Introduzione: L’artroprotesi inversa totale di spalla rappresenta una delle migliori alternative per il ripristino della funzione e l’alleviamento del dolore in pazienti con diverse patologie della spalla, soprattutto pazienti affetti da artrosi dell’articolazione gleno-omerale. Tuttavia, il recupero completo della funzionalità della spalla nelle attività quotidiane può essere prolungato o incompleto per diverse cause. In questo lavoro si analizzano le cause principali che conducono il paziente all’intervento, le alternative terapeutiche e, in particolare, su un determinato numero di pazienti, il ruolo del sensore Verasense nel valutare la relazione causale presente tra il grado di lateralizzazione dell’impianto e la distribuzione dei carichi durante la simulazione delle attività quotidiane svolta dalla spalla. Sono stati raccolti dati sia sulla altezza della componente omerale di prova e definitiva sia sulla componente glenoidea (inclinazione, angolo di versione, rotazione e lateralizzazione) comparandoli con i valori di carico misurati durante la flesso-estensione, la rotazione interna-esterna e le posizioni statiche del braccio sopra la testa, dietro la schiena e incrociato davanti al corpo. Materiali e metodi: Sono stati presi in considerazione 22 pazienti tra i 50 e gli 80 anni, 11 di sesso maschile e 11 di sesso femminile, sottoposti ad intervento di artroprotesi inversa navigata di spalla con impianto Equinox Exactech assistita dal suo sistema di navigazione GPS. I dati preoperatori sono stati raccolti dal software di pianificazione mentre i dati intraoperatori sono stati registrati grazie a una chirurgia computer assistita. Per misurare in diretta il carico intra-articolare della protesi è stato utilizzato un sensore di carico wireless posizionato nella componente omerale di prova. I risultati statistici sono stati calcolati dal sistema R version 4.3.2 della “R foundation for statistical computing”. Risultati: Per tutti i pazienti è stata calcolata media e deviazione standard del valore della forza peso misurata in ogni movimento e posizione statica del braccio. È emerso che mantenendo la lateralizzazione finale dell’impianto tra i 18 e i 22 mm la media delle forze registrate per ogni posizione e movimento è compresa tra 11.8 e 22.5 lbf. La forza peso generata sulla superficie glenoidea risulta quindi dipendente dalla lateralizzazione, dall’altezza della componente omerale e dal grado di abduzione del braccio durante il movimento. Conclusioni: il range dei risultati è ristretto e coerente soprattutto per i movimenti di intra e extra rotazione e durante la posizione statica del braccio dietro la schiena. I risultati statistici sono limitati dal numero ridotto di pazienti studiati che ha impedito l’analisi contemporanea di più parametri. In studi futuri sarà fondamentale aumentare il numero di pazienti arruolati e includere la misurazione dei PROMs compilati dai pazienti stessi e la misurazione di variabili che includano informazioni sul ROM attivo della spalla. L’utilizzo del sensore di carico potrebbe implementare, in futuro, la comprensione di come la misurazione intraoperatoria del carico articolare possa influenzare la funzionalità postoperatoria e la soddisfazione del paziente operato. In lavori futuri sarà fondamentale integrare i dati raccolti in fase intraoperatoria con i dati postoperatori sugli esiti della procedura al fine di guidare il chirurgo nelle scelte intraprese prima e durante l’intervento. Questo studio preliminare ha evidenziato una tendenza soddisfacente che dovrà essere confermata statisticamente in futuro ampliando la quantità dei dati.
Utilizzo del sensore Verasense nella protesi inversa navigata di spalla: risultati tra pressioni articolari e funzionalità clinica a distanza.
SACCHETTI, GIANLUCA
2024/2025
Abstract
Introduzione: L’artroprotesi inversa totale di spalla rappresenta una delle migliori alternative per il ripristino della funzione e l’alleviamento del dolore in pazienti con diverse patologie della spalla, soprattutto pazienti affetti da artrosi dell’articolazione gleno-omerale. Tuttavia, il recupero completo della funzionalità della spalla nelle attività quotidiane può essere prolungato o incompleto per diverse cause. In questo lavoro si analizzano le cause principali che conducono il paziente all’intervento, le alternative terapeutiche e, in particolare, su un determinato numero di pazienti, il ruolo del sensore Verasense nel valutare la relazione causale presente tra il grado di lateralizzazione dell’impianto e la distribuzione dei carichi durante la simulazione delle attività quotidiane svolta dalla spalla. Sono stati raccolti dati sia sulla altezza della componente omerale di prova e definitiva sia sulla componente glenoidea (inclinazione, angolo di versione, rotazione e lateralizzazione) comparandoli con i valori di carico misurati durante la flesso-estensione, la rotazione interna-esterna e le posizioni statiche del braccio sopra la testa, dietro la schiena e incrociato davanti al corpo. Materiali e metodi: Sono stati presi in considerazione 22 pazienti tra i 50 e gli 80 anni, 11 di sesso maschile e 11 di sesso femminile, sottoposti ad intervento di artroprotesi inversa navigata di spalla con impianto Equinox Exactech assistita dal suo sistema di navigazione GPS. I dati preoperatori sono stati raccolti dal software di pianificazione mentre i dati intraoperatori sono stati registrati grazie a una chirurgia computer assistita. Per misurare in diretta il carico intra-articolare della protesi è stato utilizzato un sensore di carico wireless posizionato nella componente omerale di prova. I risultati statistici sono stati calcolati dal sistema R version 4.3.2 della “R foundation for statistical computing”. Risultati: Per tutti i pazienti è stata calcolata media e deviazione standard del valore della forza peso misurata in ogni movimento e posizione statica del braccio. È emerso che mantenendo la lateralizzazione finale dell’impianto tra i 18 e i 22 mm la media delle forze registrate per ogni posizione e movimento è compresa tra 11.8 e 22.5 lbf. La forza peso generata sulla superficie glenoidea risulta quindi dipendente dalla lateralizzazione, dall’altezza della componente omerale e dal grado di abduzione del braccio durante il movimento. Conclusioni: il range dei risultati è ristretto e coerente soprattutto per i movimenti di intra e extra rotazione e durante la posizione statica del braccio dietro la schiena. I risultati statistici sono limitati dal numero ridotto di pazienti studiati che ha impedito l’analisi contemporanea di più parametri. In studi futuri sarà fondamentale aumentare il numero di pazienti arruolati e includere la misurazione dei PROMs compilati dai pazienti stessi e la misurazione di variabili che includano informazioni sul ROM attivo della spalla. L’utilizzo del sensore di carico potrebbe implementare, in futuro, la comprensione di come la misurazione intraoperatoria del carico articolare possa influenzare la funzionalità postoperatoria e la soddisfazione del paziente operato. In lavori futuri sarà fondamentale integrare i dati raccolti in fase intraoperatoria con i dati postoperatori sugli esiti della procedura al fine di guidare il chirurgo nelle scelte intraprese prima e durante l’intervento. Questo studio preliminare ha evidenziato una tendenza soddisfacente che dovrà essere confermata statisticamente in futuro ampliando la quantità dei dati.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3332