titolo: biomarcaori fluidi di infiammazione e punteggio prognostico nella sclerosi multipla: uno studio di coorte retrospettivo. background: La Sclerosi Multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, con decorso clinico variabile, che necessita di biomarcatori prognostici statisticamente validati, con lo scopo di consentire la scelta di terapia più adatta per il paziente. I biomarcatori fluidi quali k-index, le catene leggere libere k( k-FLC), i rapporti derivanti dalla conta cellulare( NLR,PLR,MLR) e i livelli di vitamina D, rappresentano utili strumenti per prevedere l'andamento della malattia. Obiettivo: questo studio prende in esame il valore prognostico di biomarcatori fluidi facilmente ottenibili nella pratica clinica, correlandoli con dati clinici, radiologici e di laboratorio in pazienti con SM, al fine di sviluppare un punteggio predittivo e multiparametrico inerente la gravità della malattia. metodi: sono stati inclusi 120 pazienti affetti da SM( 84 donne, 36 uomini; di età media 35 anni), diagnosticati e seguiti presso il Centro Malattie Demielinizzanti di Modena tra il 2018 e il 2022, per un periodo medio di 50 mesi. Al momento della diagnosi sono stati raccolti dati demografici, clinic (EDSS, sintomi), radiologici(RM) e di laboratorio (k-index, OCB, NLR,PLR,MLR, vitamina D). Durante il follow-up sono stati rilevate ricadute, progressioni all'EDSS, stato NEDA-3/4 ed eventuale necessità di inizio terapia ad alta efficacia (HET). Le correlazioni sono state analizzate con il coefficiente di Spearman, la regressione logistica uni/multivariata, il modello di Cox e le curve di Kaplan-Meir. Il punteggio prognostico, invece, è stato sviluppato attraverso i coefficienti beta del modello di Cox. risultati: il k-index>38 ha predetto indipendentemente sia la perdita di NEDA(OR 2,72, p=0,029) che l'inizio di HET(OR5,32, p=0,002), per tempi più brevi(HR 1,55, p=0,057; HR 3,32, p=0,001). Un k-index>100 si è visto associato a un maggior rischio di ricadute( pari al doppio nei 12 mesi, e al quadruplo nei 24mesi). Nella sottoanalisi, si è osservato come i pazienti passati da LET a HET presentassero un k-index medio più elevato(124,9 vs 73,5, p=0,037) rispetto a quelli rimasti in terapia LET, con k-index>38 predittivo del passaggio a HET(OR 3,54, p=0,019). Al contrario NLR,PLR,MLR e vitamina D non hanno mostrato associazioni statisticamente significative con gli esiti clinici. conclusioni: il k-index si conferma un valido biomarcatore prognostico nell'identificazione di pazienti con SM a rischio di decorso severo, supportando la scelta precoce a una terapia HET. L'integrazione del k-index all'interno di un punteggio prognostico multiparametrico potrebbe migliorare la stratificazione del rischio, ottimizzando la gestione clinica della SM. Si rendono necessari ulteriori studi per standardizzare il cut-off e validare il punteggio predittivo.

biomarcatori fluidi di infiammazione: valenza prognostica nei pazienti con sclerosi multipla

CORRADO, FRANCESCO
2024/2025

Abstract

titolo: biomarcaori fluidi di infiammazione e punteggio prognostico nella sclerosi multipla: uno studio di coorte retrospettivo. background: La Sclerosi Multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale, con decorso clinico variabile, che necessita di biomarcatori prognostici statisticamente validati, con lo scopo di consentire la scelta di terapia più adatta per il paziente. I biomarcatori fluidi quali k-index, le catene leggere libere k( k-FLC), i rapporti derivanti dalla conta cellulare( NLR,PLR,MLR) e i livelli di vitamina D, rappresentano utili strumenti per prevedere l'andamento della malattia. Obiettivo: questo studio prende in esame il valore prognostico di biomarcatori fluidi facilmente ottenibili nella pratica clinica, correlandoli con dati clinici, radiologici e di laboratorio in pazienti con SM, al fine di sviluppare un punteggio predittivo e multiparametrico inerente la gravità della malattia. metodi: sono stati inclusi 120 pazienti affetti da SM( 84 donne, 36 uomini; di età media 35 anni), diagnosticati e seguiti presso il Centro Malattie Demielinizzanti di Modena tra il 2018 e il 2022, per un periodo medio di 50 mesi. Al momento della diagnosi sono stati raccolti dati demografici, clinic (EDSS, sintomi), radiologici(RM) e di laboratorio (k-index, OCB, NLR,PLR,MLR, vitamina D). Durante il follow-up sono stati rilevate ricadute, progressioni all'EDSS, stato NEDA-3/4 ed eventuale necessità di inizio terapia ad alta efficacia (HET). Le correlazioni sono state analizzate con il coefficiente di Spearman, la regressione logistica uni/multivariata, il modello di Cox e le curve di Kaplan-Meir. Il punteggio prognostico, invece, è stato sviluppato attraverso i coefficienti beta del modello di Cox. risultati: il k-index>38 ha predetto indipendentemente sia la perdita di NEDA(OR 2,72, p=0,029) che l'inizio di HET(OR5,32, p=0,002), per tempi più brevi(HR 1,55, p=0,057; HR 3,32, p=0,001). Un k-index>100 si è visto associato a un maggior rischio di ricadute( pari al doppio nei 12 mesi, e al quadruplo nei 24mesi). Nella sottoanalisi, si è osservato come i pazienti passati da LET a HET presentassero un k-index medio più elevato(124,9 vs 73,5, p=0,037) rispetto a quelli rimasti in terapia LET, con k-index>38 predittivo del passaggio a HET(OR 3,54, p=0,019). Al contrario NLR,PLR,MLR e vitamina D non hanno mostrato associazioni statisticamente significative con gli esiti clinici. conclusioni: il k-index si conferma un valido biomarcatore prognostico nell'identificazione di pazienti con SM a rischio di decorso severo, supportando la scelta precoce a una terapia HET. L'integrazione del k-index all'interno di un punteggio prognostico multiparametrico potrebbe migliorare la stratificazione del rischio, ottimizzando la gestione clinica della SM. Si rendono necessari ulteriori studi per standardizzare il cut-off e validare il punteggio predittivo.
2024
sclerosi multipla
k-index
biomarcatori fluidi
NEDA3
HET
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