Introduzione – Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia e nel mondo. In particolare, la cardiopatia ischemica (CI) è la principale causa di morbidità, mortalità e perdita di DALYs nella popolazione anziana. L’età è il principale fattore di rischio per la CI e, considerando il progressivo invecchiamento della popolazione generale, si osserva un aumento della prevalenza e dell’incidenza di questa patologia. La gestione clinica del paziente geriatrico è complessa: spesso presenta un quadro clinico atipico, numerose comorbidità ed è sottoposto a polifarmacoterapia. Tuttavia, la popolazione anziana è frequentemente esclusa dagli studi clinici, rendendo difficile una definizione accurata delle sue caratteristiche, soprattutto in relazione alla CI. Scopo – Lo scopo di questo studio è descrivere le caratteristiche cliniche di una popolazione anziana afferente ad un ambulatorio di cardiogeriatria. Materiali e metodi – Sono stati arruolati 2060 pazienti (età media 77,2 ± 6,8 anni; 55,1% donne e 44,9% uomini) afferenti all’ambulatorio di cardiogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara. A ciascun paziente è stato applicato un protocollo clinico che viene comunemente utilizzato nelle visite cardiogeriatriche e che includeva anamnesi, esame obiettivo, rilevazione dei parametri vitali in diverse condizioni, elettrocardiogramma a 12 derivazioni e test di performance fisica per la valutazione della fragilità. Risultati – La CI è stata riscontrata nel 25,1% della popolazione in studio e ha mostrato un’associazione statisticamente significativa con diverse patologie pregresse, tra cui ipertensione, patologie vascolari, diabete mellito di tipo 2, dislipidemia e insufficienza renale. È emersa inoltre un’associazione tra la CI e l’assunzione di specifiche classi farmacologiche: diuretici, ACE-inibitori, calcio-antagonisti, nitroderivati, beta-bloccanti, antiaggreganti, ipoglicemizzanti orali e statine. Non sono emerse differenze statisticamente significative tra il gruppo con CI rispetto a quello senza coronaropatia in termini di fragilità. Infine, tra i segni e sintomi riferiti dai pazienti, angor e claudicatio sono associati alla CI mentre il cardiopalmo ha una correlazione inversa. Conclusioni – Questo studio consente di delineare con maggiore precisione il profilo clinico del paziente geriatrico con CI, contribuendo all’identificazione di soggetti che più frequentemente presentano una coronaropatia. Particolare attenzione è stata dedicata alla prescrizione farmacologica, evidenziando in alcune classi terapeutiche atteggiamenti ageistici o eccessivamente prudenti. Per i medici di oggi e del futuro è fondamentale acquisire competenze specifiche in ambito geriatrico, alla luce delle trasformazioni demografiche e delle peculiarità cliniche della popolazione anziana.
La cardiopatia ischemica dell'anziano: Caratteristiche cliniche di una popolazione anziana afferente ad un ambulatorio di Cardiogeriatria
PANINI, LEONARDO
2024/2025
Abstract
Introduzione – Le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte in Italia e nel mondo. In particolare, la cardiopatia ischemica (CI) è la principale causa di morbidità, mortalità e perdita di DALYs nella popolazione anziana. L’età è il principale fattore di rischio per la CI e, considerando il progressivo invecchiamento della popolazione generale, si osserva un aumento della prevalenza e dell’incidenza di questa patologia. La gestione clinica del paziente geriatrico è complessa: spesso presenta un quadro clinico atipico, numerose comorbidità ed è sottoposto a polifarmacoterapia. Tuttavia, la popolazione anziana è frequentemente esclusa dagli studi clinici, rendendo difficile una definizione accurata delle sue caratteristiche, soprattutto in relazione alla CI. Scopo – Lo scopo di questo studio è descrivere le caratteristiche cliniche di una popolazione anziana afferente ad un ambulatorio di cardiogeriatria. Materiali e metodi – Sono stati arruolati 2060 pazienti (età media 77,2 ± 6,8 anni; 55,1% donne e 44,9% uomini) afferenti all’ambulatorio di cardiogeriatria dell’Ospedale Civile di Baggiovara. A ciascun paziente è stato applicato un protocollo clinico che viene comunemente utilizzato nelle visite cardiogeriatriche e che includeva anamnesi, esame obiettivo, rilevazione dei parametri vitali in diverse condizioni, elettrocardiogramma a 12 derivazioni e test di performance fisica per la valutazione della fragilità. Risultati – La CI è stata riscontrata nel 25,1% della popolazione in studio e ha mostrato un’associazione statisticamente significativa con diverse patologie pregresse, tra cui ipertensione, patologie vascolari, diabete mellito di tipo 2, dislipidemia e insufficienza renale. È emersa inoltre un’associazione tra la CI e l’assunzione di specifiche classi farmacologiche: diuretici, ACE-inibitori, calcio-antagonisti, nitroderivati, beta-bloccanti, antiaggreganti, ipoglicemizzanti orali e statine. Non sono emerse differenze statisticamente significative tra il gruppo con CI rispetto a quello senza coronaropatia in termini di fragilità. Infine, tra i segni e sintomi riferiti dai pazienti, angor e claudicatio sono associati alla CI mentre il cardiopalmo ha una correlazione inversa. Conclusioni – Questo studio consente di delineare con maggiore precisione il profilo clinico del paziente geriatrico con CI, contribuendo all’identificazione di soggetti che più frequentemente presentano una coronaropatia. Particolare attenzione è stata dedicata alla prescrizione farmacologica, evidenziando in alcune classi terapeutiche atteggiamenti ageistici o eccessivamente prudenti. Per i medici di oggi e del futuro è fondamentale acquisire competenze specifiche in ambito geriatrico, alla luce delle trasformazioni demografiche e delle peculiarità cliniche della popolazione anziana.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3317