La tesi analizza il modo in cui l’esperienza autonoma curda nel nord-est della Siria sia stata raccontata, interpretata e contesa nello spazio digitale. Il lavoro, nell’ambito della storia contemporanea e della metodologia della ricerca storica, assume il Rojava come caso di studio per riflettere sul rapporto tra conflitto, fonti online, narrazione pubblica e memoria nel tempo presente. L’elaborato ricostruisce il quadro storico e politico entro cui nasce il Rojava. La vicenda viene inserita nella più ampia questione curda, segnata dalla frammentazione del popolo curdo tra Turchia, Siria, Iraq e Iran e dall’assenza di uno Stato. Particolare attenzione è dedicata alla condizione dei curdi in Siria, alle politiche di marginalizzazione del Novecento, alla guerra civile iniziata nel 2011 e all’indebolimento del controllo statale nelle regioni settentrionali. In questo contesto, dal 2012, le organizzazioni curde consolidarono strutture di autodifesa, amministrazione locale e rappresentanza politica, dando vita al Rojava, poi inserito nell’Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est. Il centro della ricerca è l’analisi delle rappresentazioni digitali del conflitto. La tesi prende in esame due snodi fondamentali: la battaglia di Kobane del 2014-2015 e l’offensiva turca del 2019. Kobane rappresenta il momento in cui il Rojava acquisisce visibilità internazionale: la resistenza delle YPG e delle YPJ contro l’ISIS viene raccontata da molti media occidentali come simbolo della lotta al jihadismo, mentre le combattenti curde diventano una delle immagini più riconoscibili del conflitto siriano. L’offensiva turca del 2019 segna una svolta narrativa: il Rojava non appare più soltanto come spazio di resistenza, ma anche come territorio vulnerabile, esposto alla pressione degli Stati, alla fragilità delle alleanze e alla difficoltà di ottenere riconoscimento politico. Dal punto di vista metodologico, la ricerca considera le fonti digitali come fonti storiche da interrogare criticamente. Articoli di agenzie di stampa e quotidiani internazionali, report umanitari, analisi geopolitiche, comunicati istituzionali, siti curdi e piattaforme militanti vengono esaminati in base a provenienza, linguaggio, pubblico e funzione svolta nel conflitto interpretativo. Il lavoro confronta fonti giornalistiche, istituzionali, umanitarie, geopolitiche e militanti, mostrando come ciascuna produca una diversa cornice di senso: il Rojava come alleato contro l’ISIS, progetto politico autonomo, minaccia alla sicurezza turca, esperienza di autodifesa, crisi umanitaria o caso geopolitico irrisolto. La tesi evidenzia come il conflitto del Rojava non sia stato combattuto soltanto sul piano militare e politico, ma anche nello spazio della comunicazione. Le fonti digitali hanno contribuito a rendere visibile l’esperienza curda a livello internazionale, producendo però anche semplificazioni, mitizzazioni, contrapposizioni e letture parziali. Il Rojava diventa così un osservatorio per comprendere le sfide della ricerca storica sul presente: rapidità della circolazione delle informazioni, instabilità degli archivi online, difficoltà di distinguere tra cronaca, propaganda e memoria, necessità di sottoporre ogni fonte a confronto. L’obiettivo finale è mostrare che, nei conflitti contemporanei, la storia degli eventi non può essere separata dalla storia delle loro rappresentazioni. Il caso del Rojava dimostra come parole, immagini, report, articoli e piattaforme digitali partecipino alla costruzione del significato pubblico di una vicenda storica. Studiare queste fonti significa non solo ricostruire ciò che è accaduto nel nord-est della Siria, ma comprendere come quegli eventi siano stati narrati, archiviati, disputati e trasformati in memoria collettiva.

GUERRA DI PROPAGANDA: RAPPRESENTAZIONI IN AMBIENTE DIGITALE DEL CONFLITTO DEL ROJAVA

PERILLI, STEFANO
2025/2026

Abstract

La tesi analizza il modo in cui l’esperienza autonoma curda nel nord-est della Siria sia stata raccontata, interpretata e contesa nello spazio digitale. Il lavoro, nell’ambito della storia contemporanea e della metodologia della ricerca storica, assume il Rojava come caso di studio per riflettere sul rapporto tra conflitto, fonti online, narrazione pubblica e memoria nel tempo presente. L’elaborato ricostruisce il quadro storico e politico entro cui nasce il Rojava. La vicenda viene inserita nella più ampia questione curda, segnata dalla frammentazione del popolo curdo tra Turchia, Siria, Iraq e Iran e dall’assenza di uno Stato. Particolare attenzione è dedicata alla condizione dei curdi in Siria, alle politiche di marginalizzazione del Novecento, alla guerra civile iniziata nel 2011 e all’indebolimento del controllo statale nelle regioni settentrionali. In questo contesto, dal 2012, le organizzazioni curde consolidarono strutture di autodifesa, amministrazione locale e rappresentanza politica, dando vita al Rojava, poi inserito nell’Amministrazione autonoma della Siria del Nord-Est. Il centro della ricerca è l’analisi delle rappresentazioni digitali del conflitto. La tesi prende in esame due snodi fondamentali: la battaglia di Kobane del 2014-2015 e l’offensiva turca del 2019. Kobane rappresenta il momento in cui il Rojava acquisisce visibilità internazionale: la resistenza delle YPG e delle YPJ contro l’ISIS viene raccontata da molti media occidentali come simbolo della lotta al jihadismo, mentre le combattenti curde diventano una delle immagini più riconoscibili del conflitto siriano. L’offensiva turca del 2019 segna una svolta narrativa: il Rojava non appare più soltanto come spazio di resistenza, ma anche come territorio vulnerabile, esposto alla pressione degli Stati, alla fragilità delle alleanze e alla difficoltà di ottenere riconoscimento politico. Dal punto di vista metodologico, la ricerca considera le fonti digitali come fonti storiche da interrogare criticamente. Articoli di agenzie di stampa e quotidiani internazionali, report umanitari, analisi geopolitiche, comunicati istituzionali, siti curdi e piattaforme militanti vengono esaminati in base a provenienza, linguaggio, pubblico e funzione svolta nel conflitto interpretativo. Il lavoro confronta fonti giornalistiche, istituzionali, umanitarie, geopolitiche e militanti, mostrando come ciascuna produca una diversa cornice di senso: il Rojava come alleato contro l’ISIS, progetto politico autonomo, minaccia alla sicurezza turca, esperienza di autodifesa, crisi umanitaria o caso geopolitico irrisolto. La tesi evidenzia come il conflitto del Rojava non sia stato combattuto soltanto sul piano militare e politico, ma anche nello spazio della comunicazione. Le fonti digitali hanno contribuito a rendere visibile l’esperienza curda a livello internazionale, producendo però anche semplificazioni, mitizzazioni, contrapposizioni e letture parziali. Il Rojava diventa così un osservatorio per comprendere le sfide della ricerca storica sul presente: rapidità della circolazione delle informazioni, instabilità degli archivi online, difficoltà di distinguere tra cronaca, propaganda e memoria, necessità di sottoporre ogni fonte a confronto. L’obiettivo finale è mostrare che, nei conflitti contemporanei, la storia degli eventi non può essere separata dalla storia delle loro rappresentazioni. Il caso del Rojava dimostra come parole, immagini, report, articoli e piattaforme digitali partecipino alla costruzione del significato pubblico di una vicenda storica. Studiare queste fonti significa non solo ricostruire ciò che è accaduto nel nord-est della Siria, ma comprendere come quegli eventi siano stati narrati, archiviati, disputati e trasformati in memoria collettiva.
2025
Rojava
Fonti online
Memoria pubblica
Ricerca storica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/10242