INTRODUZIONE Il trauma maggiore è una delle principali cause di morte e disabilità, in particolare nella popolazione giovane-adulta. I traumi addominali rappresentano circa il 20% dei traumi maggiori e coinvolgono spesso organi vascolarizzati come fegato e milza. Tradizionalmente trattate chirurgicamente, le lesioni epatiche e spleniche sono oggi sempre più gestite con approccio non operativo (Non-Operative Management, NOM), grazie ai progressi diagnostici (TC con contrasto) e terapeutici (embolizzazione angiografica). Il NOM, in pazienti selezionati e stabili, mostra tassi di successo superiori al 90% per lesioni epatiche e fino al 95% per quelle spleniche, riducendo complicanze e preservando la funzione d’organo. OBIETTIVO Valutare il ruolo e l’efficacia del NOM nei traumi epatici e splenici, analizzandone sicurezza, indicazioni e limiti, anche in confronto con l’approccio chirurgico. MATERIALI E METODI Studio osservazionale retrospettivo condotto presso il Pronto Soccorso di Baggiovara (Modena) su 109 pazienti con trauma addominale chiuso e lesioni epatiche e/o spleniche (marzo 2019 – febbraio 2025). I dati raccolti includevano caratteristiche cliniche, laboratoristiche, radiologiche e trattamento ricevuto. RISULTATI Il NOM si è dimostrato efficace nei pazienti emodinamicamente stabili, anche in presenza di liquido libero se associato a monitoraggio intensivo. L’angioembolizzazione ha ampliato le possibilità di trattamento conservativo, soprattutto nei casi con lesioni vascolari isolate. CONCLUSIONI Il NOM rappresenta un’alternativa valida e sicura alla chirurgia nei traumi epatici e splenici selezionati. Tuttavia, la limitata dimensione del campione impone cautela e sottolinea la necessità di ulteriori studi prospettici e multicentrici.

IL TRATTAMENTO NON OPERATIVO DEI TRAUMI SPLENICI ED EPATICI NEL DEA DI II LIVELLO DI BAGGIOVARA: ANALISI DI UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE CONSOLIDATO

BONOLI, LUCIA
2024/2025

Abstract

INTRODUZIONE Il trauma maggiore è una delle principali cause di morte e disabilità, in particolare nella popolazione giovane-adulta. I traumi addominali rappresentano circa il 20% dei traumi maggiori e coinvolgono spesso organi vascolarizzati come fegato e milza. Tradizionalmente trattate chirurgicamente, le lesioni epatiche e spleniche sono oggi sempre più gestite con approccio non operativo (Non-Operative Management, NOM), grazie ai progressi diagnostici (TC con contrasto) e terapeutici (embolizzazione angiografica). Il NOM, in pazienti selezionati e stabili, mostra tassi di successo superiori al 90% per lesioni epatiche e fino al 95% per quelle spleniche, riducendo complicanze e preservando la funzione d’organo. OBIETTIVO Valutare il ruolo e l’efficacia del NOM nei traumi epatici e splenici, analizzandone sicurezza, indicazioni e limiti, anche in confronto con l’approccio chirurgico. MATERIALI E METODI Studio osservazionale retrospettivo condotto presso il Pronto Soccorso di Baggiovara (Modena) su 109 pazienti con trauma addominale chiuso e lesioni epatiche e/o spleniche (marzo 2019 – febbraio 2025). I dati raccolti includevano caratteristiche cliniche, laboratoristiche, radiologiche e trattamento ricevuto. RISULTATI Il NOM si è dimostrato efficace nei pazienti emodinamicamente stabili, anche in presenza di liquido libero se associato a monitoraggio intensivo. L’angioembolizzazione ha ampliato le possibilità di trattamento conservativo, soprattutto nei casi con lesioni vascolari isolate. CONCLUSIONI Il NOM rappresenta un’alternativa valida e sicura alla chirurgia nei traumi epatici e splenici selezionati. Tuttavia, la limitata dimensione del campione impone cautela e sottolinea la necessità di ulteriori studi prospettici e multicentrici.
2024
trauma splenico
trauma epatico
NOM
traumi addominali
DEA di II livello
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