Il presente elaborato intende esplorare il tema dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia, mettendo in evidenza la centralità nel contesto pedagogico contemporaneo e proponendo un inquadramento teorico e pratico volto alla costruzione di ponti relazionali e progettuali tra le principali agenzie educative. In un tempo segnato da trasformazioni sociali, culturali e normative, si intende sottolineare la necessità di ripensare le relazioni educative in un’ottica collaborativa, promuovendo una co-progettazione fondata sull’ascolto, sull’empatia e sulla corresponsabilità. Il primo capitolo affronta la famiglia come soggetto educativo, ripercorrendone l’evoluzione storica e concettuale. Dalla famiglia patriarcale a quella contemporanea, si sottolinea come siano cambiati i ruoli genitoriali, le dinamiche relazionali e le sfide educative, spesso aggravate da una società “liquida” (Bauman) che tende ad individualizzare le responsabilità del successo o del fallimento personale. In questo scenario, la pedagogia familiare emerge come risorsa per promuovere consapevolezza educativa e nuove forme di genitorialità. Il secondo capitolo tratta in profondità il concetto di alleanza educativa tra scuola e famiglia, attenzionando il quadro normativo, le buone pratiche e le criticità. Un particolare sguardo viene rivolto alle disalleanze, intese come fratture o incomprensioni che possono ostacolare la collaborazione ma che, se riconosciute e analizzate, possono trasformarsi in occasioni di crescita. Riflessioni teoriche di autori come Contini e Cesari Lusso contribuiscono a delineare l’alleanza educativa non come una semplice intesa formale, ma come un processo dinamico, affettivo e relazionale, che presuppone intenzionalità, fiducia e tempo. Cruciale è il riconoscimento della dimensione emotiva nelle pratiche educative, che costituisce il terreno su cui si costruisce la fiducia reciproca. Il terzo capitolo raccoglie la parte esperienziale e autobiografica della tesi, con l’osservazione diretta condotta in una piccola scuola dell’Appennino Tosco-Emiliano,la scuola primaria di Monchio. In questo contesto montano, caratterizzato da relazioni strette e da una forte connessione con il territorio si è potuto esperire concretamente modelli di alleanza educativa, osservando pratiche virtuose e momenti di ascolto significativo tra insegnanti e genitori. Particolarmente rilevante è l’esperienza personale nell’affiancare una madre preoccupata per le difficoltà scolastiche del figlio: attraverso il dialogo e la mediazione empatica, è stato possibile costruire fiducia, attivare risorse e consolidare una relazione educativa significativa. Nelle conclusioni, la tesi riafferma che l’alleanza educativa è un processo da costruire quotidianamente, nella consapevolezza che le discontinuità e i conflitti non sono solo ostacoli, ma e soprattutto occasioni per riflettere, adattarsi e crescere. L’esperienza educativa vissuta sul campo diventa così testimonianza di come sia possibile realizzare forme autentiche di corresponsabilità educativa anche in contesti periferici, grazie alla forza delle relazioni umane e alla capacità di “abitare” l’educazione come luogo di incontro tra diversità, fragilità e speranze comuni. Con uno sguardo pedagogico critico e partecipativo, la tesi si propone come contributo al dibattito sull’educazione come esperienza condivisa, profondamente umana e radicata nella comunità.

Dalla disalleanza all'alleanza: inquadramento teorico e modelli di intervento per costruire ponti educativi di co-progettazione tra scuola e famiglia

ROTOLO, VERONICA
2024/2025

Abstract

Il presente elaborato intende esplorare il tema dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia, mettendo in evidenza la centralità nel contesto pedagogico contemporaneo e proponendo un inquadramento teorico e pratico volto alla costruzione di ponti relazionali e progettuali tra le principali agenzie educative. In un tempo segnato da trasformazioni sociali, culturali e normative, si intende sottolineare la necessità di ripensare le relazioni educative in un’ottica collaborativa, promuovendo una co-progettazione fondata sull’ascolto, sull’empatia e sulla corresponsabilità. Il primo capitolo affronta la famiglia come soggetto educativo, ripercorrendone l’evoluzione storica e concettuale. Dalla famiglia patriarcale a quella contemporanea, si sottolinea come siano cambiati i ruoli genitoriali, le dinamiche relazionali e le sfide educative, spesso aggravate da una società “liquida” (Bauman) che tende ad individualizzare le responsabilità del successo o del fallimento personale. In questo scenario, la pedagogia familiare emerge come risorsa per promuovere consapevolezza educativa e nuove forme di genitorialità. Il secondo capitolo tratta in profondità il concetto di alleanza educativa tra scuola e famiglia, attenzionando il quadro normativo, le buone pratiche e le criticità. Un particolare sguardo viene rivolto alle disalleanze, intese come fratture o incomprensioni che possono ostacolare la collaborazione ma che, se riconosciute e analizzate, possono trasformarsi in occasioni di crescita. Riflessioni teoriche di autori come Contini e Cesari Lusso contribuiscono a delineare l’alleanza educativa non come una semplice intesa formale, ma come un processo dinamico, affettivo e relazionale, che presuppone intenzionalità, fiducia e tempo. Cruciale è il riconoscimento della dimensione emotiva nelle pratiche educative, che costituisce il terreno su cui si costruisce la fiducia reciproca. Il terzo capitolo raccoglie la parte esperienziale e autobiografica della tesi, con l’osservazione diretta condotta in una piccola scuola dell’Appennino Tosco-Emiliano,la scuola primaria di Monchio. In questo contesto montano, caratterizzato da relazioni strette e da una forte connessione con il territorio si è potuto esperire concretamente modelli di alleanza educativa, osservando pratiche virtuose e momenti di ascolto significativo tra insegnanti e genitori. Particolarmente rilevante è l’esperienza personale nell’affiancare una madre preoccupata per le difficoltà scolastiche del figlio: attraverso il dialogo e la mediazione empatica, è stato possibile costruire fiducia, attivare risorse e consolidare una relazione educativa significativa. Nelle conclusioni, la tesi riafferma che l’alleanza educativa è un processo da costruire quotidianamente, nella consapevolezza che le discontinuità e i conflitti non sono solo ostacoli, ma e soprattutto occasioni per riflettere, adattarsi e crescere. L’esperienza educativa vissuta sul campo diventa così testimonianza di come sia possibile realizzare forme autentiche di corresponsabilità educativa anche in contesti periferici, grazie alla forza delle relazioni umane e alla capacità di “abitare” l’educazione come luogo di incontro tra diversità, fragilità e speranze comuni. Con uno sguardo pedagogico critico e partecipativo, la tesi si propone come contributo al dibattito sull’educazione come esperienza condivisa, profondamente umana e radicata nella comunità.
2024
disalleanza
ponti educativi
co-progettazione
fiducia
alleanza
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