Il fluorodesossiglucosio o 18 F-FDG è un radiofarmaco utilizzato per la diagnosi di diverse patologie in ambito oncologico, cardiologico e neurologico. Viene iniettato nei pazienti e pertanto si tratta di una soluzione sterile a base di acqua per preparazioni iniettabili. Il radionuclide, ovvero il fluoro- 18, viene prodotto mediante il ciclotrone, un acceleratore di particelle; dopodiché il fluoro-18 darà attacco nucleofilo sul carbonio in posizione 2 di una molecola di zucchero. Dopo la sintesi il radiofarmaco viene consegnato al personale addetto al frazionamento e alla somministrazione della dose. Il processo di sintesi vero e proprio è automatizzato, ma occorre allestire la cassette dei reagenti e il vial finale di raccolta del prodotto; inoltre, al termine della sintesi, è necessario prelevare un’aliquota per i controlli di qualità e queste operazioni determinano manipolazione del prodotto finale e quindi un rischio di compromissione della sterilità. Ai fini di garantire che non ci sia contaminazione del radiofarmaco, è necessario effettuare il Media Fill Test (MFT), ossia una convalida degli operatori che testimonia la corretta esecuzione di ciascun passaggio e la conoscenza delle NBP-MN (norme di buona preparazione dei radiofarmaci in medicina nucleare). La prima convalida prevede l’esecuzione di tre test per ogni operatore, mentre per la riconvalida, che deve avvenire almeno una volta ogni sei mesi, basta un unico test a operatore. L’obiettivo del lavoro è stato sviluppare ex novo un metodo di esecuzione del MFT che ricalchi il più fedelmente possibile ciò che avviene durante una normale giornata di produzione del 18 F-FDG. Per il MFT occorre un terreno di coltura fertile per la crescita di batteri, virus e funghi, pertanto è stato selezionato il TSB (= tryptic soy broth), che viene fornito dal reparto di Microbiologia. Il terreno viene trasferito in due vial, di cui il primo emula l’allestimento e il secondo il prelievo dell’aliquota. Oltre al TSB e ai due vial, saranno necessari anche aghi, siringe, filtri e sfiati; al termine del test, i campioni verranno consegnati alla microbiologia, che si occuperà dell’incubazione e della registrazione dei risultati. Si delineeranno delle azioni correttive in caso di positività alla contaminazione. Per avere certezza che il metodo di convalida sia affidabile, in fase preliminare si rende necessario ripetere i test per un elevato numero di volte: si stabilisce il numero di operatori coinvolti nella sintesi del radiofarmaco e si moltiplica per 20. Al termine del periodo di sviluppo del metodo il 99% dei test deve aver dato un risultato negativo alla contaminazione, in modo tale da avere un andamento attendibile e in linea con quanto riportato nelle NBP-MN. I risultati ottenuti hanno suggerito che nessun campione è risultato contaminato. Alla luce dei risultati ottenuti, il metodo sviluppato viene ritenuto affidabile ed è stato adattato per la stesura di una procedura operativa standard della Medicina Nucleare di Reggio Emilia.
Verifica della lavorazione in asepsi durante la sintesi di FDG mediante Media-Fill Test
GAVOCI, FIONA
2024/2025
Abstract
Il fluorodesossiglucosio o 18 F-FDG è un radiofarmaco utilizzato per la diagnosi di diverse patologie in ambito oncologico, cardiologico e neurologico. Viene iniettato nei pazienti e pertanto si tratta di una soluzione sterile a base di acqua per preparazioni iniettabili. Il radionuclide, ovvero il fluoro- 18, viene prodotto mediante il ciclotrone, un acceleratore di particelle; dopodiché il fluoro-18 darà attacco nucleofilo sul carbonio in posizione 2 di una molecola di zucchero. Dopo la sintesi il radiofarmaco viene consegnato al personale addetto al frazionamento e alla somministrazione della dose. Il processo di sintesi vero e proprio è automatizzato, ma occorre allestire la cassette dei reagenti e il vial finale di raccolta del prodotto; inoltre, al termine della sintesi, è necessario prelevare un’aliquota per i controlli di qualità e queste operazioni determinano manipolazione del prodotto finale e quindi un rischio di compromissione della sterilità. Ai fini di garantire che non ci sia contaminazione del radiofarmaco, è necessario effettuare il Media Fill Test (MFT), ossia una convalida degli operatori che testimonia la corretta esecuzione di ciascun passaggio e la conoscenza delle NBP-MN (norme di buona preparazione dei radiofarmaci in medicina nucleare). La prima convalida prevede l’esecuzione di tre test per ogni operatore, mentre per la riconvalida, che deve avvenire almeno una volta ogni sei mesi, basta un unico test a operatore. L’obiettivo del lavoro è stato sviluppare ex novo un metodo di esecuzione del MFT che ricalchi il più fedelmente possibile ciò che avviene durante una normale giornata di produzione del 18 F-FDG. Per il MFT occorre un terreno di coltura fertile per la crescita di batteri, virus e funghi, pertanto è stato selezionato il TSB (= tryptic soy broth), che viene fornito dal reparto di Microbiologia. Il terreno viene trasferito in due vial, di cui il primo emula l’allestimento e il secondo il prelievo dell’aliquota. Oltre al TSB e ai due vial, saranno necessari anche aghi, siringe, filtri e sfiati; al termine del test, i campioni verranno consegnati alla microbiologia, che si occuperà dell’incubazione e della registrazione dei risultati. Si delineeranno delle azioni correttive in caso di positività alla contaminazione. Per avere certezza che il metodo di convalida sia affidabile, in fase preliminare si rende necessario ripetere i test per un elevato numero di volte: si stabilisce il numero di operatori coinvolti nella sintesi del radiofarmaco e si moltiplica per 20. Al termine del periodo di sviluppo del metodo il 99% dei test deve aver dato un risultato negativo alla contaminazione, in modo tale da avere un andamento attendibile e in linea con quanto riportato nelle NBP-MN. I risultati ottenuti hanno suggerito che nessun campione è risultato contaminato. Alla luce dei risultati ottenuti, il metodo sviluppato viene ritenuto affidabile ed è stato adattato per la stesura di una procedura operativa standard della Medicina Nucleare di Reggio Emilia.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3233