Le fratture orbitarie rappresentano una quota preponderante nell’ambito dei traumi cranio-facciali, con significative implicazioni sia funzionali che estetiche. La cavità orbitaria, per la sua esposizione e complessità anatomica, è frequentemente coinvolta in eventi traumatici a diversa eziologia. Le potenziali complicanze derivanti da una gestione incongrua di tali fratture rendono mandatorio un accurato inquadramento diagnostico clinico-radiologico ed un trattamento chirurgico mirato. Il presente lavoro consiste in uno studio osservazionale retrospettivo condotto su un’ampia casistica di 228 pazienti con frattura orbitaria trattata chirurgicamente presso l’U.O.C. di Chirurgia Cranio-Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena in un arco temporale di nove anni (gennaio 2015 - giugno 2024). L’obiettivo primario è stato quello di descrivere le caratteristiche eziologiche, cliniche, diagnostiche e operative della coorte analizzata. Secondariamente, sono state ricercate eventuali correlazioni statisticamente significative tra le manifestazioni cliniche presenti all’esordio e il tipo di frattura diagnosticato. Infine, i risultati ottenuti sono stati confrontati con la più aggiornata letteratura internazionale di interesse, evidenziandone analogie e differenze. Attraverso l’analisi statistica, sono emerse alcune caratteristiche rilevanti della popolazione esaminata. Sono state diagnosticate complessivamente 944 fratture, con una media di 4,1 fratture per paziente. Il rapporto M: F è risultato pari a 2,6:1, con un’età media di 44,3 ±19,4 anni. I pattern fratturativi più frequentemente riscontrati sono stati: pavimento orbitario (81,6%), complesso orbito-maxillo-zigomatico (COMZ, 57,0%) e cornice orbitaria (47,0%). I segni/sintomi clinici maggiormente documentati all’esordio sono risultati essere la parestesia del nervo infraorbitario (V2), presente in 128 pazienti, e la diplopia soggettiva, riferita da 62 pazienti sul totale del campione incluso nello studio. La significatività statistica è stata dimostrata per molteplici variabili demografico-eziologiche indagate (p value < 0,05). I risultati ottenuti rivestono notevole rilevanza nell’ottica di una ottimizzazione del percorso diagnostico-assistenziale dei pazienti con frattura orbitaria traumatica, consentendo di migliorare la qualità del trattamento chirurgico e, dunque, limitare l’incidenza di esiti estetico-funzionali a medio e lungo termine.
ANALISI RETROSPETTIVA DI FRATTURE ORBITARIE (2015-2024): DIAGNOSI, TRATTAMENTO ED ESITI NEL BREVE E LUNGO TERMINE
MAGNANI, MADDALENA
2024/2025
Abstract
Le fratture orbitarie rappresentano una quota preponderante nell’ambito dei traumi cranio-facciali, con significative implicazioni sia funzionali che estetiche. La cavità orbitaria, per la sua esposizione e complessità anatomica, è frequentemente coinvolta in eventi traumatici a diversa eziologia. Le potenziali complicanze derivanti da una gestione incongrua di tali fratture rendono mandatorio un accurato inquadramento diagnostico clinico-radiologico ed un trattamento chirurgico mirato. Il presente lavoro consiste in uno studio osservazionale retrospettivo condotto su un’ampia casistica di 228 pazienti con frattura orbitaria trattata chirurgicamente presso l’U.O.C. di Chirurgia Cranio-Maxillo-Facciale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena in un arco temporale di nove anni (gennaio 2015 - giugno 2024). L’obiettivo primario è stato quello di descrivere le caratteristiche eziologiche, cliniche, diagnostiche e operative della coorte analizzata. Secondariamente, sono state ricercate eventuali correlazioni statisticamente significative tra le manifestazioni cliniche presenti all’esordio e il tipo di frattura diagnosticato. Infine, i risultati ottenuti sono stati confrontati con la più aggiornata letteratura internazionale di interesse, evidenziandone analogie e differenze. Attraverso l’analisi statistica, sono emerse alcune caratteristiche rilevanti della popolazione esaminata. Sono state diagnosticate complessivamente 944 fratture, con una media di 4,1 fratture per paziente. Il rapporto M: F è risultato pari a 2,6:1, con un’età media di 44,3 ±19,4 anni. I pattern fratturativi più frequentemente riscontrati sono stati: pavimento orbitario (81,6%), complesso orbito-maxillo-zigomatico (COMZ, 57,0%) e cornice orbitaria (47,0%). I segni/sintomi clinici maggiormente documentati all’esordio sono risultati essere la parestesia del nervo infraorbitario (V2), presente in 128 pazienti, e la diplopia soggettiva, riferita da 62 pazienti sul totale del campione incluso nello studio. La significatività statistica è stata dimostrata per molteplici variabili demografico-eziologiche indagate (p value < 0,05). I risultati ottenuti rivestono notevole rilevanza nell’ottica di una ottimizzazione del percorso diagnostico-assistenziale dei pazienti con frattura orbitaria traumatica, consentendo di migliorare la qualità del trattamento chirurgico e, dunque, limitare l’incidenza di esiti estetico-funzionali a medio e lungo termine.| File | Dimensione | Formato | |
|---|---|---|---|
|
Magnani.Maddalena.pdf_a.pdf
accesso aperto
Dimensione
1.34 MB
Formato
Adobe PDF
|
1.34 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.
https://hdl.handle.net/20.500.14251/3346