La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa fatale che colpisce i motoneuroni. Sebbene uno dei meccanismi patogenetici coinvolti includa disfunzioni neuronali e gliali, numerosi studi sperimentali e clinici hanno evidenziato un coinvolgimento precoce della barriera ematoencefalica (BEE) e una risposta immunitaria intratecale, potenzialmente implicate nella progressione della malattia. In tale ambito, il K-index si sta affermando come alternativa sensibile e automatizzabile alla ricerca delle Bande oligoclonali (BOC), attualmente gold standard per la rilevazione della sintesi intratecale di immunoglobuline, in particolare nella diagnosi di Sclerosi Multipla (SM). Tuttavia, il suo ruolo in altre patologie neurologiche, come nella SLA, resta ancora poco esplorato. Lo scopo dello studio era analizzare il ruolo del K-index nella SLA come indicatore di attivazione immunitaria intratecale e di alterazione della BEE, e valutare la sua associazione con altri marcatori liquorali e con parametri clinici di progressione. Sono stati inclusi nello studio 92 pazienti con SLA e 41 controlli sani. È stato calcolato il K-index (IgG-LCS/IgG-siero ÷ albumina-LCS/albumina-siero), e sono stati valutati anche il quoziente albuminico (QAlb), la presenza di BOC, l’indice di Link e l’indice di Reiber. Sono stati inoltre considerati biomarcatori sierici e liquorali di uso clinico e i risultati di esami ematochimici di routine confrontando la loro distribuzione tra SLA e controlli, distinguendo in base al sesso. I parametri biologici sono stati messi in relazione con dati clinici e misure di progressione di malattia (tipo di esordio, fenotipo, declino mensile della ALSFRS-R, un indice derivato dalla scala ALSFRS-r, tempo alla generalizzazione, funzionalità respiratoria misurata come capacità vitale forzata - FVC%- al prelievo, stadi di malattia secondo MitoS e King’s). La coorte SLA è stata distinta in sottogruppi per valutare come si distribuissero il K-index e gli altri biomarcatori oggetto di studio in base a: tipo di esordio di malattia (bulbare o spinale), presenza di FTD, genotipo (distinguendo non mutati, C9orf72, SOD1), velocità di progressione della malattia (lenta, intermedia e rapida, calcolata sulla base del declino mensile della ALSFRS-r al prelievo e all’ultima osservazione). Il valore medio del K-index nei pazienti SLA è risultato 3,46 ± 2,74, mentre nei controlli 3,71 ± 2,65 (p = 0,76), senza differenze statisticamente significative. Tuttavia, il K-index ha mostrato una forte correlazione con: indice di Link (r = 0,727, p < 0,001) e la presenza di BOC (p < 0,001). Considerando i parametri clinici, il K-index ha mostrato correlazioni statisticamente significative con il declino mensile della ALSFRS-R all’ultima valutazione (r = 0,38, p = 0,012), con il tempo alla generalizzazione (r = –0,34, p = 0,028), con la FVC % al prelievo (r = –0,36, p = 0,031). Il QAlb medio nei pazienti SLA era pari a 5,36 ± 1,68 e nei controlli 4,97 ± 1,33 (p = 0,28), non mostrando alterazioni significative di permeabilità della BEE. Le analisi condotte valutando la distribuzione del K-index nei sottogruppi identificati in base al genotipo, al tipo di esordio e alla presenza di FTD non hanno fatto emergere differenze statisticamente significative. L’analisi multivariata ha evidenziato come K-index, SII e NfL siero siano i fattori indipendenti correlati alla sopravvivenza libera da tracheostomia nella nostra coorte di pazienti. I risultati del nostro studio suggeriscono che, pur non evidenziando un’alterazione diffusa della barriera, la SLA si associa a una risposta immunitaria intratecale misurabile. Suggeriamo che l'uso del K-index, integrato con altri marcatori liquorali e clinici, possa migliorare la stratificazione dei pazienti e contribuire allo allo sviluppo di approcci terapeutici personalizzati.
Biomarcatori di neuroinfiammazione della SLA: il ruolo del K-Index e delle Bande Oligoclonali
MACCIONE, GIORGIA
2024/2025
Abstract
La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa fatale che colpisce i motoneuroni. Sebbene uno dei meccanismi patogenetici coinvolti includa disfunzioni neuronali e gliali, numerosi studi sperimentali e clinici hanno evidenziato un coinvolgimento precoce della barriera ematoencefalica (BEE) e una risposta immunitaria intratecale, potenzialmente implicate nella progressione della malattia. In tale ambito, il K-index si sta affermando come alternativa sensibile e automatizzabile alla ricerca delle Bande oligoclonali (BOC), attualmente gold standard per la rilevazione della sintesi intratecale di immunoglobuline, in particolare nella diagnosi di Sclerosi Multipla (SM). Tuttavia, il suo ruolo in altre patologie neurologiche, come nella SLA, resta ancora poco esplorato. Lo scopo dello studio era analizzare il ruolo del K-index nella SLA come indicatore di attivazione immunitaria intratecale e di alterazione della BEE, e valutare la sua associazione con altri marcatori liquorali e con parametri clinici di progressione. Sono stati inclusi nello studio 92 pazienti con SLA e 41 controlli sani. È stato calcolato il K-index (IgG-LCS/IgG-siero ÷ albumina-LCS/albumina-siero), e sono stati valutati anche il quoziente albuminico (QAlb), la presenza di BOC, l’indice di Link e l’indice di Reiber. Sono stati inoltre considerati biomarcatori sierici e liquorali di uso clinico e i risultati di esami ematochimici di routine confrontando la loro distribuzione tra SLA e controlli, distinguendo in base al sesso. I parametri biologici sono stati messi in relazione con dati clinici e misure di progressione di malattia (tipo di esordio, fenotipo, declino mensile della ALSFRS-R, un indice derivato dalla scala ALSFRS-r, tempo alla generalizzazione, funzionalità respiratoria misurata come capacità vitale forzata - FVC%- al prelievo, stadi di malattia secondo MitoS e King’s). La coorte SLA è stata distinta in sottogruppi per valutare come si distribuissero il K-index e gli altri biomarcatori oggetto di studio in base a: tipo di esordio di malattia (bulbare o spinale), presenza di FTD, genotipo (distinguendo non mutati, C9orf72, SOD1), velocità di progressione della malattia (lenta, intermedia e rapida, calcolata sulla base del declino mensile della ALSFRS-r al prelievo e all’ultima osservazione). Il valore medio del K-index nei pazienti SLA è risultato 3,46 ± 2,74, mentre nei controlli 3,71 ± 2,65 (p = 0,76), senza differenze statisticamente significative. Tuttavia, il K-index ha mostrato una forte correlazione con: indice di Link (r = 0,727, p < 0,001) e la presenza di BOC (p < 0,001). Considerando i parametri clinici, il K-index ha mostrato correlazioni statisticamente significative con il declino mensile della ALSFRS-R all’ultima valutazione (r = 0,38, p = 0,012), con il tempo alla generalizzazione (r = –0,34, p = 0,028), con la FVC % al prelievo (r = –0,36, p = 0,031). Il QAlb medio nei pazienti SLA era pari a 5,36 ± 1,68 e nei controlli 4,97 ± 1,33 (p = 0,28), non mostrando alterazioni significative di permeabilità della BEE. Le analisi condotte valutando la distribuzione del K-index nei sottogruppi identificati in base al genotipo, al tipo di esordio e alla presenza di FTD non hanno fatto emergere differenze statisticamente significative. L’analisi multivariata ha evidenziato come K-index, SII e NfL siero siano i fattori indipendenti correlati alla sopravvivenza libera da tracheostomia nella nostra coorte di pazienti. I risultati del nostro studio suggeriscono che, pur non evidenziando un’alterazione diffusa della barriera, la SLA si associa a una risposta immunitaria intratecale misurabile. Suggeriamo che l'uso del K-index, integrato con altri marcatori liquorali e clinici, possa migliorare la stratificazione dei pazienti e contribuire allo allo sviluppo di approcci terapeutici personalizzati.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Giorgia.Maccione.pdf
Accesso riservato
Dimensione
3.21 MB
Formato
Adobe PDF
|
3.21 MB | Adobe PDF |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/3344