Introduzione: Il trapianto di fegato nei pazienti con cirrosi secondaria a malattia epatica alcol-correlata (ALD) rappresenta un’opzione terapeutica consolidata. Tuttavia, la recidiva del consumo alcolico dopo il trapianto costituisce una criticità clinica rilevante, con il potenziale di comprometterne gli esiti a breve e a lungo termine. Tra i pazienti trapiantati per ALD, esiste un sottogruppo ad elevata instabilità clinica, rappresentato da coloro che giungono al trapianto con Acute-on-Chronic Liver Failure (ACLF), condizione associata a prognosi severa e ad un percorso valutativo pre-trapianto abbreviato. L’impatto di tale contesto sul rischio di recidiva non è ancora stato definitivamente chiarito. Obiettivi: Obiettivo primario dello studio è valutare se vi sia differenza nell’incidenza di recidiva alcolica tra pazienti trapiantati in corso di ACLF e pazienti trapiantati in assenza di tale condizione. Si ipotizza che la maggiore instabilità clinica e la necessità di una rapida valutazione pre-trapianto nei casi di ACLF possano rappresentare un fattore di rischio per la recidiva. Obiettivi secondari dello studio comprendono il confronto tra i due gruppi per: sopravvivenza a un anno, durata della degenza ospedaliera, necessità di nuovi ricoveri entro 90 giorni dal trapianto, necessità di re-trapianto e tasso di complicanze (valutate mediante il Comprehensive Complication Index, CCI). Materiali e metodi: Lo studio retrospettivo è stato condotto presso la Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Epato-Bilio-Pancreatica e dei Trapianti di Fegato dell’AOU Policlinico di Modena. Sono stati inclusi 172 pazienti adulti trapiantati tra il 2020 e il 2023 per cirrosi alcol-relata (in forma pura e overlap con altre eziologie). I pazienti sono stati stratificati in due gruppi, in base alla presenza o assenza di ACLF secondo i criteri EASL-CLIF. Il follow-up è stato di un anno a partire dalla data del trapianto. La recidiva alcolica è stata valutata come variabile dicotomica integrando fonti cliniche, tossicologiche e psicosociali. È stato registrato il tempo alla recidiva. Sono stati raccolti e analizzati gli outcome secondari a partire da cartelle elettroniche, report di follow-up e documentazione specialistica. Risultati: Dei 172 pazienti inclusi, 28 (16%) presentavano ACLF al momento del trapianto. La recidiva alcolica a un anno è risultata significativamente più frequente nel gruppo con ACLF rispetto quello senza ACLF (22% vs 8%; p=0.017). Anche il tasso di complicanze post-operatorie a 30 giorni, misurato tramite il CCI, è risultato più elevato nel gruppo ACLF (mediana CCI 20.9 vs 32.0; p = 0.008). Non sono emerse differenze significative tra i gruppi in termini di sopravvivenza a un anno, né nella necessità di ri-ospedalizzazione precoce e di re-trapianto. Discussione: La maggiore incidenza di recidiva alcolica nei pazienti con ACLF suggerisce maggiore vulnerabilità, legata alla complessità clinica e all’urgenza del rapido percorso pre-trapianto. L’astinenza pre-trapianto si conferma fattore protettivo, mentre l’età più giovane emerge come fattore di rischio. Nonostante l’aumento della morbilità precoce e la degenza ospedaliera più prolungata nei pazienti con ACLF, la sopravvivenza globale e il tasso di re-trapianto sono risultati simili tra i due gruppi. Ciò indica che, pur in presenza di maggiore fragilità clinica, il trapianto in setting ACLF può offrire benefici comparabili. Conclusioni: Il trapianto di fegato nei pazienti con ACLF su base alcol-correlata si conferma un’opzione terapeutica valida, pur associato ad aumentato rischio di recidiva alcolica e complicanze post-operatorie precoci. L’identificazione precoce dei soggetti a maggior rischio di recidiva e l’implementazione di un follow-up strutturato e multidisciplinare potrebbero rappresentare strategie utili per una prevenzione più efficace e per il miglioramento degli esiti a lungo termine.

Risultati e rischio di recidiva nel paziente sottoposto a trapianto di fegato per cirrosi esotossica

SCIARRA, COSTANZA
2024/2025

Abstract

Introduzione: Il trapianto di fegato nei pazienti con cirrosi secondaria a malattia epatica alcol-correlata (ALD) rappresenta un’opzione terapeutica consolidata. Tuttavia, la recidiva del consumo alcolico dopo il trapianto costituisce una criticità clinica rilevante, con il potenziale di comprometterne gli esiti a breve e a lungo termine. Tra i pazienti trapiantati per ALD, esiste un sottogruppo ad elevata instabilità clinica, rappresentato da coloro che giungono al trapianto con Acute-on-Chronic Liver Failure (ACLF), condizione associata a prognosi severa e ad un percorso valutativo pre-trapianto abbreviato. L’impatto di tale contesto sul rischio di recidiva non è ancora stato definitivamente chiarito. Obiettivi: Obiettivo primario dello studio è valutare se vi sia differenza nell’incidenza di recidiva alcolica tra pazienti trapiantati in corso di ACLF e pazienti trapiantati in assenza di tale condizione. Si ipotizza che la maggiore instabilità clinica e la necessità di una rapida valutazione pre-trapianto nei casi di ACLF possano rappresentare un fattore di rischio per la recidiva. Obiettivi secondari dello studio comprendono il confronto tra i due gruppi per: sopravvivenza a un anno, durata della degenza ospedaliera, necessità di nuovi ricoveri entro 90 giorni dal trapianto, necessità di re-trapianto e tasso di complicanze (valutate mediante il Comprehensive Complication Index, CCI). Materiali e metodi: Lo studio retrospettivo è stato condotto presso la Struttura Complessa di Chirurgia Oncologica Epato-Bilio-Pancreatica e dei Trapianti di Fegato dell’AOU Policlinico di Modena. Sono stati inclusi 172 pazienti adulti trapiantati tra il 2020 e il 2023 per cirrosi alcol-relata (in forma pura e overlap con altre eziologie). I pazienti sono stati stratificati in due gruppi, in base alla presenza o assenza di ACLF secondo i criteri EASL-CLIF. Il follow-up è stato di un anno a partire dalla data del trapianto. La recidiva alcolica è stata valutata come variabile dicotomica integrando fonti cliniche, tossicologiche e psicosociali. È stato registrato il tempo alla recidiva. Sono stati raccolti e analizzati gli outcome secondari a partire da cartelle elettroniche, report di follow-up e documentazione specialistica. Risultati: Dei 172 pazienti inclusi, 28 (16%) presentavano ACLF al momento del trapianto. La recidiva alcolica a un anno è risultata significativamente più frequente nel gruppo con ACLF rispetto quello senza ACLF (22% vs 8%; p=0.017). Anche il tasso di complicanze post-operatorie a 30 giorni, misurato tramite il CCI, è risultato più elevato nel gruppo ACLF (mediana CCI 20.9 vs 32.0; p = 0.008). Non sono emerse differenze significative tra i gruppi in termini di sopravvivenza a un anno, né nella necessità di ri-ospedalizzazione precoce e di re-trapianto. Discussione: La maggiore incidenza di recidiva alcolica nei pazienti con ACLF suggerisce maggiore vulnerabilità, legata alla complessità clinica e all’urgenza del rapido percorso pre-trapianto. L’astinenza pre-trapianto si conferma fattore protettivo, mentre l’età più giovane emerge come fattore di rischio. Nonostante l’aumento della morbilità precoce e la degenza ospedaliera più prolungata nei pazienti con ACLF, la sopravvivenza globale e il tasso di re-trapianto sono risultati simili tra i due gruppi. Ciò indica che, pur in presenza di maggiore fragilità clinica, il trapianto in setting ACLF può offrire benefici comparabili. Conclusioni: Il trapianto di fegato nei pazienti con ACLF su base alcol-correlata si conferma un’opzione terapeutica valida, pur associato ad aumentato rischio di recidiva alcolica e complicanze post-operatorie precoci. L’identificazione precoce dei soggetti a maggior rischio di recidiva e l’implementazione di un follow-up strutturato e multidisciplinare potrebbero rappresentare strategie utili per una prevenzione più efficace e per il miglioramento degli esiti a lungo termine.
2024
Trapianto di fegato
Cirrosi alcol-relata
ACLF
Recidiva alcolica
Outcome
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3310