La presente tesi analizza il fenomeno dell’emigrazione interna italiana dal secondo dopoguerra a oggi, con particolare attenzione ai flussi migratori dal sud al nord Italia e alla loro evoluzione storica, culturale e sociale. Attraverso un approccio multidisciplinare che combina analisi storica, sociologica e mediatica, lo studio si propone di ricostruire le dinamiche migratorie interne, interpretarne le conseguenze sul piano dell’identità e dell’integrazione, e restituire voce alle esperienze di una specifica comunità meridionale trapiantata nel nord del Paese. Il primo capitolo ripercorre le principali fasi dell’emigrazione interna, partendo dalle difficoltà del secondo dopoguerra e dalla ricostruzione nazionale per arrivare al boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, quando milioni di italiani lasciarono il mezzogiorno in cerca di migliori condizioni di vita e lavoro nel Settentrione. Il capitolo prosegue con l’analisi dei cambiamenti nei decenni successivi, dagli anni Settanta fino ai flussi più recenti, evidenziando le trasformazioni socio-economiche, le politiche pubbliche e le risposte delle comunità locali. Il secondo capitolo esplora il tema dell’identità culturale e dell’integrazione. Viene approfondito il ruolo delle comunità d’origine come spazi di coesione e resistenza culturale, i conflitti tra Nord e Sud alimentati da storici pregiudizi e stereotipi, nonché le sfide affrontate dalla seconda generazione in termini di istruzione, identità e appartenenza. Il capitolo riflette anche sulla nuova mobilità interna, che coinvolge oggi giovani e famiglie del Meridione alla ricerca di opportunità nel Nord, evidenziando continuità e discontinuità rispetto al passato. Il terzo capitolo analizza come la migrazione interna sia stata rappresentata nei media italiani, dal cinema neorealista alla televisione pubblica fino ai social media contemporanei. Lo studio mette in luce come tali narrazioni abbiano influenzato la percezione pubblica del fenomeno migratorio interno, spesso rafforzando stereotipi territoriali ma anche offrendo nuove chiavi di lettura attraverso la contro-narrazione e il racconto dal basso. Il quarto capitolo si concentra sul caso della comunità cutrese a Reggio Emilia, una realtà migratoria significativa per consistenza e continuità nel tempo. Attraverso l’analisi storica, testimonianze orali e i risultati di un questionario somministrato agli appartenenti alla comunità, il capitolo ricostruisce il percorso di insediamento, integrazione e mantenimento dei legami con il paese d’origine. L’esperienza cutrese a Reggio Emilia diventa così simbolo delle sfide e delle risorse che caratterizzano l’emigrazione interna, contribuendo a costruire una memoria collettiva che oggi fa parte integrante della storia sociale locale. In conclusione, la tesi sottolinea come l’emigrazione interna italiana non sia solo un capitolo del passato, ma un processo ancora in corso che continua a interrogare il Paese sul tema della coesione territoriale, della giustizia sociale e della pluralità delle identità culturali. L’intreccio tra storia, media e testimonianze restituisce una visione complessa e sfaccettata di un fenomeno che ha profondamente inciso sulla struttura sociale italiana, contribuendo a plasmarne la geografia umana ed emotiva.

RADICI IN MOVIMENTO: STORIA, CULTURA E RAPPRESENTAZIONE DELL’EMIGRAZIONE INTERNA ITALIANA DAL 1950 AI GIORNI NOSTRI. LA MOBILITÀ INTERNA ITALIANA RACCONTATA ATTRAVERSO I MEDIA E L’ ESPERIENZE DI VITA.

PORTO, EMILIA
2024/2025

Abstract

La presente tesi analizza il fenomeno dell’emigrazione interna italiana dal secondo dopoguerra a oggi, con particolare attenzione ai flussi migratori dal sud al nord Italia e alla loro evoluzione storica, culturale e sociale. Attraverso un approccio multidisciplinare che combina analisi storica, sociologica e mediatica, lo studio si propone di ricostruire le dinamiche migratorie interne, interpretarne le conseguenze sul piano dell’identità e dell’integrazione, e restituire voce alle esperienze di una specifica comunità meridionale trapiantata nel nord del Paese. Il primo capitolo ripercorre le principali fasi dell’emigrazione interna, partendo dalle difficoltà del secondo dopoguerra e dalla ricostruzione nazionale per arrivare al boom economico degli anni Cinquanta e Sessanta, quando milioni di italiani lasciarono il mezzogiorno in cerca di migliori condizioni di vita e lavoro nel Settentrione. Il capitolo prosegue con l’analisi dei cambiamenti nei decenni successivi, dagli anni Settanta fino ai flussi più recenti, evidenziando le trasformazioni socio-economiche, le politiche pubbliche e le risposte delle comunità locali. Il secondo capitolo esplora il tema dell’identità culturale e dell’integrazione. Viene approfondito il ruolo delle comunità d’origine come spazi di coesione e resistenza culturale, i conflitti tra Nord e Sud alimentati da storici pregiudizi e stereotipi, nonché le sfide affrontate dalla seconda generazione in termini di istruzione, identità e appartenenza. Il capitolo riflette anche sulla nuova mobilità interna, che coinvolge oggi giovani e famiglie del Meridione alla ricerca di opportunità nel Nord, evidenziando continuità e discontinuità rispetto al passato. Il terzo capitolo analizza come la migrazione interna sia stata rappresentata nei media italiani, dal cinema neorealista alla televisione pubblica fino ai social media contemporanei. Lo studio mette in luce come tali narrazioni abbiano influenzato la percezione pubblica del fenomeno migratorio interno, spesso rafforzando stereotipi territoriali ma anche offrendo nuove chiavi di lettura attraverso la contro-narrazione e il racconto dal basso. Il quarto capitolo si concentra sul caso della comunità cutrese a Reggio Emilia, una realtà migratoria significativa per consistenza e continuità nel tempo. Attraverso l’analisi storica, testimonianze orali e i risultati di un questionario somministrato agli appartenenti alla comunità, il capitolo ricostruisce il percorso di insediamento, integrazione e mantenimento dei legami con il paese d’origine. L’esperienza cutrese a Reggio Emilia diventa così simbolo delle sfide e delle risorse che caratterizzano l’emigrazione interna, contribuendo a costruire una memoria collettiva che oggi fa parte integrante della storia sociale locale. In conclusione, la tesi sottolinea come l’emigrazione interna italiana non sia solo un capitolo del passato, ma un processo ancora in corso che continua a interrogare il Paese sul tema della coesione territoriale, della giustizia sociale e della pluralità delle identità culturali. L’intreccio tra storia, media e testimonianze restituisce una visione complessa e sfaccettata di un fenomeno che ha profondamente inciso sulla struttura sociale italiana, contribuendo a plasmarne la geografia umana ed emotiva.
2024
Emigrazione interna
identità
pregiudizi
integrazione
Media
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3209