La frana di Boccassuolo (MO) del Rio della Lezza, riattivatasi a fine marzo 2025, ha rappresentato un evento di rilievo anche mediatico, che ha determinato la dichiarazione di stato di emergenza a livello nazionale. Il gruppo di ricerca GEOS-03/B Geologia applicata di UNIMORE, in virtù di una pluriennale collaborazione istituzionale con l’Agenzia di Sicurezza Territoriale e Protezione Civile della Regione Emilia Romagna, ha contribuito alla gestione dell’emergenza, occupandosi del monitoraggio del fenomeno tramite rilievi UAV-Lidar ripetuti a distanza di pochi giorni tra loro, che hanno consentito di monitorare l’evoluzione del fenomeno e la progressiva occlusione del deflusso del T. Dragone in tempo quasi-reale. Attività che prosegue tuttora ai fini di sorveglianza sul fenomeno che risulta da luglio 2025 sostanzialmente sospeso. La mole di dati geospaziali raccolti tra 2025 e 2026, costituita da ortofoto e Modelli Digitali del Terreno (DTM) ad alta risoluzione, oltre che i dati da sondaggi geognostici e prospezioni geofisiche realizzate dalla Regione Emilia Romagna in seguito al parossismo, si presta ad un approfondimento di analisi, basata sia sulla interpretazione visiva dei rilievi rappresentati in termini di “shaded relief”, sia sull’utilizzo e validazione di algoritmi di analisi quantitativa basati su tecniche di “raster calculation” e di “digital image correlation” con algoritmi di “optical flow” per l’offset tracking degli spostamenti altimetrici e planimetrici. Il risultato atteso è un’analisi multi-temporale della riattivazione della frana di Boccassuolo, sostanziata in perimetrazioni “time-lapse” del fenomeno e mappe di spostamenti plano-altimetrici, nonché una interpretazione geologico-tecnico dei cinematismi evidenziati, corredata da sezioni di riferimento
Analisi multi-temporale della riattivazione della frana di Boccassuolo (MO) del 2025 mediante dati geospaziali e algoritmi di analisi
BERTELLI, BEATRICE
2025/2026
Abstract
La frana di Boccassuolo (MO) del Rio della Lezza, riattivatasi a fine marzo 2025, ha rappresentato un evento di rilievo anche mediatico, che ha determinato la dichiarazione di stato di emergenza a livello nazionale. Il gruppo di ricerca GEOS-03/B Geologia applicata di UNIMORE, in virtù di una pluriennale collaborazione istituzionale con l’Agenzia di Sicurezza Territoriale e Protezione Civile della Regione Emilia Romagna, ha contribuito alla gestione dell’emergenza, occupandosi del monitoraggio del fenomeno tramite rilievi UAV-Lidar ripetuti a distanza di pochi giorni tra loro, che hanno consentito di monitorare l’evoluzione del fenomeno e la progressiva occlusione del deflusso del T. Dragone in tempo quasi-reale. Attività che prosegue tuttora ai fini di sorveglianza sul fenomeno che risulta da luglio 2025 sostanzialmente sospeso. La mole di dati geospaziali raccolti tra 2025 e 2026, costituita da ortofoto e Modelli Digitali del Terreno (DTM) ad alta risoluzione, oltre che i dati da sondaggi geognostici e prospezioni geofisiche realizzate dalla Regione Emilia Romagna in seguito al parossismo, si presta ad un approfondimento di analisi, basata sia sulla interpretazione visiva dei rilievi rappresentati in termini di “shaded relief”, sia sull’utilizzo e validazione di algoritmi di analisi quantitativa basati su tecniche di “raster calculation” e di “digital image correlation” con algoritmi di “optical flow” per l’offset tracking degli spostamenti altimetrici e planimetrici. Il risultato atteso è un’analisi multi-temporale della riattivazione della frana di Boccassuolo, sostanziata in perimetrazioni “time-lapse” del fenomeno e mappe di spostamenti plano-altimetrici, nonché una interpretazione geologico-tecnico dei cinematismi evidenziati, corredata da sezioni di riferimento| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/10181