La transizione verso la sostenibilità ha fortemente influenzato il modo di fare impresa. Da iniziative puramente volontarie, le pratiche sostenibili stanno divenendo sempre più un bisogno di legittimità sociale, una leva strategica e un imperativo normativo. L'entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impone oggi una convergenza strutturale tra le pressioni per la trasparenza esterna e le reali dinamiche gestionali interne, spingendo un numero sempre maggiore di imprese, in via diretta o indiretta, a integrare le tematiche ESG nella propria gestione aziendale. In tale scenario, i Sistemi di Controllo di Gestione (MCS) assumono un ruolo nevralgico: essi rappresentano gli strumenti in grado di tradurre finalità aziendali astratte in azioni operative e misurabili. In questo contesto, la letteratura evidenzia l’affermazione dei Sustainability Control Systems (SCS), ossia quelle configurazioni organizzative che permettono ai soggetti interni all’azienda di allineare le proprie decisioni agli obiettivi socio-ambientali. Seguendo la prospettiva di Malmi e Brown (2008) dei MCS come “pacchetto”, vari studi suggeriscono che il pieno sviluppo dei SCS dipenda dalla sinergia tra meccanismi formali (es. pianificazione, strumenti cibernetici) e controlli informali (es. cultura organizzativa, valori condivisi), per prevenire il disallineamento tra le dichiarazioni ufficiali e le pratiche gestionali effettive. Lo shock regolamentare e sociale della CSRD porta però con sé un rischio insidioso: se le organizzazioni percepiscono la direttiva esclusivamente come un onere amministrativo, adottando un approccio puramente reattivo, l'adeguamento normativo potrebbe ridursi a un esercizio di facciata, totalmente disaccoppiato da un autentico rinnovamento strategico e culturale. Il presente progetto di tesi intende contribuire a questo dibattito. A fronte di una letteratura ancora dominata da modelli teorici, lo studio si propone di offrire un'osservazione empirica sull'evoluzione pratica dei sistemi di controllo. Attraverso un'indagine qualitativa esplorativa, condotta su quattordici professionisti tra consulenti aziendali e manager interni, la ricerca analizza l’evoluzione dei Sistemi di Controllo in ottica ESG, l’approccio delle imprese ai SCS, le barriere infrastrutturali in atto e i fattori che favoriscono tale transizione. Lo scopo dello studio è documentare quali scelte e quali strumenti di Management Control permettano alle imprese di uscire da una logica di sola compliance per realizzare un’effettiva integrazione strategica della sostenibilità.

Dalla compliance all'integrazione strategica: l'evoluzione dei Sistemi di Controllo aziendale nell'era della sostenibilità

BERTOLANI, DAVIDE
2025/2026

Abstract

La transizione verso la sostenibilità ha fortemente influenzato il modo di fare impresa. Da iniziative puramente volontarie, le pratiche sostenibili stanno divenendo sempre più un bisogno di legittimità sociale, una leva strategica e un imperativo normativo. L'entrata in vigore della Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) impone oggi una convergenza strutturale tra le pressioni per la trasparenza esterna e le reali dinamiche gestionali interne, spingendo un numero sempre maggiore di imprese, in via diretta o indiretta, a integrare le tematiche ESG nella propria gestione aziendale. In tale scenario, i Sistemi di Controllo di Gestione (MCS) assumono un ruolo nevralgico: essi rappresentano gli strumenti in grado di tradurre finalità aziendali astratte in azioni operative e misurabili. In questo contesto, la letteratura evidenzia l’affermazione dei Sustainability Control Systems (SCS), ossia quelle configurazioni organizzative che permettono ai soggetti interni all’azienda di allineare le proprie decisioni agli obiettivi socio-ambientali. Seguendo la prospettiva di Malmi e Brown (2008) dei MCS come “pacchetto”, vari studi suggeriscono che il pieno sviluppo dei SCS dipenda dalla sinergia tra meccanismi formali (es. pianificazione, strumenti cibernetici) e controlli informali (es. cultura organizzativa, valori condivisi), per prevenire il disallineamento tra le dichiarazioni ufficiali e le pratiche gestionali effettive. Lo shock regolamentare e sociale della CSRD porta però con sé un rischio insidioso: se le organizzazioni percepiscono la direttiva esclusivamente come un onere amministrativo, adottando un approccio puramente reattivo, l'adeguamento normativo potrebbe ridursi a un esercizio di facciata, totalmente disaccoppiato da un autentico rinnovamento strategico e culturale. Il presente progetto di tesi intende contribuire a questo dibattito. A fronte di una letteratura ancora dominata da modelli teorici, lo studio si propone di offrire un'osservazione empirica sull'evoluzione pratica dei sistemi di controllo. Attraverso un'indagine qualitativa esplorativa, condotta su quattordici professionisti tra consulenti aziendali e manager interni, la ricerca analizza l’evoluzione dei Sistemi di Controllo in ottica ESG, l’approccio delle imprese ai SCS, le barriere infrastrutturali in atto e i fattori che favoriscono tale transizione. Lo scopo dello studio è documentare quali scelte e quali strumenti di Management Control permettano alle imprese di uscire da una logica di sola compliance per realizzare un’effettiva integrazione strategica della sostenibilità.
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