INTRODUZIONE: L’enterocolite necrotizzante (NEC) rappresenta una delle principali emergenze gastroenterologiche dell’età neonatale e la sua incidenza si è dimostrata inversamente proporzionale all’età gestazionale e al peso alla nascita. È una patologia multifattoriale, caratterizzata da necrosi intestinale, traslocazione batterica e risposta infiammatoria sistemica, che può evolvere verso complicanze severe come perforazione intestinale, sepsi o morte. Tra i principali fattori di rischio associati alla NEC figurano la prematurità, l’alimentazione con latte artificiale e l’immaturità immunitaria. Il latte materno ha effetto protettivo, mentre la disbiosi intestinale nei prematuri, le trasfusioni e l’uso inappropriato di antibiotici ne aumentano il rischio. La diagnosi si basa su criteri clinici, laboratoristici e radiologici (radiografia ed ecografia intestinale). I sistemi di classificazione attualmente in uso, come la stadiazione secondo Bell, presentano limiti significativi in termini di accuratezza diagnostica e valore prognostico. Da qui nasce l’esigenza di sviluppare modelli predittivi affidabili, capaci di identificare precocemente i neonati a maggior rischio di esiti sfavorevoli. OBIETTIVI DELLO STUDIO: Questo studio ha lo scopo di costruire un modello predittivo in grado di identificare il rischio di mortalità all’esordio di NEC; in particolare, si vuole valutare la capacità predittiva del SEPSIS score, originariamente sviluppato per la sepsi neonatale. MATERIALI E METODI: Lo studio è osservazionale, retrospettivo, monocentrico e non finanziato, condotto presso la TIN dell’AOU di Modena. Sono stati inclusi 73 neonati con diagnosi radiologica di NEC di stadio II o III, secondo la classificazione di Bell modificata, ricoverati tra il 01/01/2005 e il 31/12/2024. I dati sono stati raccolti tramite consultazione di cartelle cliniche digitali e cartacee, lettere di dimissione e referti radiologici. I dati analizzati includono caratteristiche prenatali e postnatali, valori all’EGA, parametri vitali, terapie farmacologiche, outcome (morte e lesioni cerebrali) e tempistiche di esami radiologici ed emocolture. Sono stati calcolati SEPSIS e SOFA score. L’analisi statistica è stata condotta mediante regressione logistica univariata e multivariata e valutazione dell’accuratezza predittiva tramite AUROC. RISULTATI: 73 sono i neonati inclusi, presentanti età gestazionale mediana di 27 settimane [25; 30] e un peso alla nascita mediano di 976 grammi [745; 1442,5]. Di questi, 48 hanno avuto esiti avversi gravi (27 hanno riportato lesioni cerebrali e 21 sono deceduti). I neonati deceduti presentano età gestazionale alla nascita inferiore (25 vs 29 settimane, p=0,037) ed inferiore peso alla nascita (768 vs 995g, p=0,015). Per quanto riguarda le caratteristiche all’esordio documentato di NEC, al limite della significatività si è riscontrato che i deceduti presentano FC più alta (167 vs 153, p=0,058), mentre i livelli di lattato risultano significativamente più elevati (5,65 vs 1,5 mmol/l, p=0,0002) e valori di PA media più bassa (39 vs 46 mmHg, p=0,004). Due sono i modelli multivariati risultati validi: il primo presenta le variabili “giorni di vita all’esordio + lattato + pressione arteriosa media all’esordio” (HL p= 0,265, AUC=0,915), che corrisponde al modello del SEPSIS score, con sensibilità 67% e specificità 100%; l’altro modello presenta le variabili “lattato + frequenza cardiaca” (HL p=0,272, AUC=0,871) con sensibilità 72% e specificità 97%. CONCLUSIONI: I modelli predittivi si sono dimostrati uno strumento affidabile e facilmente applicabile, in grado di facilitare l’identificazione precoce dei neonati in condizioni di maggiore gravità, per i quali può rendersi necessario un intervento terapeutico tempestivo e un supporto più intensivo.
STUDIO RETROSPETTIVO: ENTEROCOLITE NECROTIZZANTE NEL NEONATO E LATTANTE CON ETÀ ≤ 90 GIORNI DI VITA, VALUTAZIONE DEI PARAMETRI DI OUTCOME
MORINI, SAMANTA
2024/2025
Abstract
INTRODUZIONE: L’enterocolite necrotizzante (NEC) rappresenta una delle principali emergenze gastroenterologiche dell’età neonatale e la sua incidenza si è dimostrata inversamente proporzionale all’età gestazionale e al peso alla nascita. È una patologia multifattoriale, caratterizzata da necrosi intestinale, traslocazione batterica e risposta infiammatoria sistemica, che può evolvere verso complicanze severe come perforazione intestinale, sepsi o morte. Tra i principali fattori di rischio associati alla NEC figurano la prematurità, l’alimentazione con latte artificiale e l’immaturità immunitaria. Il latte materno ha effetto protettivo, mentre la disbiosi intestinale nei prematuri, le trasfusioni e l’uso inappropriato di antibiotici ne aumentano il rischio. La diagnosi si basa su criteri clinici, laboratoristici e radiologici (radiografia ed ecografia intestinale). I sistemi di classificazione attualmente in uso, come la stadiazione secondo Bell, presentano limiti significativi in termini di accuratezza diagnostica e valore prognostico. Da qui nasce l’esigenza di sviluppare modelli predittivi affidabili, capaci di identificare precocemente i neonati a maggior rischio di esiti sfavorevoli. OBIETTIVI DELLO STUDIO: Questo studio ha lo scopo di costruire un modello predittivo in grado di identificare il rischio di mortalità all’esordio di NEC; in particolare, si vuole valutare la capacità predittiva del SEPSIS score, originariamente sviluppato per la sepsi neonatale. MATERIALI E METODI: Lo studio è osservazionale, retrospettivo, monocentrico e non finanziato, condotto presso la TIN dell’AOU di Modena. Sono stati inclusi 73 neonati con diagnosi radiologica di NEC di stadio II o III, secondo la classificazione di Bell modificata, ricoverati tra il 01/01/2005 e il 31/12/2024. I dati sono stati raccolti tramite consultazione di cartelle cliniche digitali e cartacee, lettere di dimissione e referti radiologici. I dati analizzati includono caratteristiche prenatali e postnatali, valori all’EGA, parametri vitali, terapie farmacologiche, outcome (morte e lesioni cerebrali) e tempistiche di esami radiologici ed emocolture. Sono stati calcolati SEPSIS e SOFA score. L’analisi statistica è stata condotta mediante regressione logistica univariata e multivariata e valutazione dell’accuratezza predittiva tramite AUROC. RISULTATI: 73 sono i neonati inclusi, presentanti età gestazionale mediana di 27 settimane [25; 30] e un peso alla nascita mediano di 976 grammi [745; 1442,5]. Di questi, 48 hanno avuto esiti avversi gravi (27 hanno riportato lesioni cerebrali e 21 sono deceduti). I neonati deceduti presentano età gestazionale alla nascita inferiore (25 vs 29 settimane, p=0,037) ed inferiore peso alla nascita (768 vs 995g, p=0,015). Per quanto riguarda le caratteristiche all’esordio documentato di NEC, al limite della significatività si è riscontrato che i deceduti presentano FC più alta (167 vs 153, p=0,058), mentre i livelli di lattato risultano significativamente più elevati (5,65 vs 1,5 mmol/l, p=0,0002) e valori di PA media più bassa (39 vs 46 mmHg, p=0,004). Due sono i modelli multivariati risultati validi: il primo presenta le variabili “giorni di vita all’esordio + lattato + pressione arteriosa media all’esordio” (HL p= 0,265, AUC=0,915), che corrisponde al modello del SEPSIS score, con sensibilità 67% e specificità 100%; l’altro modello presenta le variabili “lattato + frequenza cardiaca” (HL p=0,272, AUC=0,871) con sensibilità 72% e specificità 97%. CONCLUSIONI: I modelli predittivi si sono dimostrati uno strumento affidabile e facilmente applicabile, in grado di facilitare l’identificazione precoce dei neonati in condizioni di maggiore gravità, per i quali può rendersi necessario un intervento terapeutico tempestivo e un supporto più intensivo.| File | Dimensione | Formato | |
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