Gli aneurismi del distretto iliaco sono dilatazioni permanenti che interessano tutti e tre gli strati che compongono la parete dell’arteria iliaca, con un aumento del diametro di almeno il 50% rispetto al calibro fisiologico previsto per l'arteria presa in esame. Questi aneurismi possono interessare arteria iliaca comune, arteria iliaca interna, arteria iliaca esterna o una combinazione di questi rami, talvolta possono inoltre associarsi a dilatazioni aneurismatiche dell’aorta addominale. L’arteria iliaca comune è il ramo più frequentemente interessato (81% dei casi), segue l’arteria iliaca interna che risulta coinvolta nel 22% dei casi, mentre l’arteria iliaca esterna è aneurismatica solo nel 3% dei casi. L’eziologia degli aneurismi iliaci non è, ad oggi, completamente chiara. Dagli studi svolti fino ad ora sembrerebbe emergere un quadro eziologico sovrapponibile con quello degli aneurismi dell’aorta addominale. L’eziologia più frequente è quindi quella aterosclerotica. La patologia aneurismatica dell’asse iliaco è una patologia subdola, infatti, una percentuale significativa di pazienti affetti da questa condizione presenta un quadro completamente asintomatico. Quando i sintomi sono presenti sono generalmente associati a fenomeni di compressione delle strutture adiacenti l’aneurisma. Questi quadri patologici spesso vengono identificati in modo casuale durante accertamenti radiologici eseguiti per altre motivazioni. Nella maggior parte dei casi il riscontro avviene secondariamente ad una angio-TC, più rari sono i riscontri casuali durante lo svolgimento di angio-RM o radiografia diretta dell’addome. Una volta nato il sospettato di aneurisma iliaco è necessario lo svolgimento di esami volti alla sua diagnosi definitiva. Lo studio per eccellenza per l’analisi di questi aneurismi è l’angio-TC, se però il paziente è interessato da un quadro di insufficienza renale cronica, quindi, ha controindicazione al mezzo di contrasto, si può eseguire una angio-RM. Per quanto concerne il trattamento le linee guida della società europea di chirurgia vascolare indicano: trattamento conservativo quando il calibro risulta < 40 mm, intervento chirurgico elettivo di riparazione per diametri ≥ 40 mm. Il trattamento chirurgico può essere di due tipi: open o endovascolare. Dagli anni ’90 ha iniziato a diffondersi l’approccio endovascolare. Inizialmente questa diffusione si era osservata soltanto nelle riparazioni svolte in contesto elettivo, mentre nel setting dell’emergenza continuava a prevalere l’approccio open, con il passare del tempo però anche l’emergenza ha visto un ruolo sempre crescente del trattamento non open. Ad oggi gli approcci endovascolari per il trattamento di questi aneurismi sono riassumibili in due macrogruppi: copertura ipogastrica ed iliac branch device. La grande differenza tra questi due approcci risiede nella esclusione del flusso ipogastrico, nel primo caso, e nella sua conservazione, nel secondo caso. Lo studio dai noi svolto è un’analisi retrospettiva e monocentrica. La popolazione di pazienti analizzata comprende tutti i soggetti affetti da aneurismi iliaci o aorto-iliaci trattati con queste due tecniche endovascolari presso la Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare di Baggiovara in un periodo compreso tra gennaio 2012 e dicembre 2024. I pazienti analizzati sono stati in totale 169, di cui 75 operati con la tecnica dell’Hypogastric coverage e 94 con Iliac Branch Device. Lo scopo di questo studio è valutare le complicanze ipogastriche in queste diverse tecniche di ricostruzione degli aneurismi iliaci. I parametri valutati sono stati vari, i principali sono: overall survival, freedom from any type of endoleak, primary clinical success e assisted clinical success.
Complicanze ipogastriche in diverse tecniche di ricostruzione degli aneurismi iliaci
ALDINI, ERICA
2024/2025
Abstract
Gli aneurismi del distretto iliaco sono dilatazioni permanenti che interessano tutti e tre gli strati che compongono la parete dell’arteria iliaca, con un aumento del diametro di almeno il 50% rispetto al calibro fisiologico previsto per l'arteria presa in esame. Questi aneurismi possono interessare arteria iliaca comune, arteria iliaca interna, arteria iliaca esterna o una combinazione di questi rami, talvolta possono inoltre associarsi a dilatazioni aneurismatiche dell’aorta addominale. L’arteria iliaca comune è il ramo più frequentemente interessato (81% dei casi), segue l’arteria iliaca interna che risulta coinvolta nel 22% dei casi, mentre l’arteria iliaca esterna è aneurismatica solo nel 3% dei casi. L’eziologia degli aneurismi iliaci non è, ad oggi, completamente chiara. Dagli studi svolti fino ad ora sembrerebbe emergere un quadro eziologico sovrapponibile con quello degli aneurismi dell’aorta addominale. L’eziologia più frequente è quindi quella aterosclerotica. La patologia aneurismatica dell’asse iliaco è una patologia subdola, infatti, una percentuale significativa di pazienti affetti da questa condizione presenta un quadro completamente asintomatico. Quando i sintomi sono presenti sono generalmente associati a fenomeni di compressione delle strutture adiacenti l’aneurisma. Questi quadri patologici spesso vengono identificati in modo casuale durante accertamenti radiologici eseguiti per altre motivazioni. Nella maggior parte dei casi il riscontro avviene secondariamente ad una angio-TC, più rari sono i riscontri casuali durante lo svolgimento di angio-RM o radiografia diretta dell’addome. Una volta nato il sospettato di aneurisma iliaco è necessario lo svolgimento di esami volti alla sua diagnosi definitiva. Lo studio per eccellenza per l’analisi di questi aneurismi è l’angio-TC, se però il paziente è interessato da un quadro di insufficienza renale cronica, quindi, ha controindicazione al mezzo di contrasto, si può eseguire una angio-RM. Per quanto concerne il trattamento le linee guida della società europea di chirurgia vascolare indicano: trattamento conservativo quando il calibro risulta < 40 mm, intervento chirurgico elettivo di riparazione per diametri ≥ 40 mm. Il trattamento chirurgico può essere di due tipi: open o endovascolare. Dagli anni ’90 ha iniziato a diffondersi l’approccio endovascolare. Inizialmente questa diffusione si era osservata soltanto nelle riparazioni svolte in contesto elettivo, mentre nel setting dell’emergenza continuava a prevalere l’approccio open, con il passare del tempo però anche l’emergenza ha visto un ruolo sempre crescente del trattamento non open. Ad oggi gli approcci endovascolari per il trattamento di questi aneurismi sono riassumibili in due macrogruppi: copertura ipogastrica ed iliac branch device. La grande differenza tra questi due approcci risiede nella esclusione del flusso ipogastrico, nel primo caso, e nella sua conservazione, nel secondo caso. Lo studio dai noi svolto è un’analisi retrospettiva e monocentrica. La popolazione di pazienti analizzata comprende tutti i soggetti affetti da aneurismi iliaci o aorto-iliaci trattati con queste due tecniche endovascolari presso la Struttura Complessa di Chirurgia Vascolare di Baggiovara in un periodo compreso tra gennaio 2012 e dicembre 2024. I pazienti analizzati sono stati in totale 169, di cui 75 operati con la tecnica dell’Hypogastric coverage e 94 con Iliac Branch Device. Lo scopo di questo studio è valutare le complicanze ipogastriche in queste diverse tecniche di ricostruzione degli aneurismi iliaci. I parametri valutati sono stati vari, i principali sono: overall survival, freedom from any type of endoleak, primary clinical success e assisted clinical success.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3349