L'elaborato analizza l’evoluzione del dibattito contemporaneo su Law and Humanities, con particolare attenzione alla crisi del formalismo giuridico e alla progressiva apertura del diritto verso le scienze umane e le arti. Al centro vi è la necessità di superare la visione del diritto come sistema chiuso, tecnico e autoreferenziale, riscoprendone invece la natura profondamente culturale, linguistica ed esperienziale. L’incontro tra diritto, letteratura, filosofia, arti visive, musica e teatro costituisce una risposta alla crescente spersonalizzazione delle pratiche giuridiche, offrendo strumenti critici per ripensare la formazione del giurista e il ruolo stesso del diritto nella società. Il percorso ricostruisce le origini statunitensi del movimento Law and Literature, dalle riflessioni del realismo giuridico (Holmes, Cardozo, Pound, Frank) fino alle elaborazioni di James Boyd White, che introduce l’idea del diritto come narrazione e immaginazione culturale. Tale approccio si intensifica con i Critical Legal Studies e il Legal Storytelling, che danno voce alle istanze di soggetti marginalizzati, ridefinendo il diritto come arena di conflitto simbolico e interpretazione plurale. Autori come Robert Cover propongono il nomos come spazio narrativo, dove la legge vive nelle storie che le comunità raccontano per dare senso al proprio ordine normativo. Parallelamente, si approfondisce la specificità europea dell’approccio giusletterario: radicato in una tradizione umanistica che integra il diritto con filosofia, storia e arte, sviluppando una visione più etico-formativa della giurisprudenza. Figure come Antigone, simbolo della tensione fra legge positiva e giustizia morale, incarnano questa sensibilità. Studiosi come Hans Fehr, Radbruch. e François Ost mostrano come la letteratura e le arti non si limitino a rappresentare il diritto, ma lo pensino criticamente, lo anticipino e ne suggeriscano direzioni etiche e politiche. Negli sviluppi più recenti, Law and Humanities si espande oltre la letteratura, abbracciando un paradigma estetico e sensoriale. Emergono filoni come Law and Emotions, Law and Senses e Legal Aesthetics, che esplorano il ruolo della percezione, dell’empatia e dell’immaginazione nella costruzione del diritto. Lungi dall’essere semplice ornamento, la cultura diventa matrice di giuridicità, contribuendo a umanizzare la prassi giuridica e a restituirle la capacità di ascoltare, interpretare e trasformare la complessità del reale. In un’epoca dominata dalla tecnocrazia e dall’utilitarismo, Law and Humanities si propone come progetto culturale e politico per una giustizia più sensibile, relazionale e consapevole.

Il dibattito contemporaneo su Law and Humanities. Tendenze recenti

TOMASSIA, GIORGIA
2024/2025

Abstract

L'elaborato analizza l’evoluzione del dibattito contemporaneo su Law and Humanities, con particolare attenzione alla crisi del formalismo giuridico e alla progressiva apertura del diritto verso le scienze umane e le arti. Al centro vi è la necessità di superare la visione del diritto come sistema chiuso, tecnico e autoreferenziale, riscoprendone invece la natura profondamente culturale, linguistica ed esperienziale. L’incontro tra diritto, letteratura, filosofia, arti visive, musica e teatro costituisce una risposta alla crescente spersonalizzazione delle pratiche giuridiche, offrendo strumenti critici per ripensare la formazione del giurista e il ruolo stesso del diritto nella società. Il percorso ricostruisce le origini statunitensi del movimento Law and Literature, dalle riflessioni del realismo giuridico (Holmes, Cardozo, Pound, Frank) fino alle elaborazioni di James Boyd White, che introduce l’idea del diritto come narrazione e immaginazione culturale. Tale approccio si intensifica con i Critical Legal Studies e il Legal Storytelling, che danno voce alle istanze di soggetti marginalizzati, ridefinendo il diritto come arena di conflitto simbolico e interpretazione plurale. Autori come Robert Cover propongono il nomos come spazio narrativo, dove la legge vive nelle storie che le comunità raccontano per dare senso al proprio ordine normativo. Parallelamente, si approfondisce la specificità europea dell’approccio giusletterario: radicato in una tradizione umanistica che integra il diritto con filosofia, storia e arte, sviluppando una visione più etico-formativa della giurisprudenza. Figure come Antigone, simbolo della tensione fra legge positiva e giustizia morale, incarnano questa sensibilità. Studiosi come Hans Fehr, Radbruch. e François Ost mostrano come la letteratura e le arti non si limitino a rappresentare il diritto, ma lo pensino criticamente, lo anticipino e ne suggeriscano direzioni etiche e politiche. Negli sviluppi più recenti, Law and Humanities si espande oltre la letteratura, abbracciando un paradigma estetico e sensoriale. Emergono filoni come Law and Emotions, Law and Senses e Legal Aesthetics, che esplorano il ruolo della percezione, dell’empatia e dell’immaginazione nella costruzione del diritto. Lungi dall’essere semplice ornamento, la cultura diventa matrice di giuridicità, contribuendo a umanizzare la prassi giuridica e a restituirle la capacità di ascoltare, interpretare e trasformare la complessità del reale. In un’epoca dominata dalla tecnocrazia e dall’utilitarismo, Law and Humanities si propone come progetto culturale e politico per una giustizia più sensibile, relazionale e consapevole.
2024
Umanesimo
Estetica
Interpretazione
Vulnerabilità
Linguaggio
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