La carcinosi peritoneale rappresenta una condizione clinica altamente sfavorevole, espressione di malattia neoplastica avanzata, con prognosi infausta e limitate opzioni terapeutiche. Può originare da diverse neoplasie (più frequentemente a primitività intra-addominale) e si caratterizza per la disseminazione tumorale diffusa a livello della sierosa peritoneale. La gestione di questa condizione è complessa, poiché a causa della barriera peritoneo-plasmatica, la chemioterapia sistemica ha una penetrazione limitata nel compartimento peritoneale; inoltre, la chirurgia citoriduttiva è praticabile solo in pazienti selezionati. In questo contesto, la PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy – Chemioterapia Intraperitoneale Aerosolizzata Pressurizzata) rappresenta un trattamento innovativo per le carcinosi peritoneali. Questa tecnica prevede l’erogazione di farmaci chemioterapici sotto forma di aerosol direttamente nella cavità peritoneale, durante una procedura laparoscopica; l’obiettivo è quello di ottenere una distribuzione omogenea dei farmaci e una maggiore penetrazione nei tessuti tumorali. Il trattamento viene generalmente ripetuto e associato alla chemioterapia sistemica; inoltre consente il monitoraggio diretto della risposta tumorale mediante biopsie seriali. Gli obiettivi principali di questo trattamento sono: controllo locale della malattia, maggiore efficacia della chemioterapia e riduzione della sua tossicità sistemica, controllo dei sintomi, eventuale conversion surgery. Il presente studio è stato condotto presso la Struttura Complessa di Chirurgia Generale d’Urgenza e Oncologica del Policlinico di Modena e si propone di valutare: la sopravvivenza globale dei pazienti sottoposti a PIPAC, la sopravvivenza in assenza di progressione di malattia, il tasso di interruzione, il tasso di conversion surgery e le complicanze post-operatorie. Si tratta di uno studio monocentrico, retrospettivo e prospettico, osservazionale. Da giugno 2023 ad aprile 2025 sono state eseguiti da 1 a 3 cicli di PIPAC su 30 pazienti con diagnosi istologica di carcinosi peritoneale di origine colo-rettale, gastrica, da Pseudomixoma Peritonei, da mammella, pancreas, NET. Il follow-up mediano è stato di 3 mesi, con overall survival (OS) mediana di 10,6 mesi e progressione free survival (PFS) mediana di 5 mesi. Il 33,3% dei pazienti ha sviluppato almeno una complicanza post-operatoria, mentre nel 66,7% dei casi non si sono registrati eventi avversi. Le complicanze maggiori (≥ Clavien-Dindo III) sono state osservate in 1 paziente (3,3%). Il 63,33% dei pazienti è andato incontro a interruzione del trattamento prima di completare 3 cicli di PIPAC. Sulla totalità dei pazienti, il 30% ha ottenuto una conversion surgery a CRS/HIPEC.

PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy): esperienza monocentrica. Risultati preliminari.

STRACCIA, LUDOVICA
2024/2025

Abstract

La carcinosi peritoneale rappresenta una condizione clinica altamente sfavorevole, espressione di malattia neoplastica avanzata, con prognosi infausta e limitate opzioni terapeutiche. Può originare da diverse neoplasie (più frequentemente a primitività intra-addominale) e si caratterizza per la disseminazione tumorale diffusa a livello della sierosa peritoneale. La gestione di questa condizione è complessa, poiché a causa della barriera peritoneo-plasmatica, la chemioterapia sistemica ha una penetrazione limitata nel compartimento peritoneale; inoltre, la chirurgia citoriduttiva è praticabile solo in pazienti selezionati. In questo contesto, la PIPAC (Pressurized Intraperitoneal Aerosol Chemotherapy – Chemioterapia Intraperitoneale Aerosolizzata Pressurizzata) rappresenta un trattamento innovativo per le carcinosi peritoneali. Questa tecnica prevede l’erogazione di farmaci chemioterapici sotto forma di aerosol direttamente nella cavità peritoneale, durante una procedura laparoscopica; l’obiettivo è quello di ottenere una distribuzione omogenea dei farmaci e una maggiore penetrazione nei tessuti tumorali. Il trattamento viene generalmente ripetuto e associato alla chemioterapia sistemica; inoltre consente il monitoraggio diretto della risposta tumorale mediante biopsie seriali. Gli obiettivi principali di questo trattamento sono: controllo locale della malattia, maggiore efficacia della chemioterapia e riduzione della sua tossicità sistemica, controllo dei sintomi, eventuale conversion surgery. Il presente studio è stato condotto presso la Struttura Complessa di Chirurgia Generale d’Urgenza e Oncologica del Policlinico di Modena e si propone di valutare: la sopravvivenza globale dei pazienti sottoposti a PIPAC, la sopravvivenza in assenza di progressione di malattia, il tasso di interruzione, il tasso di conversion surgery e le complicanze post-operatorie. Si tratta di uno studio monocentrico, retrospettivo e prospettico, osservazionale. Da giugno 2023 ad aprile 2025 sono state eseguiti da 1 a 3 cicli di PIPAC su 30 pazienti con diagnosi istologica di carcinosi peritoneale di origine colo-rettale, gastrica, da Pseudomixoma Peritonei, da mammella, pancreas, NET. Il follow-up mediano è stato di 3 mesi, con overall survival (OS) mediana di 10,6 mesi e progressione free survival (PFS) mediana di 5 mesi. Il 33,3% dei pazienti ha sviluppato almeno una complicanza post-operatoria, mentre nel 66,7% dei casi non si sono registrati eventi avversi. Le complicanze maggiori (≥ Clavien-Dindo III) sono state osservate in 1 paziente (3,3%). Il 63,33% dei pazienti è andato incontro a interruzione del trattamento prima di completare 3 cicli di PIPAC. Sulla totalità dei pazienti, il 30% ha ottenuto una conversion surgery a CRS/HIPEC.
2024
Carcinosi peritoneo
Chemioterapia
PIPAC
PCI
Conversion surgery
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