RIASSUNTO Questa tesi rappresenta il culmine di un progetto di ricerca strutturato come un'indagine “a cascata”: un percorso che si muove dal rigore della ricostruzione documentaria all'approccio etnografico, per sfociare infine nella restituzione narrativa. Dal punto di vista metodologico, il lavoro adotta le cornici teoriche della Public History e dell'Engaged Anthropology per colmare il divario tra l'accuratezza delle fonti e il frequente sensazionalismo associato alle festività storiche locali. Il primo capitolo si concentra sulla ricostruzione storiografica del caso di epoca moderna di Lucrezia Geminiani, condotta attraverso un'estesa ricerca presso archivi diocesani e statali (Imola, Palazzuolo, Firenze). L'analisi delle fonti giudiziarie del XVI secolo rivela come i dati d'archivio tendano a “congelare” gli individui in ruoli predefiniti dalle strutture di potere dell'epoca. Attingendo alle intuizioni di Carlo Ginzburg, il processo viene riesaminato riconoscendo che gli inquisitori agirono come antropologi ante litteram, lasciando verbali fortemente condizionati da un filtro deformante. Per superare questo limite, l'analisi storica si estende a un'indagine etnografica immersiva. I dialoghi con le guaritrici locali documentano la persistenza delle pratiche terapeutiche tradizionali (segnature), restituendo corpo e voce a una narrazione altrimenti emarginata. Il secondo capitolo adotta una prospettiva antropologica per esaminare le rappresentazioni contemporanee della storia di Lucrezia. Analizza l'evoluzione delle feste rinascimentali che si tengono a Castel del Rio dal 1981, concentrandosi nello specifico sulla rappresentazione del Processo alla Strega di Valmaggiore. Attraverso i materiali d'archivio dell'Associazione Alidosiana, gli archivi della stampa locale e l'osservazione partecipante condotta durante la rappresentazione del luglio 2025, questa sezione valuta criticamente i modi in cui la memoria storica locale viene spettacolarizzata. Infine, il terzo capitolo sintetizza le convergenze e le contraddizioni emerse dallo scavo archivistico, dalle interviste etnografiche e dall'osservazione partecipante. Inserendo tali risultati all'interno di un progetto di Public History, la tesi trasforma i documenti processuali statici in risorse relazionali capaci di generare empatia e consapevolezza critica. Questa sintesi culmina nella creazione di un itinerario narrativo e di un copione progettati per una performance di trekking lungo i sentieri dell'Appennino (programmata per l'ottobre 2026). Raccontare Lucrezia oggi diventa un atto di ribellione contro l'oblio, che trasforma il camminare fisico in un'esperienza collettiva di riappropriazione storica e riparazione culturale.

«Chi sa guastare le creature sa anche sanare». Dall’archivio al territorio: saperi femminili, storia e restituzione pubblica del caso di Lucrezia Geminiani.

BIAGI, SIMONA
2025/2026

Abstract

RIASSUNTO Questa tesi rappresenta il culmine di un progetto di ricerca strutturato come un'indagine “a cascata”: un percorso che si muove dal rigore della ricostruzione documentaria all'approccio etnografico, per sfociare infine nella restituzione narrativa. Dal punto di vista metodologico, il lavoro adotta le cornici teoriche della Public History e dell'Engaged Anthropology per colmare il divario tra l'accuratezza delle fonti e il frequente sensazionalismo associato alle festività storiche locali. Il primo capitolo si concentra sulla ricostruzione storiografica del caso di epoca moderna di Lucrezia Geminiani, condotta attraverso un'estesa ricerca presso archivi diocesani e statali (Imola, Palazzuolo, Firenze). L'analisi delle fonti giudiziarie del XVI secolo rivela come i dati d'archivio tendano a “congelare” gli individui in ruoli predefiniti dalle strutture di potere dell'epoca. Attingendo alle intuizioni di Carlo Ginzburg, il processo viene riesaminato riconoscendo che gli inquisitori agirono come antropologi ante litteram, lasciando verbali fortemente condizionati da un filtro deformante. Per superare questo limite, l'analisi storica si estende a un'indagine etnografica immersiva. I dialoghi con le guaritrici locali documentano la persistenza delle pratiche terapeutiche tradizionali (segnature), restituendo corpo e voce a una narrazione altrimenti emarginata. Il secondo capitolo adotta una prospettiva antropologica per esaminare le rappresentazioni contemporanee della storia di Lucrezia. Analizza l'evoluzione delle feste rinascimentali che si tengono a Castel del Rio dal 1981, concentrandosi nello specifico sulla rappresentazione del Processo alla Strega di Valmaggiore. Attraverso i materiali d'archivio dell'Associazione Alidosiana, gli archivi della stampa locale e l'osservazione partecipante condotta durante la rappresentazione del luglio 2025, questa sezione valuta criticamente i modi in cui la memoria storica locale viene spettacolarizzata. Infine, il terzo capitolo sintetizza le convergenze e le contraddizioni emerse dallo scavo archivistico, dalle interviste etnografiche e dall'osservazione partecipante. Inserendo tali risultati all'interno di un progetto di Public History, la tesi trasforma i documenti processuali statici in risorse relazionali capaci di generare empatia e consapevolezza critica. Questa sintesi culmina nella creazione di un itinerario narrativo e di un copione progettati per una performance di trekking lungo i sentieri dell'Appennino (programmata per l'ottobre 2026). Raccontare Lucrezia oggi diventa un atto di ribellione contro l'oblio, che trasforma il camminare fisico in un'esperienza collettiva di riappropriazione storica e riparazione culturale.
2025
Public History
Engaged Anthropology
Rievocazione storica
Fonti orali
Medicina alternativa
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/10244