La tesi è volta ad analizzare come i principi e gli strumenti di tutela ambientale multilivello – internazionali, europei e nazionali – si traducano concretamente nella pianificazione e nella gestione delle aree naturali protette in Italia, e in che misura tali strumenti rappresentino un'occasione di sviluppo sostenibile per i territori coinvolti, piuttosto che un mero vincolo. Particolare attenzione è rivolta al caso emblematico del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), uno dei parchi più antichi d'Europa. L'indagine si apre con una panoramica sui principi ambientali e sulle principali fonti sovranazionali in materia, a partire dalle convenzioni ambientali internazionali fino alla svolta culturale e programmatica introdotta dall'Agenda 2030. La strategia europea viene quindi esaminata nei suoi strumenti cardine: le Direttive Habitat e Uccelli, la Rete Natura 2000 e il Green Deal Europeo con le nuove sfide introdotte dal Regolamento sul ripristino della natura. Questo quadro multilivello si riflette sulla normativa interna, riformata di recente attraverso l'inserimento esplicito della tutela ambientale e della biodiversità nel testo costituzionale, agli articoli 9 e 41. Cuore della trattazione è l'analisi della legge quadro 394/1991 sulle aree naturali protette, che ha rappresentato un punto di svolta nella visione della salvaguardia ambientale in Italia. Essa ha segnato il passaggio verso una tutela della natura dinamica, armonizzata ed integrata con una visione antropocentrica, introducendo strumenti di pianificazione e gestione – come il Piano e il Regolamento del parco – capaci di coniugare obiettivi di conservazione ecologica con finalità di sviluppo locale. Nel capitolo dedicato al ruolo del parco nella conservazione e valorizzazione del territorio la tesi esamina le dinamiche tra tutela ambientale, diritto di proprietà e interessi socioeconomici locali. Viene approfondita l'idea di una gestione partecipata in cui la tutela ambientale non si configura come limite statico ma come processo dinamico che promuove forme di economia locale eco-compatibile. Il lavoro si sofferma quindi sull'esperienza delle aree naturali protette, con sguardo specifico al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, caso emblematico nella storia della protezione ambientale in Italia. Questo viene considerato un contesto particolarmente significativo per osservare come i principi di tutela si traducano in strumenti operativi, e come questi strumenti si confrontino con le esigenze sociali, culturali ed economiche dei territori interessati. In un'epoca segnata da una profonda crisi ecologica, la tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici non può più essere vista come una scelta, ma come una necessità inderogabile, rispetto alla quale diventa cruciale comprendere come il postulato della conservazione della biodiversità possa essere bilanciato con altri interessi tutelati, come il diritto di proprietà o lo sviluppo economico. Riconoscere che la protezione ambientale costituisce oggi una condizione imprescindibile, significa anche superare l'equazione tutela-vincolo, diventando occasione per promuovere forme di crescita sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future.
La protezione della natura nella legge quadro sulle aree protette. L'esperienza del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise
DE LUCA, IRENE
2024/2025
Abstract
La tesi è volta ad analizzare come i principi e gli strumenti di tutela ambientale multilivello – internazionali, europei e nazionali – si traducano concretamente nella pianificazione e nella gestione delle aree naturali protette in Italia, e in che misura tali strumenti rappresentino un'occasione di sviluppo sostenibile per i territori coinvolti, piuttosto che un mero vincolo. Particolare attenzione è rivolta al caso emblematico del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM), uno dei parchi più antichi d'Europa. L'indagine si apre con una panoramica sui principi ambientali e sulle principali fonti sovranazionali in materia, a partire dalle convenzioni ambientali internazionali fino alla svolta culturale e programmatica introdotta dall'Agenda 2030. La strategia europea viene quindi esaminata nei suoi strumenti cardine: le Direttive Habitat e Uccelli, la Rete Natura 2000 e il Green Deal Europeo con le nuove sfide introdotte dal Regolamento sul ripristino della natura. Questo quadro multilivello si riflette sulla normativa interna, riformata di recente attraverso l'inserimento esplicito della tutela ambientale e della biodiversità nel testo costituzionale, agli articoli 9 e 41. Cuore della trattazione è l'analisi della legge quadro 394/1991 sulle aree naturali protette, che ha rappresentato un punto di svolta nella visione della salvaguardia ambientale in Italia. Essa ha segnato il passaggio verso una tutela della natura dinamica, armonizzata ed integrata con una visione antropocentrica, introducendo strumenti di pianificazione e gestione – come il Piano e il Regolamento del parco – capaci di coniugare obiettivi di conservazione ecologica con finalità di sviluppo locale. Nel capitolo dedicato al ruolo del parco nella conservazione e valorizzazione del territorio la tesi esamina le dinamiche tra tutela ambientale, diritto di proprietà e interessi socioeconomici locali. Viene approfondita l'idea di una gestione partecipata in cui la tutela ambientale non si configura come limite statico ma come processo dinamico che promuove forme di economia locale eco-compatibile. Il lavoro si sofferma quindi sull'esperienza delle aree naturali protette, con sguardo specifico al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, caso emblematico nella storia della protezione ambientale in Italia. Questo viene considerato un contesto particolarmente significativo per osservare come i principi di tutela si traducano in strumenti operativi, e come questi strumenti si confrontino con le esigenze sociali, culturali ed economiche dei territori interessati. In un'epoca segnata da una profonda crisi ecologica, la tutela della biodiversità e dei servizi ecosistemici non può più essere vista come una scelta, ma come una necessità inderogabile, rispetto alla quale diventa cruciale comprendere come il postulato della conservazione della biodiversità possa essere bilanciato con altri interessi tutelati, come il diritto di proprietà o lo sviluppo economico. Riconoscere che la protezione ambientale costituisce oggi una condizione imprescindibile, significa anche superare l'equazione tutela-vincolo, diventando occasione per promuovere forme di crescita sostenibili, capaci di rispondere ai bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelli delle generazioni future.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3323