Introduzione L’epatocarcinoma (HCC) è il tumore primitivo epatico più comune, al sesto posto per incidenza e al terzo per mortalità. Il trapianto di fegato rappresenta la principale terapia, essendo l’unica in grado di curare sia la neoplasia che la malattia epatica di base. Nonostante stringenti criteri di selezione, la recidiva di HCC dopo il trapianto si verifica nel 5-20% dei casi ed è spesso caratterizzata da un decorso clinico aggressivo e un’alta mortalità. Per quanto riguarda la terapia, mentre per le oligometastasi si può eseguire un trattamento locoregionale o chirurgico, per le malattie multi-metastatiche si passa alla terapia sistemica con TKIs, che dà benefici in termini di sopravvivenza ma si associa a una significativa tossicità. Obiettivi Questo studio si pone l’obiettivo di analizzare quale trattamento tra chirurgia, terapia loco-regionale e terapia sistemica sia più efficace nella gestione dei pazienti con recidiva di epatocarcinoma post-trapianto di fegato. Inoltre, un secondo obiettivo consiste nel confrontare la sopravvivenza generale (OS) dei nostri pazienti, relativa a ciascun trattamento. Metodi Si tratta di uno studio osservazionale retrospettivo, condotto su una popolazione di 33 pazienti, sottoposti a trapianto di fegato per epatocarcinoma nel periodo compreso tra il 1/04/2017 e il 30/05/2024 e recidivati nel periodo compreso tra la data del trapianto e il 30/09/2024. Sono tutti pazienti tutt’ora seguiti (12 pazienti vivi), o che sono stati seguiti (21 pazienti deceduti) nel nostro Centro per la loro recidiva di malattia. Lo studio si concentra sulle tre principali strategie terapeutiche, ovvero chirurgia, trattamenti locoregionali e terapia sistemica. I dati raccolti fanno riferimento a esami ematochimici, radiologici, istologici e clinici, considerando le tre principali fasi di malattia: il pre-trapianto, il trapianto e il post-trapianto. Risultati I risultati suggeriscono che il trattamento chirurgico della recidiva di epatocarcinoma post-trapianto si associa a una miglior sopravvivenza rispetto al trattamento loco-regionale o sistemico. Analogamente, la sopravvivenza risulta ridotta per i pazienti che sono stati trattati sin da subito con terapia sistemica, rispetto a coloro che sono stati sottoposti prima ad altre terapie per la gestione della recidiva. Nel contesto delle terapie sistemiche, l’analisi multivariata evidenzia come la terapia con Regorafenib sia in grado di allungare la sopravvivenza rispetto all’utilizzo di altri inibitori tirosin-chinasici (HR = 0.125, P-value 0.02). Inoltre, in termini di mortalità, la durata della terapia con TKIs (mesi) si è dimostrata un valido fattore protettivo (HR = 0.917, P -value 0.017) nella popolazione arruolata. Conclusioni La gestione terapeutica delle recidive di epatocarcinoma post-trapianto di fegato rimane tutt’ora complessa. Nel paziente mono o oligo-metastatico, è indicato trattare la recidiva di malattia con terapia chirurgica o, eventualmente, terapia loco-regionale. Per i pazienti multimetastatici, rimane l’indicazione al trattamento con TKIs, di cui il Regorafenib sembra dare un beneficio in termini di sopravvivenza. Il Metroticket 2.0 e il RETREAT score rimangono validi scores per stratificare la sopravvivenza e il rischio di recidiva post-trapianto. Ulteriori studi clinici multicentrici sono tuttavia necessari per elaborare linee guida di riferimento e rendere il processo di cura più strutturato ed efficace.

Gestione terapeutica dei pazienti con recidiva di epatocarcinoma post-trapianto di fegato: la nostra esperienza

TENUTA, LAURA
2024/2025

Abstract

Introduzione L’epatocarcinoma (HCC) è il tumore primitivo epatico più comune, al sesto posto per incidenza e al terzo per mortalità. Il trapianto di fegato rappresenta la principale terapia, essendo l’unica in grado di curare sia la neoplasia che la malattia epatica di base. Nonostante stringenti criteri di selezione, la recidiva di HCC dopo il trapianto si verifica nel 5-20% dei casi ed è spesso caratterizzata da un decorso clinico aggressivo e un’alta mortalità. Per quanto riguarda la terapia, mentre per le oligometastasi si può eseguire un trattamento locoregionale o chirurgico, per le malattie multi-metastatiche si passa alla terapia sistemica con TKIs, che dà benefici in termini di sopravvivenza ma si associa a una significativa tossicità. Obiettivi Questo studio si pone l’obiettivo di analizzare quale trattamento tra chirurgia, terapia loco-regionale e terapia sistemica sia più efficace nella gestione dei pazienti con recidiva di epatocarcinoma post-trapianto di fegato. Inoltre, un secondo obiettivo consiste nel confrontare la sopravvivenza generale (OS) dei nostri pazienti, relativa a ciascun trattamento. Metodi Si tratta di uno studio osservazionale retrospettivo, condotto su una popolazione di 33 pazienti, sottoposti a trapianto di fegato per epatocarcinoma nel periodo compreso tra il 1/04/2017 e il 30/05/2024 e recidivati nel periodo compreso tra la data del trapianto e il 30/09/2024. Sono tutti pazienti tutt’ora seguiti (12 pazienti vivi), o che sono stati seguiti (21 pazienti deceduti) nel nostro Centro per la loro recidiva di malattia. Lo studio si concentra sulle tre principali strategie terapeutiche, ovvero chirurgia, trattamenti locoregionali e terapia sistemica. I dati raccolti fanno riferimento a esami ematochimici, radiologici, istologici e clinici, considerando le tre principali fasi di malattia: il pre-trapianto, il trapianto e il post-trapianto. Risultati I risultati suggeriscono che il trattamento chirurgico della recidiva di epatocarcinoma post-trapianto si associa a una miglior sopravvivenza rispetto al trattamento loco-regionale o sistemico. Analogamente, la sopravvivenza risulta ridotta per i pazienti che sono stati trattati sin da subito con terapia sistemica, rispetto a coloro che sono stati sottoposti prima ad altre terapie per la gestione della recidiva. Nel contesto delle terapie sistemiche, l’analisi multivariata evidenzia come la terapia con Regorafenib sia in grado di allungare la sopravvivenza rispetto all’utilizzo di altri inibitori tirosin-chinasici (HR = 0.125, P-value 0.02). Inoltre, in termini di mortalità, la durata della terapia con TKIs (mesi) si è dimostrata un valido fattore protettivo (HR = 0.917, P -value 0.017) nella popolazione arruolata. Conclusioni La gestione terapeutica delle recidive di epatocarcinoma post-trapianto di fegato rimane tutt’ora complessa. Nel paziente mono o oligo-metastatico, è indicato trattare la recidiva di malattia con terapia chirurgica o, eventualmente, terapia loco-regionale. Per i pazienti multimetastatici, rimane l’indicazione al trattamento con TKIs, di cui il Regorafenib sembra dare un beneficio in termini di sopravvivenza. Il Metroticket 2.0 e il RETREAT score rimangono validi scores per stratificare la sopravvivenza e il rischio di recidiva post-trapianto. Ulteriori studi clinici multicentrici sono tuttavia necessari per elaborare linee guida di riferimento e rendere il processo di cura più strutturato ed efficace.
2024
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3330