Il presente lavoro di tesi, sviluppato nell’ambito di un progetto di ricerca dedicato allo studio e alla valorizzazione della tradizione profumiera di epoca romana, analizza la produzione e l’impiego dei profumi nell’antichità, con particolare riferimento al contesto pompeiano e al Rhodinon, uno dei più celebri profumi a base di rosa attestati nella letteratura. Attraverso l’integrazione di testimonianze letterarie, evidenze archeologiche, dati archeobotanici e contributi della ricerca scientifica moderna, l’elaborato esamina le materie prime impiegate nella preparazione dei profumi e ricostruisce le caratteristiche compositive e tecnologiche di una delle formulazioni aromatiche maggiormente documentate nel Mediterraneo antico. Particolare attenzione è dedicata al contesto pompeiano e alla Casa del Giardino di Ercole, nota anche come Casa del Profumiere, una delle più significative testimonianze della produzione profumiera di area pompeiana, recentemente interessata da interventi di restauro e valorizzazione. Le indagini archeologiche e archeobotaniche condotte nel sito, hanno contribuito alla ricostruzione delle attività legate alla coltivazione delle specie vegetali e alla preparazione delle essenze aromatiche. L’elaborato, approfondisce inoltre la composizione del profumo antico, analizzando il ruolo dell’oleum omphacium quale base oleosa delle essenze e le sue caratteristiche alla luce delle fonti antiche e delle attuali conoscenze scientifiche. In tale contesto, il Rhodinon, viene esaminato attraverso lo studio delle materie prime impiegate, delle problematiche relative alla loro identificazione botanica e delle procedure di preparazione riportate da Teofrasto, Plinio il Vecchio e Dioscoride. La parte conclusiva prende in esame la formulazione del Rhodinon descritta da Dioscoride e la sua ricostruzione sperimentale in laboratorio, realizzata nell'ambito del progetto di ricerca cui la presente tesi si collega. Il lavoro di traduzione, conversione delle unità di misura e interpretazione della ricetta, affiancato all'identificazione delle materie prime e all’applicazione delle procedure tramandate dalle fonti, ha consentito di arrivare alla creazione di due prototipi che saranno presentati alla Soprintendenza archeologica di Pompei nell'ambito di una proposta di progetto sui profumi in area Vesuviana. Nel complesso, il lavoro propone un approccio interdisciplinare allo studio dei profumi nel mondo romano, integrando fonti storiche e dati scientifici moderni e contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione della tradizione profumiera pompeiana.

Memorie olfattive dell'antica Roma: studio di un profumo in epoca romana

TURCI, MARTINA
2025/2026

Abstract

Il presente lavoro di tesi, sviluppato nell’ambito di un progetto di ricerca dedicato allo studio e alla valorizzazione della tradizione profumiera di epoca romana, analizza la produzione e l’impiego dei profumi nell’antichità, con particolare riferimento al contesto pompeiano e al Rhodinon, uno dei più celebri profumi a base di rosa attestati nella letteratura. Attraverso l’integrazione di testimonianze letterarie, evidenze archeologiche, dati archeobotanici e contributi della ricerca scientifica moderna, l’elaborato esamina le materie prime impiegate nella preparazione dei profumi e ricostruisce le caratteristiche compositive e tecnologiche di una delle formulazioni aromatiche maggiormente documentate nel Mediterraneo antico. Particolare attenzione è dedicata al contesto pompeiano e alla Casa del Giardino di Ercole, nota anche come Casa del Profumiere, una delle più significative testimonianze della produzione profumiera di area pompeiana, recentemente interessata da interventi di restauro e valorizzazione. Le indagini archeologiche e archeobotaniche condotte nel sito, hanno contribuito alla ricostruzione delle attività legate alla coltivazione delle specie vegetali e alla preparazione delle essenze aromatiche. L’elaborato, approfondisce inoltre la composizione del profumo antico, analizzando il ruolo dell’oleum omphacium quale base oleosa delle essenze e le sue caratteristiche alla luce delle fonti antiche e delle attuali conoscenze scientifiche. In tale contesto, il Rhodinon, viene esaminato attraverso lo studio delle materie prime impiegate, delle problematiche relative alla loro identificazione botanica e delle procedure di preparazione riportate da Teofrasto, Plinio il Vecchio e Dioscoride. La parte conclusiva prende in esame la formulazione del Rhodinon descritta da Dioscoride e la sua ricostruzione sperimentale in laboratorio, realizzata nell'ambito del progetto di ricerca cui la presente tesi si collega. Il lavoro di traduzione, conversione delle unità di misura e interpretazione della ricetta, affiancato all'identificazione delle materie prime e all’applicazione delle procedure tramandate dalle fonti, ha consentito di arrivare alla creazione di due prototipi che saranno presentati alla Soprintendenza archeologica di Pompei nell'ambito di una proposta di progetto sui profumi in area Vesuviana. Nel complesso, il lavoro propone un approccio interdisciplinare allo studio dei profumi nel mondo romano, integrando fonti storiche e dati scientifici moderni e contribuendo alla conoscenza e alla valorizzazione della tradizione profumiera pompeiana.
2025
Profumeria romana
Pompei
archeometria
Rhodinon
oleum omphacium
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/10238