In un mondo sempre più globalizzato, i lavoratori provenienti da diverse parti del mondo sono tenuti a interagire con diversi modelli culturali, stili di comunicazione e modi di pensare. Questa tesi presenta un’analisi interculturale dell’ambiente lavorativo, concentrandosi su tre Paesi posizionati in punti differenti all'interno del continuum della teoria del contesto di Edward T. Hall: il Giappone come cultura ad alto contesto, gli Stati Uniti in una posizione più intermedia all’interno del continuum e la Svezia come cultura a basso contesto. Questa selezione consente un'adeguata comparazione tra stili di comunicazione e norme sociali distinti. Adottando un approccio comparativo, la ricerca analizza il modo in cui la cultura del lavoro viene rappresentata nelle fonti istituzionali, contrapponendo queste narrazioni a un gruppo di trascrizioni di video di YouTube, in cui lavoratori sia nativi che internazionali illustrano le loro esperienze lavorative in Giappone, negli Stati Uniti e in Svezia. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio di Corpus-Assisted Discourse Studies su un corpus di 48.608 token, combinando Wmatrix (Rayson, 2009) per l’analisi dei domini semantici e Sketch Engine (Kilgarriff et al., 2014) per l’analisi lessicale. Il confronto mostra che le fonti istituzionali catturano solo una parte delle pratiche lavorative rappresentate nei dati. Mentre le risorse istituzionali presentano i valori ufficiali dell’ambiente lavorativo e i sistemi regolativi, le narrazioni dei lavoratori sottolineano aspetti lavorativi quotidiani meno visibili nella comunicazione istituzionale, fra cui abitudini informali, aspettative implicite e norme comunicative. Difatti i sub–corpora giapponesi offrono rappresentazioni complementari, mentre le fonti statunitensi forniscono descrizioni contrastanti delle garanzie lavorative. Infine, le fonti svedesi mostrano un alto grado di convergenza, in cui le narrazioni dei lavoratori approfondiscono gli stili comunicativi. Le dimensioni culturali selezionate di Hofstede e la teoria del contesto di Hall sono utilizzate per interpretare queste somiglianze e differenze, dove Hofstede fornisce un quadro di riferimento per esaminare i valori sul luogo di lavoro e Hall contribuisce a rendere conto delle differenze negli stili di comunicazione e nelle aspettative contestuali. Nel complesso, i due modelli teorici aiutano a spiegare diverse caratteristiche emergenti dai dati, nonostante non tutti i risultati si allineino direttamente con le loro classificazioni. In particolare, alcuni aspetti dei racconti statunitensi e il ruolo attribuito al silenzio nei racconti svedesi evidenziano tensioni rispetto ai profili culturali delineati da Hofstede e Hall. Adottando un approccio a duplice prospettiva, lo studio sottolinea il valore di considerare sia le rappresentazioni istituzionali, sia le esperienze dei lavoratori nello sviluppare una maggiore consapevolezza delle differenze culturali sul luogo di lavoro. Tale consapevolezza può favorire l'apertura mentale e il rispetto reciproco, contribuire alla competenza interculturale e aiutare a ridurre potenziali conflitti lavorativi. Può inoltre supportare i manager nel comprendere valori e aspettative diverse che possono emergere all'interno di team multiculturali, contribuendo così a creare un ambiente di lavoro maggiormente improntato al supporto (Soğancilar & Dereli, 2025).
In this increasingly globalized world, workers coming from different parts of the world are required to interact with diverse cultural frameworks, communication styles, and ways of thinking. This thesis presents a cross-cultural analysis of workplace cultures, focusing on three countries placed in different positions within Edward T. Hall’s context theory continuum: Japan is typically associated with high-context cultures, while Sweden and the United States are generally described as low-context cultures. However, whereas Sweden represents a prototypical low-context culture, the United States occupies a more intermediate position closer to the middle of the spectrum (Hall, 1976). This selection allows for an adequate comparison between distinct communication styles and social norms. Adopting a comparative approach, the research analyses the representation of workplace culture by contrasting institutional sources with a group of YouTube video transcripts, in which both native and international workers recount their work experiences in Japan, the United States and Sweden. Methodologically, the study adopts a Corpus-Assisted Discourse Studies approach to a corpus of 48,608 tokens, combining Wmatrix for semantic domain analysis with Sketch Engine for lexical analysis. The comparison shows that the institutional sources capture only part of the workplace practices represented in the data. While institutional sources mainly present official workplace values and regulatory frameworks, workers’ narratives bring out aspects of everyday working life that are less visible in institutional discourse, including informal practices, implicit expectations and communication norms. Indeed, the Japanese sub-corpora offer complementary representations, whereas the American sources provide contrasting depictions of workers’ guarantees. Lastly, the Swedish digital sources show a high degree of convergence, with workers’ narratives giving insights into communication styles. Hofstede’s selected cultural dimensions and Hall’s context theory are used to interpret these similarities and differences, with Hofstede providing a framework for examining workplace values and Hall helping to account for differences in communication styles and contextual expectations. Overall, the two frameworks help explain several of the patterns emerging from the data, although not all findings fit their classifications straightforwardly. In particular, some aspects of the US workers’ narratives and the role attributed to silence in the Swedish narratives point to tensions with the cultural profiles outlined by Hofstede and Hall. By adopting a dual-perspective approach, the study underscores the value of considering both institutional representations and workers’ experiences in developing greater awareness of cultural differences in the workplace. Such awareness may foster open-mindedness and mutual respect, contribute to intercultural competence, and help reduce potential workplace conflicts. It may also support managers in understanding the different values and expectations that can emerge within multicultural teams, thereby contributing to a more supportive work environment (Soğancilar & Dereli, 2025).
Workplace Culture between Institutional Representation and Workers’ Experiences: A Cross-Cultural Analysis of Japan, the United States and Sweden
MAZZA, BEATRICE
2025/2026
Abstract
In un mondo sempre più globalizzato, i lavoratori provenienti da diverse parti del mondo sono tenuti a interagire con diversi modelli culturali, stili di comunicazione e modi di pensare. Questa tesi presenta un’analisi interculturale dell’ambiente lavorativo, concentrandosi su tre Paesi posizionati in punti differenti all'interno del continuum della teoria del contesto di Edward T. Hall: il Giappone come cultura ad alto contesto, gli Stati Uniti in una posizione più intermedia all’interno del continuum e la Svezia come cultura a basso contesto. Questa selezione consente un'adeguata comparazione tra stili di comunicazione e norme sociali distinti. Adottando un approccio comparativo, la ricerca analizza il modo in cui la cultura del lavoro viene rappresentata nelle fonti istituzionali, contrapponendo queste narrazioni a un gruppo di trascrizioni di video di YouTube, in cui lavoratori sia nativi che internazionali illustrano le loro esperienze lavorative in Giappone, negli Stati Uniti e in Svezia. Dal punto di vista metodologico, lo studio adotta un approccio di Corpus-Assisted Discourse Studies su un corpus di 48.608 token, combinando Wmatrix (Rayson, 2009) per l’analisi dei domini semantici e Sketch Engine (Kilgarriff et al., 2014) per l’analisi lessicale. Il confronto mostra che le fonti istituzionali catturano solo una parte delle pratiche lavorative rappresentate nei dati. Mentre le risorse istituzionali presentano i valori ufficiali dell’ambiente lavorativo e i sistemi regolativi, le narrazioni dei lavoratori sottolineano aspetti lavorativi quotidiani meno visibili nella comunicazione istituzionale, fra cui abitudini informali, aspettative implicite e norme comunicative. Difatti i sub–corpora giapponesi offrono rappresentazioni complementari, mentre le fonti statunitensi forniscono descrizioni contrastanti delle garanzie lavorative. Infine, le fonti svedesi mostrano un alto grado di convergenza, in cui le narrazioni dei lavoratori approfondiscono gli stili comunicativi. Le dimensioni culturali selezionate di Hofstede e la teoria del contesto di Hall sono utilizzate per interpretare queste somiglianze e differenze, dove Hofstede fornisce un quadro di riferimento per esaminare i valori sul luogo di lavoro e Hall contribuisce a rendere conto delle differenze negli stili di comunicazione e nelle aspettative contestuali. Nel complesso, i due modelli teorici aiutano a spiegare diverse caratteristiche emergenti dai dati, nonostante non tutti i risultati si allineino direttamente con le loro classificazioni. In particolare, alcuni aspetti dei racconti statunitensi e il ruolo attribuito al silenzio nei racconti svedesi evidenziano tensioni rispetto ai profili culturali delineati da Hofstede e Hall. Adottando un approccio a duplice prospettiva, lo studio sottolinea il valore di considerare sia le rappresentazioni istituzionali, sia le esperienze dei lavoratori nello sviluppare una maggiore consapevolezza delle differenze culturali sul luogo di lavoro. Tale consapevolezza può favorire l'apertura mentale e il rispetto reciproco, contribuire alla competenza interculturale e aiutare a ridurre potenziali conflitti lavorativi. Può inoltre supportare i manager nel comprendere valori e aspettative diverse che possono emergere all'interno di team multiculturali, contribuendo così a creare un ambiente di lavoro maggiormente improntato al supporto (Soğancilar & Dereli, 2025).| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/10386