L'obiettivo di questa tesi è esplorare come la letteratura possa stimolare il lettore alla riflessione etica, invitandolo a confrontarsi con dilemmi morali ed esistenziali. Si indaga se sia l’immedesimazione con i personaggi a sollecitare tale riflessione. A tal proposito, vengono messe a confronto due tesi opposte: quella di A. Yehoshua, che sostiene che l’immedesimazione sia essenziale per attivare un ragionamento etico, e quella di B. Brecht, secondo cui è il distacco emotivo ciò che favorisce un'analisi critica. Questa comparazione dimostra, come sostiene Sartre, che la letteratura, a prescindere dal coinvolgimento emotivo del lettore, induce comunque a un profondo ragionamento etico, specialmente quando si affrontano dilemmi morali legati alla morte, spingendo chi legge a confrontarsi con la complessità della condizione umana. Per sostenere tale ipotesi interpretativa, sono stati analizzati due romanzi con stili narrativi differenti: Uomini e topi di Steinbeck, in cui lo scrittore adotta una narrazione distaccata e impersonale e La sonata a Kreutzer di Tolstoj, dove invece, attraverso una prospettiva intima e personale, l’autore coinvolge il lettore. Indipendentemente dal grado di immedesimazione, entrambi i testi stimolano il pensiero etico perché affrontano argomenti controversi. Grazie all’immaginazione, la lettura spinge a esplorare nuove prospettive, contrastando il pensiero rigido e ideologico che può radicarsi nell’individuo. La letteratura diventa così uno strumento cruciale per la crescita personale e per un’azione sociale consapevole, favorendo una trasformazione interiore che può rinnovare la collettività.

La letteratura come veicolo di riflessione etica sui dilemmi morali ed esistenziali

BALLAROTTI, GIULIA
2024/2025

Abstract

L'obiettivo di questa tesi è esplorare come la letteratura possa stimolare il lettore alla riflessione etica, invitandolo a confrontarsi con dilemmi morali ed esistenziali. Si indaga se sia l’immedesimazione con i personaggi a sollecitare tale riflessione. A tal proposito, vengono messe a confronto due tesi opposte: quella di A. Yehoshua, che sostiene che l’immedesimazione sia essenziale per attivare un ragionamento etico, e quella di B. Brecht, secondo cui è il distacco emotivo ciò che favorisce un'analisi critica. Questa comparazione dimostra, come sostiene Sartre, che la letteratura, a prescindere dal coinvolgimento emotivo del lettore, induce comunque a un profondo ragionamento etico, specialmente quando si affrontano dilemmi morali legati alla morte, spingendo chi legge a confrontarsi con la complessità della condizione umana. Per sostenere tale ipotesi interpretativa, sono stati analizzati due romanzi con stili narrativi differenti: Uomini e topi di Steinbeck, in cui lo scrittore adotta una narrazione distaccata e impersonale e La sonata a Kreutzer di Tolstoj, dove invece, attraverso una prospettiva intima e personale, l’autore coinvolge il lettore. Indipendentemente dal grado di immedesimazione, entrambi i testi stimolano il pensiero etico perché affrontano argomenti controversi. Grazie all’immaginazione, la lettura spinge a esplorare nuove prospettive, contrastando il pensiero rigido e ideologico che può radicarsi nell’individuo. La letteratura diventa così uno strumento cruciale per la crescita personale e per un’azione sociale consapevole, favorendo una trasformazione interiore che può rinnovare la collettività.
2024
dilemmi esistenziali
letteratura
riflessione etica
situazione narrata
immaginazione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3210