INTRODUZIONE: I farmaci antiaggreganti rappresentano una classe di farmacologica atta ad ostacolare il processo di aggregazione piastrinica. Questi farmaci esplicano la loro funzione attraverso quattro differenti meccanismi d’azione: attraverso l’inibizione della COX-1 (come l’Aspirina), attraverso l’antagonismo del recettore PY12 (come Ticlopidina, Clopidogrel, Prasugrel, Cangrelor, Ticagrelor), attraverso l’inibizione del recettore della Trombina (come il Vorapaxar), e attraverso l’inibizione della glicoproteina IIb/IIIa. I farmaci Antiaggreganti, attraverso ciascuno di questi meccanismi d’azione, determinano l’inibizione del processo di emostasi primaria e di aggregazione piastrinica. Sono utilizzati in molteplici contesti clinico-patologici, sia in fase acuta che nella prevenzione a lungo termine della formazione di trombi ed emboli. Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di questi farmaci nell’ambito della cardiopatia ischemica, dell'arteriopatia periferica e dell’ictus ischemico aterotrombotico; risultano particolarmente utili nella popolazione anziana affetta da queste condizioni. SCOPO: L'obiettivo dell'attuale studio è descrivere le caratteristiche cliniche dei pazienti in terapia con antiaggreganti, afferenti all'ambulatorio di Cardiogeriatria. MATERIALI E METODI: sono stati studiati 2069 pazienti afferenti all'ambulatorio di Cardiogeriatria del Nuovo Ospedale Civile di Baggiovara (OCSAE). Durante le visite Cardiogeriatriche tutti i pazienti sono stati sottoposti ad anamnesi clinica, esame obiettivo, elettrocardiogramma a 12 derivazioni e prove fisiche per la valutazione della fragilità e della performance. RISULTATI: Nella popolazione anziana in terapia con antiaggreganti, si è osservata un'elevata prevalenza di ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, e dislipidemia. Si è osservata una tendenza alla concomitante assunzione di farmaci diuretici, antiipertensivi ed ipolipemizzanti. Da un punto di vista clinico si è osservata un’associazione con l’ortopnea e la claudicatio intermittens. CONCLUSIONI: Da questo studio emerge che i pazienti in terapia cronica con farmaci antiaggreganti siano correlati ad un profilo cardiovascolare particolarmente sfavorevole; e sono pazienti per questo motivo meritevoli di maggior attenzione nella loro gestione clinico-terapeutica.

CARATTERISTICHE CLINICHE DEI PAZIENTI CHE ASSUMONO ANTIAGGREGANTI IN UNA POPOLAZIONE ANZIANA AFFERENTE AD UN AMBULATORIO DI CARDIOGERIATRIA

CARIANI, FILIPPO
2024/2025

Abstract

INTRODUZIONE: I farmaci antiaggreganti rappresentano una classe di farmacologica atta ad ostacolare il processo di aggregazione piastrinica. Questi farmaci esplicano la loro funzione attraverso quattro differenti meccanismi d’azione: attraverso l’inibizione della COX-1 (come l’Aspirina), attraverso l’antagonismo del recettore PY12 (come Ticlopidina, Clopidogrel, Prasugrel, Cangrelor, Ticagrelor), attraverso l’inibizione del recettore della Trombina (come il Vorapaxar), e attraverso l’inibizione della glicoproteina IIb/IIIa. I farmaci Antiaggreganti, attraverso ciascuno di questi meccanismi d’azione, determinano l’inibizione del processo di emostasi primaria e di aggregazione piastrinica. Sono utilizzati in molteplici contesti clinico-patologici, sia in fase acuta che nella prevenzione a lungo termine della formazione di trombi ed emboli. Numerosi studi hanno dimostrato l’efficacia di questi farmaci nell’ambito della cardiopatia ischemica, dell'arteriopatia periferica e dell’ictus ischemico aterotrombotico; risultano particolarmente utili nella popolazione anziana affetta da queste condizioni. SCOPO: L'obiettivo dell'attuale studio è descrivere le caratteristiche cliniche dei pazienti in terapia con antiaggreganti, afferenti all'ambulatorio di Cardiogeriatria. MATERIALI E METODI: sono stati studiati 2069 pazienti afferenti all'ambulatorio di Cardiogeriatria del Nuovo Ospedale Civile di Baggiovara (OCSAE). Durante le visite Cardiogeriatriche tutti i pazienti sono stati sottoposti ad anamnesi clinica, esame obiettivo, elettrocardiogramma a 12 derivazioni e prove fisiche per la valutazione della fragilità e della performance. RISULTATI: Nella popolazione anziana in terapia con antiaggreganti, si è osservata un'elevata prevalenza di ipertensione arteriosa, cardiopatia ischemica, e dislipidemia. Si è osservata una tendenza alla concomitante assunzione di farmaci diuretici, antiipertensivi ed ipolipemizzanti. Da un punto di vista clinico si è osservata un’associazione con l’ortopnea e la claudicatio intermittens. CONCLUSIONI: Da questo studio emerge che i pazienti in terapia cronica con farmaci antiaggreganti siano correlati ad un profilo cardiovascolare particolarmente sfavorevole; e sono pazienti per questo motivo meritevoli di maggior attenzione nella loro gestione clinico-terapeutica.
2024
ANTIAGGREGANTI
CARDIOGERIATRIA
ANZIANO
COMORBIDITA'
CLINICA
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3254