La presente tesi analizza il conflitto come fenomeno sociale complesso, con particolare attenzione alle dinamiche che assume nelle relazioni di genere in ambito scolastico. Si parte dal presupposto che il conflitto non rappresenti solo un ostacolo, ma anche un'opportunità di trasformazione, soprattutto se affrontato mediante approcci dialogici e mediativi. A partire dai dati ISTAT sulla violenza di genere, si evidenzia come un’educazione centrata sulle relazioni di genere e le differenze, supportata da metodologie basate sul dialogo, risulti fondamentale per prevenire forme di violenza e discriminazione. In tale prospettiva, la scuola si configura come contesto privilegiato d’intervento, poiché costituisce un microcosmo sociale in cui valori e identità, così come stereotipi e pregiudizi, possono essere trasmessi o decostruiti. Nella prima parte del lavoro (Capitolo 1) si approfondiscono le radici del conflitto, le sue cause sociali, culturali e psicologiche, nonché le principali strategie di gestione adottate nei diversi contesti: dalla violenza, alla negoziazione, fino alla mediazione. L’analisi teorica evidenzia le potenzialità trasformative del conflitto, mostrando come esso possa agire da catalizzatore di cambiamento anziché essere esclusivamente percepito come elemento da reprimere. Il secondo capitolo si concentra sulle questioni di genere, illustrando l’evoluzione del concetto attraverso le riflessioni femministe e i contributi di attivistə e studiosə quali Olympe de Gouges, Mary Wollstonecraft, Simone de Beauvoir, Gayatri Spivak, Emi Koyama, Raewyn Connell e Judith Butler. Viene descritto il processo di costruzione delle identità di genere, sottolineando il ruolo di famiglie, scuola e media nella diffusione o nel superamento di stereotipi e pregiudizi. Infine, vengono esplorati gli sviluppi più recenti degli studi di genere nell'ambito educativo, che evidenziano la necessità di promuovere un'educazione più inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare la pluralità delle esperienze identitarie. Il terzo capitolo affronta i conflitti di genere nel sistema educativo, evidenziando, attraverso ricerche empiriche e studi qualitativi, come la comunicazione scolastica e le interazioni quotidiane possano contribuire a mantenere oppure decostruire gli stereotipi di genere. In quest’ottica, viene analizzato il confronto tra approccio monologico, fondato su una regolazione normativa autoritaria, e approccio dialogico, orientato alla facilitazione e alla mediazione trasformativa. L’ultimo paragrafo presenta l’educazione alle differenze e alle relazioni di genere come strumento per formare cittadinə più consapevoli, in grado di instaurare relazioni fondate sull’uguaglianza e il rispetto reciproco. Il quarto capitolo presenta la ricerca sul campo condotta tramite i laboratori del Centro di Documentazione Donna (CDD) in quattro classi della provincia di Modena. Sono descritti obiettivi, strumenti e metodologia, accompagnati dall’analisi di interazioni scolastiche caratterizzate da conflitti gestiti mediante regolazioni normative, facilitazioni o mediazioni dialogiche. I risultati mostrano come tali pratiche possano trasformare i momenti conflittuali in occasioni di riflessione collettiva e apprendimento condiviso, promuovendo un clima scolastico improntato al rispetto reciproco. In conclusione, la tesi evidenzia come la gestione dialogica dei conflitti di genere e l’educazione all'affettività e al rispetto possano contribuire concretamente alla prevenzione della violenza e alla promozione di relazioni più eque. L’auspicio è che il presente studio possa offrire un contributo utile alla diffusione di tali metodologie e stimolare ulteriori riflessioni e ricerche orientate verso una società più equa e inclusiva.
L'educazione di genere e la mediazione dialogica come strumenti per la gestione dei conflitti e la prevenzione della violenza: analisi di quattro laboratori nelle scuole.
BORELLI, MARTA
2024/2025
Abstract
La presente tesi analizza il conflitto come fenomeno sociale complesso, con particolare attenzione alle dinamiche che assume nelle relazioni di genere in ambito scolastico. Si parte dal presupposto che il conflitto non rappresenti solo un ostacolo, ma anche un'opportunità di trasformazione, soprattutto se affrontato mediante approcci dialogici e mediativi. A partire dai dati ISTAT sulla violenza di genere, si evidenzia come un’educazione centrata sulle relazioni di genere e le differenze, supportata da metodologie basate sul dialogo, risulti fondamentale per prevenire forme di violenza e discriminazione. In tale prospettiva, la scuola si configura come contesto privilegiato d’intervento, poiché costituisce un microcosmo sociale in cui valori e identità, così come stereotipi e pregiudizi, possono essere trasmessi o decostruiti. Nella prima parte del lavoro (Capitolo 1) si approfondiscono le radici del conflitto, le sue cause sociali, culturali e psicologiche, nonché le principali strategie di gestione adottate nei diversi contesti: dalla violenza, alla negoziazione, fino alla mediazione. L’analisi teorica evidenzia le potenzialità trasformative del conflitto, mostrando come esso possa agire da catalizzatore di cambiamento anziché essere esclusivamente percepito come elemento da reprimere. Il secondo capitolo si concentra sulle questioni di genere, illustrando l’evoluzione del concetto attraverso le riflessioni femministe e i contributi di attivistə e studiosə quali Olympe de Gouges, Mary Wollstonecraft, Simone de Beauvoir, Gayatri Spivak, Emi Koyama, Raewyn Connell e Judith Butler. Viene descritto il processo di costruzione delle identità di genere, sottolineando il ruolo di famiglie, scuola e media nella diffusione o nel superamento di stereotipi e pregiudizi. Infine, vengono esplorati gli sviluppi più recenti degli studi di genere nell'ambito educativo, che evidenziano la necessità di promuovere un'educazione più inclusiva, capace di riconoscere e valorizzare la pluralità delle esperienze identitarie. Il terzo capitolo affronta i conflitti di genere nel sistema educativo, evidenziando, attraverso ricerche empiriche e studi qualitativi, come la comunicazione scolastica e le interazioni quotidiane possano contribuire a mantenere oppure decostruire gli stereotipi di genere. In quest’ottica, viene analizzato il confronto tra approccio monologico, fondato su una regolazione normativa autoritaria, e approccio dialogico, orientato alla facilitazione e alla mediazione trasformativa. L’ultimo paragrafo presenta l’educazione alle differenze e alle relazioni di genere come strumento per formare cittadinə più consapevoli, in grado di instaurare relazioni fondate sull’uguaglianza e il rispetto reciproco. Il quarto capitolo presenta la ricerca sul campo condotta tramite i laboratori del Centro di Documentazione Donna (CDD) in quattro classi della provincia di Modena. Sono descritti obiettivi, strumenti e metodologia, accompagnati dall’analisi di interazioni scolastiche caratterizzate da conflitti gestiti mediante regolazioni normative, facilitazioni o mediazioni dialogiche. I risultati mostrano come tali pratiche possano trasformare i momenti conflittuali in occasioni di riflessione collettiva e apprendimento condiviso, promuovendo un clima scolastico improntato al rispetto reciproco. In conclusione, la tesi evidenzia come la gestione dialogica dei conflitti di genere e l’educazione all'affettività e al rispetto possano contribuire concretamente alla prevenzione della violenza e alla promozione di relazioni più eque. L’auspicio è che il presente studio possa offrire un contributo utile alla diffusione di tali metodologie e stimolare ulteriori riflessioni e ricerche orientate verso una società più equa e inclusiva.| File | Dimensione | Formato | |
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