I traumi del torace costituiscono la seconda causa di mortalità nei pazienti traumatizzati, contribuendo a circa il 25% dei decessi per trauma ogni anno. In tale contesto, le fratture costali sono in assoluto le lesioni di più frequente riscontro e si associano a un rischio di complicanze proporzionale al numero di coste interessate. Il trattamento conservativo delle fratture costali semplici è ben codificato in letteratura e si fonda su riposo, adeguata terapia antalgica e gestione delle secrezioni respiratorie. Rimane, invece, oggetto di discussione la gestione ottimale di pazienti con volet costale e fratture multiple. Negli ultimi decenni, la Stabilizzazione Chirurgica delle Fratture Costali (SSRF) ha suscitato un crescente interesse, alla luce di evidenze che ne dimostrano l’efficacia nel migliorare la prognosi e gli esiti a breve e lungo termine. Tuttavia, la mancanza di criteri di selezione condivisi a livello internazionale continua a limitarne la diffusione clinica. Il presente lavoro di ricerca si propone di descrivere le caratteristiche cliniche e procedurali dei pazienti sottoposti a SSRF in un centro traumatologico di secondo livello, nonché di valutare l’impatto della stabilizzazione chirurgica precoce (early ≤ 72 ore) rispetto a quella tardiva (late > 72 ore) su mortalità, durata della degenza ospedaliera (HLOS) e del ricovero in terapia intensiva (ILOS). È stata condotta un’analisi retrospettiva su una coorte di 62 pazienti operati tra ottobre 2022 e maggio 2025 presso l’U.O.C di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, suddividendo la popolazione in due gruppi sulla base del timing dell’intervento chirurgico. Dei 62 pazienti analizzati, 36 (58,1%) sono stati trattati precocemente e 26 (41,9%) in fase tardiva. L’età media della popolazione era di 68,0 ± 15,3 anni, con il 46,8% di pazienti geriatrici (età > 70 anni). I meccanismi eziologici più frequenti sono stati gli incidenti stradali (30,7%) e le cadute accidentali (21,0%). La durata media della degenza post-operatoria è risultata di 9,7 giorni (DS = 9,5), senza differenze significative tra early e late (p = 0,348); analogamente, anche per gli altri esiti post-operatori il confronto tra i gruppi non ha raggiunto la significatività statistica (p > 0,050). L’analisi multivariata ha identificato il trasferimento in terapia intensiva (p < 0,001), la presenza di lesioni extra-toraciche (p = 0,001) e di lacerazioni diaframmatiche (p = 0,012) come fattori predittivi indipendenti di prolungata degenza ospedaliera. Contrariamente alle aspettative, il timing dell’intervento di SSRF non ha influenzato significativamente gli esiti principali. Tali evidenze sottolineano l’importanza di una accurata valutazione preoperatoria delle condizioni generali del pazienti e delle eventuali lesioni associate, al fine di predire gli outcomes clinici e di definire la strategia terapeutica maggiormente appropriata per i pazienti candidati a SSRF.
Chirurgia della Stabilizzazione Costale dopo severi traumi toracici: esperienza della Chirurgia Toracica universitaria di Modena - Baggiovara
GRAZIANI, MARIA CECILIA
2024/2025
Abstract
I traumi del torace costituiscono la seconda causa di mortalità nei pazienti traumatizzati, contribuendo a circa il 25% dei decessi per trauma ogni anno. In tale contesto, le fratture costali sono in assoluto le lesioni di più frequente riscontro e si associano a un rischio di complicanze proporzionale al numero di coste interessate. Il trattamento conservativo delle fratture costali semplici è ben codificato in letteratura e si fonda su riposo, adeguata terapia antalgica e gestione delle secrezioni respiratorie. Rimane, invece, oggetto di discussione la gestione ottimale di pazienti con volet costale e fratture multiple. Negli ultimi decenni, la Stabilizzazione Chirurgica delle Fratture Costali (SSRF) ha suscitato un crescente interesse, alla luce di evidenze che ne dimostrano l’efficacia nel migliorare la prognosi e gli esiti a breve e lungo termine. Tuttavia, la mancanza di criteri di selezione condivisi a livello internazionale continua a limitarne la diffusione clinica. Il presente lavoro di ricerca si propone di descrivere le caratteristiche cliniche e procedurali dei pazienti sottoposti a SSRF in un centro traumatologico di secondo livello, nonché di valutare l’impatto della stabilizzazione chirurgica precoce (early ≤ 72 ore) rispetto a quella tardiva (late > 72 ore) su mortalità, durata della degenza ospedaliera (HLOS) e del ricovero in terapia intensiva (ILOS). È stata condotta un’analisi retrospettiva su una coorte di 62 pazienti operati tra ottobre 2022 e maggio 2025 presso l’U.O.C di Chirurgia Toracica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, suddividendo la popolazione in due gruppi sulla base del timing dell’intervento chirurgico. Dei 62 pazienti analizzati, 36 (58,1%) sono stati trattati precocemente e 26 (41,9%) in fase tardiva. L’età media della popolazione era di 68,0 ± 15,3 anni, con il 46,8% di pazienti geriatrici (età > 70 anni). I meccanismi eziologici più frequenti sono stati gli incidenti stradali (30,7%) e le cadute accidentali (21,0%). La durata media della degenza post-operatoria è risultata di 9,7 giorni (DS = 9,5), senza differenze significative tra early e late (p = 0,348); analogamente, anche per gli altri esiti post-operatori il confronto tra i gruppi non ha raggiunto la significatività statistica (p > 0,050). L’analisi multivariata ha identificato il trasferimento in terapia intensiva (p < 0,001), la presenza di lesioni extra-toraciche (p = 0,001) e di lacerazioni diaframmatiche (p = 0,012) come fattori predittivi indipendenti di prolungata degenza ospedaliera. Contrariamente alle aspettative, il timing dell’intervento di SSRF non ha influenzato significativamente gli esiti principali. Tali evidenze sottolineano l’importanza di una accurata valutazione preoperatoria delle condizioni generali del pazienti e delle eventuali lesioni associate, al fine di predire gli outcomes clinici e di definire la strategia terapeutica maggiormente appropriata per i pazienti candidati a SSRF.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3315