione dei modelli organizzativi in risposta ai mutamenti dell'ambiente competitivo contemporaneo, con l'obiettivo di comprendere le condizioni che rendono più o meno appropriata l'adozione di modelli organizzativi alternativi a quelli tradizionali, con particolare riferimento ad Agile Organization e Holacracy. Il primo capitolo ricostruisce le origini del pensiero organizzativo classico, dal contributo di Taylor e Fayol al modello di Mintzberg, per poi analizzare le strutture funzionale, divisionale e a matrice ed evidenziarne i limiti strutturali — gerarchia, specializzazione e formalizzazione — quando l'ambiente competitivo diventa instabile e imprevedibile. Il secondo capitolo ricostruisce il passaggio teorico dai modelli meccanici a quelli organici, attraverso il contributo di Burns e Stalker e la teoria della contingenza di Lawrence e Lorsch, fino ai driver più recenti del cambiamento organizzativo — complessità, VUCA, knowledge work — e alle nuove forme di apprendimento e coordinamento orizzontale che costituiscono le premesse teoriche di Agile Organization e Holacracy. Il terzo capitolo analizza nel dettaglio origini, principi e funzionamento dei due modelli, approfonditi attraverso due casi di studio — la trasformazione Agile di ING Netherlands e l'adozione dell'Holacracy in Zappos — che ne illustrano opportunità e criticità applicative. Dal confronto tra i due modelli e dall'analisi comparata dei casi vengono derivati alcuni criteri diagnostici utili a orientare la scelta tra un assetto organizzativo tradizionale, Agile o Holacracy, applicati infine al contesto imprenditoriale italiano sulla base di dati Istat e di osservatori di settore. L'elaborato si chiude con una riflessione che ricompone il filo argomentativo dei tre capitoli: la scelta di un modello organizzativo non può prescindere da un'attenta valutazione del contesto in cui viene calata, e la domanda rilevante non è se un modello funzioni in assoluto, ma a quali condizioni possa farlo. Con riferimento al contesto italiano, ne emerge un'indicazione che invita a leggere con cautela le proposte di adozione generalizzata di Agile e Holacracy, alla luce di un disallineamento strutturale — più che culturale — che caratterizza gran parte del tessuto imprenditoriale nazionale.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Miotti.Matteo.pdf
accesso aperto
Dimensione
932.8 kB
Formato
Adobe PDF
|
932.8 kB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/10043