La psoriasi è una malattia cronica su base infiammatoria e immunologica, che colpisce prevalentemente la cute, ma può associarsi a manifestazioni sistemiche, tra cui l’artrite psoriasica e varie comorbidità metaboliche e cardiovascolari. Il suo impatto sulla qualità di vita è spesso sottovalutato, nonostante la natura recidivante e la rilevanza estetico-sociale della malattia. Negli ultimi anni, il progresso della ricerca in ambito immunologico ha consentito di identificare nuovi bersagli terapeutici e di comprendere con maggiore dettaglio i meccanismi patogenetici alla base della psoriasi. In particolare, l’asse IL-23/ IL-17 ha assunto un ruolo centrale, portando allo sviluppo di terapie biologiche innovative mirate a modulare selettivamente la risposta infiammatoria. Il presente lavoro di tesi nasce con l’obiettivo di analizzare l’efficacia clinica e la sopravvivenza al trattamento (Drug Survival) degli anticorpi monoclonali diretti contro l’interleuchina 17 (IL-17) in pazienti affetti da psoriasi in fase moderata-grave, con particolare attenzione alle caratteristiche cliniche e demografiche dei soggetti trattati. La rilevanza dell’argomento è legata all’ampliamento dell’uso di queste terapie nella pratica clinica quotidiana e dalla necessità di individuare i profili predittivi di risposta, al fine di orientare le scelte terapeutiche in maniera sempre più personalizzata. L’interleuchina 17, in particolare IL-17A, è una citochina prodotta da cellule T-helper 17 (Th17) che promuove l’attivazione, la proliferazione dei cheratinociti e la produzione di molecole pro-infiammatorie. L’iper-espressione di IL-17 è uno degli elementi cardine nella cascata infiammatoria che caratterizza la psoriasi. Tra gli inibitori selettivi di IL-17, agenti come Secukinumab, Ixekizumab, Brodalumab e Bimekizumab hanno evidenziato risultati notevoli in termini di efficacia clinica, rapidità d’azione e mantenimento della risposta nel lungo termine. Studi di real life e trial clinici hanno dimostrato tassi elevati di risposta PASI 90 e PASI 100, anche in pazienti precedentemente non responder ad altre classi terapeutiche. Attraverso un’analisi retrospettiva e prospettica di una coorte di pazienti in trattamento biologico anti-IL-17, si è voluto indagare non solo la risposta clinica alla terapia, ma anche la sua persistenza nel tempo, parametro sempre più utilizzato per valutare l’efficacia terapeutica reale. Inoltre, è stato considerato l’impatto di variabili quali età, sesso, l’indice di massa corporea, la durata della malattia, la presenza di artrite psoriasica e il numero di terapie biologiche precedenti. I dati ottenuti confermano sia una solida efficacia clinica sia una buona tollerabilità degli inibitori dell’IL-17 nella gestione della psoriasi, suggerendo un profilo favorevole anche in termini di Drug Survival, soprattutto nei pazienti naive ai biologici o con malattia di lunga durata. L’identificazione di pattern di risposta e il confronto tra i diversi inibitori dell’IL-17 forniscono ulteriori elementi utili a ottimizzare l’approccio terapeutico. In conclusione, questo lavoro si propone di contribuire alla crescente mole di dati che supportano l’impiego degli inibitori di IL-17 nella psoriasi, sottolineando l’importanza della medicina di precisione nella gestione delle patologie croniche immuno-mediate. L’evoluzione delle strategie terapeutiche per la psoriasi punta sull’integrazione di evidenze cliniche, biomarcatori predittivi e caratteristiche individuali del paziente, al fine di garantire trattamenti efficaci, sostenibili e centrati sulla persona.

BLOCCO SELETTIVO DELL’INTERLEUCHINA 17 NELLA PSORIASI: EFFICACIA CLINICA, DRUG SURVIVAL E CARATTERISTICHE DEL PAZIENTE IN TERAPIA BIOLOGICA.

IORIO, MARCO
2024/2025

Abstract

La psoriasi è una malattia cronica su base infiammatoria e immunologica, che colpisce prevalentemente la cute, ma può associarsi a manifestazioni sistemiche, tra cui l’artrite psoriasica e varie comorbidità metaboliche e cardiovascolari. Il suo impatto sulla qualità di vita è spesso sottovalutato, nonostante la natura recidivante e la rilevanza estetico-sociale della malattia. Negli ultimi anni, il progresso della ricerca in ambito immunologico ha consentito di identificare nuovi bersagli terapeutici e di comprendere con maggiore dettaglio i meccanismi patogenetici alla base della psoriasi. In particolare, l’asse IL-23/ IL-17 ha assunto un ruolo centrale, portando allo sviluppo di terapie biologiche innovative mirate a modulare selettivamente la risposta infiammatoria. Il presente lavoro di tesi nasce con l’obiettivo di analizzare l’efficacia clinica e la sopravvivenza al trattamento (Drug Survival) degli anticorpi monoclonali diretti contro l’interleuchina 17 (IL-17) in pazienti affetti da psoriasi in fase moderata-grave, con particolare attenzione alle caratteristiche cliniche e demografiche dei soggetti trattati. La rilevanza dell’argomento è legata all’ampliamento dell’uso di queste terapie nella pratica clinica quotidiana e dalla necessità di individuare i profili predittivi di risposta, al fine di orientare le scelte terapeutiche in maniera sempre più personalizzata. L’interleuchina 17, in particolare IL-17A, è una citochina prodotta da cellule T-helper 17 (Th17) che promuove l’attivazione, la proliferazione dei cheratinociti e la produzione di molecole pro-infiammatorie. L’iper-espressione di IL-17 è uno degli elementi cardine nella cascata infiammatoria che caratterizza la psoriasi. Tra gli inibitori selettivi di IL-17, agenti come Secukinumab, Ixekizumab, Brodalumab e Bimekizumab hanno evidenziato risultati notevoli in termini di efficacia clinica, rapidità d’azione e mantenimento della risposta nel lungo termine. Studi di real life e trial clinici hanno dimostrato tassi elevati di risposta PASI 90 e PASI 100, anche in pazienti precedentemente non responder ad altre classi terapeutiche. Attraverso un’analisi retrospettiva e prospettica di una coorte di pazienti in trattamento biologico anti-IL-17, si è voluto indagare non solo la risposta clinica alla terapia, ma anche la sua persistenza nel tempo, parametro sempre più utilizzato per valutare l’efficacia terapeutica reale. Inoltre, è stato considerato l’impatto di variabili quali età, sesso, l’indice di massa corporea, la durata della malattia, la presenza di artrite psoriasica e il numero di terapie biologiche precedenti. I dati ottenuti confermano sia una solida efficacia clinica sia una buona tollerabilità degli inibitori dell’IL-17 nella gestione della psoriasi, suggerendo un profilo favorevole anche in termini di Drug Survival, soprattutto nei pazienti naive ai biologici o con malattia di lunga durata. L’identificazione di pattern di risposta e il confronto tra i diversi inibitori dell’IL-17 forniscono ulteriori elementi utili a ottimizzare l’approccio terapeutico. In conclusione, questo lavoro si propone di contribuire alla crescente mole di dati che supportano l’impiego degli inibitori di IL-17 nella psoriasi, sottolineando l’importanza della medicina di precisione nella gestione delle patologie croniche immuno-mediate. L’evoluzione delle strategie terapeutiche per la psoriasi punta sull’integrazione di evidenze cliniche, biomarcatori predittivi e caratteristiche individuali del paziente, al fine di garantire trattamenti efficaci, sostenibili e centrati sulla persona.
2024
PSORIASI
INTERLEUCHINA-17
DRUG SURVIVAL
PASI
TERAPIE BIOLOGICHE
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3266