La presente tesi magistrale "Mediated Communication in Italian Healthcare Settings: The Linguistic Strategies of Interpreters and Linguistic-Cultural Mediators" esamina le strategie linguistiche adottate da interpreti e mediatori linguistico-culturali nelle interazioni sanitarie italiane. L'analisi si fonda su fonti bibliografiche specialistiche e su dati statistici ISTAT. La tesi è suddivisa in quattro capitoli. Il primo capitolo ricostruisce il fenomeno migratorio in Italia, lo stato di salute della popolazione immigrata, per poi delineare lo sviluppo storico, la definizione e il quadro normativo delle figure del mediatore linguistico-culturale e dell'interprete. Nel secondo capitolo viene analizzata la relazione medico-paziente e il ruolo dell'interprete all'interno dell'incontro clinico, attraverso la nozione di interpreted communicative event (ICE) elaborata da Claudia V. Angelelli, le sei fasi dell'incontro medico individuate da Patrick S. Byrne e Barrie E. L. Long, e il dibattito su responsabilità, coinvolgimento e formazione di entrambe le figure in Italia (Amalia Amato). Il terzo capitolo, che costituisce il nucleo centrale dello studio, viene condotta un'analisi qualitativa delle strategie linguistiche da loro utilizzate attraverso gli strumenti dell'analisi conversazionale (turno di parola, coppie adiacenti, riparazione) e la tassonomia di Cecilia Wadensjö di rendition zero e non-rendition, applicata ai dati empirici di Amalia Amato (2012) per l'interprete. Per il mediatore linguistico-culturale, l'analisi prosegue con lo studio di Claudio Baraldi e Laura Gavioli (2012) sulle minimal responses (Laura Gavioli), sul ruolo del mediatore nella negoziazione delle valutazioni cliniche (come co-diagnosta, broker culturale e co-organizzatore) (Daniela Zorzi) e sul coordinamento della costruzione del dolore nell'interazione (Claudia V. Angelelli). Il quarto capitolo riassume i risultati emersi dall'analisi. Lo studio dimostra come, contrariamente alla visione tradizionale del canale invisibile, sia l'interprete sia il mediatore intervengano attivamente nella coordinazione della conversazione. Nel primo caso questo intervento passa soprattutto attraverso renditions e non-renditions; nel secondo, anche attraverso prese di posizione dirette, come nei ruoli di co-diagnosta o broker culturale individuati da Daniela Zorzi.

The present thesis, titled "Mediated Communication in Italian Healthcare Settings: The Linguistic Strategies of Interpreters and Linguistic-Cultural Mediators" examines the linguistic strategies adopted by interpreters and linguistic-cultural mediators in Italian healthcare settings. The analysis is based on specialized bibliographic sources and ISTAT statistical data. The thesis is divided into four chapters. The first chapter reconstructs the migration phenomenon in Italy and the health status of the immigrant population, before outlining the historical development, definition, and regulatory framework of the mediator and the interpreter. The second chapter analyzes the doctor-patient relationship and the interpreter's role within the clinical encounter, through Claudia V. Angelelli's notion of the interpreted communicative event (ICE), the six phases of the medical encounter identified by Patrick S. Byrne and Barrie E. L. Long, and the debate on responsibility, involvement, and training for both figures in Italy (Amalia Amato). The third chapter, which forms the core of the study, offers a qualitative analysis of their linguistic strategies through the tools of conversation analysis (turn-taking, adjacency pairs, repair) and Cecilia Wadensjö's taxonomy of zero rendition and non-rendition, applied to Amalia Amato's (2012) empirical data for the interpreter. As for the role of mediator, the thesis makes recourse to Claudio Baraldi and Laura Gavioli's (2012) study of minimal responses (Laura Gavioli), the negotiation of clinical assessments (as co-diagnostician, cultural broker, and co-organizer) (Daniela Zorzi), and the coordination of pain in interaction (Claudia V. Angelelli). The fourth chapter summarizes the results emerging from the analysis. These studies show that, contrary to the traditional view of the invisible conduit, the interpreter as a mediator actively shapes communication: as an interpreter, she/he focuses on non-renditions, and as a mediator, she/he plays a participatory role as a cultural broker and co-diagnostician as identified by Daniela Zorzi.

Mediated Communication in Italian Healthcare Settings: The Linguistic Strategies of Interpreters and Linguistic-Cultural Mediators

SCARABELLI, SARA
2025/2026

Abstract

La presente tesi magistrale "Mediated Communication in Italian Healthcare Settings: The Linguistic Strategies of Interpreters and Linguistic-Cultural Mediators" esamina le strategie linguistiche adottate da interpreti e mediatori linguistico-culturali nelle interazioni sanitarie italiane. L'analisi si fonda su fonti bibliografiche specialistiche e su dati statistici ISTAT. La tesi è suddivisa in quattro capitoli. Il primo capitolo ricostruisce il fenomeno migratorio in Italia, lo stato di salute della popolazione immigrata, per poi delineare lo sviluppo storico, la definizione e il quadro normativo delle figure del mediatore linguistico-culturale e dell'interprete. Nel secondo capitolo viene analizzata la relazione medico-paziente e il ruolo dell'interprete all'interno dell'incontro clinico, attraverso la nozione di interpreted communicative event (ICE) elaborata da Claudia V. Angelelli, le sei fasi dell'incontro medico individuate da Patrick S. Byrne e Barrie E. L. Long, e il dibattito su responsabilità, coinvolgimento e formazione di entrambe le figure in Italia (Amalia Amato). Il terzo capitolo, che costituisce il nucleo centrale dello studio, viene condotta un'analisi qualitativa delle strategie linguistiche da loro utilizzate attraverso gli strumenti dell'analisi conversazionale (turno di parola, coppie adiacenti, riparazione) e la tassonomia di Cecilia Wadensjö di rendition zero e non-rendition, applicata ai dati empirici di Amalia Amato (2012) per l'interprete. Per il mediatore linguistico-culturale, l'analisi prosegue con lo studio di Claudio Baraldi e Laura Gavioli (2012) sulle minimal responses (Laura Gavioli), sul ruolo del mediatore nella negoziazione delle valutazioni cliniche (come co-diagnosta, broker culturale e co-organizzatore) (Daniela Zorzi) e sul coordinamento della costruzione del dolore nell'interazione (Claudia V. Angelelli). Il quarto capitolo riassume i risultati emersi dall'analisi. Lo studio dimostra come, contrariamente alla visione tradizionale del canale invisibile, sia l'interprete sia il mediatore intervengano attivamente nella coordinazione della conversazione. Nel primo caso questo intervento passa soprattutto attraverso renditions e non-renditions; nel secondo, anche attraverso prese di posizione dirette, come nei ruoli di co-diagnosta o broker culturale individuati da Daniela Zorzi.
2025
The present thesis, titled "Mediated Communication in Italian Healthcare Settings: The Linguistic Strategies of Interpreters and Linguistic-Cultural Mediators" examines the linguistic strategies adopted by interpreters and linguistic-cultural mediators in Italian healthcare settings. The analysis is based on specialized bibliographic sources and ISTAT statistical data. The thesis is divided into four chapters. The first chapter reconstructs the migration phenomenon in Italy and the health status of the immigrant population, before outlining the historical development, definition, and regulatory framework of the mediator and the interpreter. The second chapter analyzes the doctor-patient relationship and the interpreter's role within the clinical encounter, through Claudia V. Angelelli's notion of the interpreted communicative event (ICE), the six phases of the medical encounter identified by Patrick S. Byrne and Barrie E. L. Long, and the debate on responsibility, involvement, and training for both figures in Italy (Amalia Amato). The third chapter, which forms the core of the study, offers a qualitative analysis of their linguistic strategies through the tools of conversation analysis (turn-taking, adjacency pairs, repair) and Cecilia Wadensjö's taxonomy of zero rendition and non-rendition, applied to Amalia Amato's (2012) empirical data for the interpreter. As for the role of mediator, the thesis makes recourse to Claudio Baraldi and Laura Gavioli's (2012) study of minimal responses (Laura Gavioli), the negotiation of clinical assessments (as co-diagnostician, cultural broker, and co-organizer) (Daniela Zorzi), and the coordination of pain in interaction (Claudia V. Angelelli). The fourth chapter summarizes the results emerging from the analysis. These studies show that, contrary to the traditional view of the invisible conduit, the interpreter as a mediator actively shapes communication: as an interpreter, she/he focuses on non-renditions, and as a mediator, she/he plays a participatory role as a cultural broker and co-diagnostician as identified by Daniela Zorzi.
Interpreters
Mediators
italian healthcare
Linguistic Strategie
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