La salute orale rappresenta una componente fondamentale della salute generale in quanto influenza masticazione, fonazione, deglutizione, estetica del sorriso, relazioni sociali e benessere psicologico. Per questo motivo, il cavo orale deve essere considerato anche come possibile indicatore indiretto di condizioni più ampie di vulnerabilità sociale e socio-sanitaria. L’obiettivo di questa tesi è analizzare se e in quali modi quadri di trascuratezza della salute orale e di accesso tardivo alle cure possano riflettere situazioni di disagio sociale, fragilità sistemica e difficoltà di accesso ai servizi odontoiatrici. La ricerca bibliografica è stata condotta principalmente tramite PubMed, includendo articoli pertinenti e organizzando le evidenze in una sintesi narrativa-tematica. Sono state considerate diverse condizioni di vulnerabilità, tra cui basso status socioeconomico, insicurezza alimentare, persone senza dimora, migranti, rifugiati, detenuti, persone con uso problematico di sostanze, soggetti con HIV, conseguenze sanitarie e sociali della pandemia da COVID-19, fragilità sistemica e gruppi esposti a discriminazione o barriere assistenziali. Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra l’uso di sostanze e il cavo orale, analizzando gli effetti di fentanil, metamfetamine, crack, cocaina, eroina e cannabis. In questi pazienti, le alterazioni orali possono derivare dall’interazione tra effetti farmacologici diretti, xerostomia, bruxismo, dieta cariogena, scarsa igiene orale, lesioni mucose, malattia parodontale, poliassunzione e ridotta continuità assistenziale. Il disagio sociale non determina una lesione orale specifica e chiaramente riconoscibile, tuttavia, alcune condizioni di vulnerabilità possono associarsi a quadri ricorrenti di peggioramento della salute orale, ridotta prevenzione, accesso prevalentemente sintomatico o urgente alle cure e compromissione della qualità di vita. Il cavo orale può rappresentare una “spia” clinica quando viene associato alla storia del paziente, alla presenza di comorbidità e alla reale possibilità di seguire un percorso terapeutico. Ne deriva l'importanza di un approccio odontoiatrico più centrato sulla persona, che integri valutazione clinica, educazione sanitaria, intercettazione precoce dei bisogni e collaborazione con i servizi sanitari e sociali. È possibile così, per l’odontoiatra, contribuire a sviluppare strategie più accessibili e inclusive. In linea con gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2030, la riabilitazione del cavo orale e del sorriso può aiutare il recupero dell’autostima e della dignità della persona, favorendo le relazioni sociali e un miglioramento complessivo della qualità di vita.
IL CAVO ORALE COME SPIA DEL DISAGIO SOCIALE: ESPERIENZE DI REPARTO E MODELLI DI STRATEGIA GLOBALE
NOIPROM, NANTANA
2025/2026
Abstract
La salute orale rappresenta una componente fondamentale della salute generale in quanto influenza masticazione, fonazione, deglutizione, estetica del sorriso, relazioni sociali e benessere psicologico. Per questo motivo, il cavo orale deve essere considerato anche come possibile indicatore indiretto di condizioni più ampie di vulnerabilità sociale e socio-sanitaria. L’obiettivo di questa tesi è analizzare se e in quali modi quadri di trascuratezza della salute orale e di accesso tardivo alle cure possano riflettere situazioni di disagio sociale, fragilità sistemica e difficoltà di accesso ai servizi odontoiatrici. La ricerca bibliografica è stata condotta principalmente tramite PubMed, includendo articoli pertinenti e organizzando le evidenze in una sintesi narrativa-tematica. Sono state considerate diverse condizioni di vulnerabilità, tra cui basso status socioeconomico, insicurezza alimentare, persone senza dimora, migranti, rifugiati, detenuti, persone con uso problematico di sostanze, soggetti con HIV, conseguenze sanitarie e sociali della pandemia da COVID-19, fragilità sistemica e gruppi esposti a discriminazione o barriere assistenziali. Particolare attenzione è stata dedicata al rapporto tra l’uso di sostanze e il cavo orale, analizzando gli effetti di fentanil, metamfetamine, crack, cocaina, eroina e cannabis. In questi pazienti, le alterazioni orali possono derivare dall’interazione tra effetti farmacologici diretti, xerostomia, bruxismo, dieta cariogena, scarsa igiene orale, lesioni mucose, malattia parodontale, poliassunzione e ridotta continuità assistenziale. Il disagio sociale non determina una lesione orale specifica e chiaramente riconoscibile, tuttavia, alcune condizioni di vulnerabilità possono associarsi a quadri ricorrenti di peggioramento della salute orale, ridotta prevenzione, accesso prevalentemente sintomatico o urgente alle cure e compromissione della qualità di vita. Il cavo orale può rappresentare una “spia” clinica quando viene associato alla storia del paziente, alla presenza di comorbidità e alla reale possibilità di seguire un percorso terapeutico. Ne deriva l'importanza di un approccio odontoiatrico più centrato sulla persona, che integri valutazione clinica, educazione sanitaria, intercettazione precoce dei bisogni e collaborazione con i servizi sanitari e sociali. È possibile così, per l’odontoiatra, contribuire a sviluppare strategie più accessibili e inclusive. In linea con gli obiettivi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per il 2030, la riabilitazione del cavo orale e del sorriso può aiutare il recupero dell’autostima e della dignità della persona, favorendo le relazioni sociali e un miglioramento complessivo della qualità di vita.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/10223