ABSTRACT Background L’ipertensione polmonare (PH) è una condizione clinica complessa associata a elevata mortalità, in particolare nei pazienti con sclerosi sistemica (SSc), dove il coinvolgimento del ventricolo destro rappresenta un elemento cruciale nella prognosi. L’ecocardiografia riveste un ruolo centrale nello screening e nel follow-up della PH, ma i parametri tradizionali, come TAPSE, presentano limiti noti: esposizione a variabilità inter-operatore, geometria del ventricolo destro e angolo di insonazione. Per ovviare a tali criticità, una maggiore attenzione è stata rivolta alla velocità sistolica dell’anulus tricuspidalico (TDI S'), che si è dimostrata più precisa, meno dipendente dalla finestra acustica e con minore errore di misura. Da questa premessa è emersa l’ipotesi di utilizzare il rapporto tra TDI S' e PAPs, ossia S'/PAPs, come indicatore integrato dell’accoppiamento ventricolo-arterioso, potenzialmente utile nella diagnosi precoce e nella stratificazione del rischio di PH nei pazienti con SSc. Tuttavia, i dati sulla sua applicazione clinica in questo specifico contesto restano ancora limitati. Pazienti e metodi Sono stati analizzati retrospettivamente 200 pazienti affetti da SSc e afferenti alla Scleroderma Unit dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, dal 2013 al 2025. Di questi, 19 avevano ricevuto diagnosi di PH, definita secondo criteri emodinamici. I dati raccolti comprendevano variabili cliniche, ecocardiografiche, respiratorie, sierologiche e di outcome. L’analisi si è focalizzata sulla valutazione del rapporto S'/PAPs, con particolare attenzione alla ricerca di un cut-off affidabile, confrontato per accuratezza diagnostica con il parametro TAPSE/PAPs <0,55, suggerito dalle linee guida. Sono stati inoltre esaminati i rapporti tra S'/PAPs e le principali caratteristiche dei pazienti menzionate precedentemente. Risultati L’analisi effettuata attraverso curve ROC ha permesso di definire 5 cut-off S’/PAPs (0,328-0,34-0,36-0,38-0,40) di cui sono stati calcolati: sensibilità, specificità, valore predittivo positivo, valore predittivo negativo, accuratezza, rapporti di verosimiglianza positivo e negativo (LR+ e LR−) e indice di Youden. Il cut-off di 0,40 ha mostrato buona accuratezza nel discriminare la presenza di PH, superando le performance del cut-off TAPSE/PAPs = 0,55 in sensibilità (89% vs 74%), VPN (98% vs 97%) e LR- (0,14 vs 0,26). Il gruppo con S'/PAPs <0,40 mostrava valori significativamente peggiori in diversi indici ecocardiografici e clinici, tra cui subset di malattia, eventi cardiovascolari, alterazioni ECG, prove di funzionalità respiratoria, dilatazione delle camere cardiache e presenza di disfunzione diastolica. Inoltre, nei pazienti con S'/PAPs <0,40 si riscontrava una maggiore prevalenza di decessi nel periodo di follow-up (p=0,003). Conclusioni Il rapporto S'/PAPs si conferma un indice semplice, riproducibile e sensibile per la valutazione integrata della funzione del ventricolo destro e del post-carico nei pazienti con sclerosi sistemica. Il cut-off di 0,40 ha mostrato prestazioni diagnostiche superiori rispetto al rapporto TAPSE/PAPs, in particolare in riferimento a sensibilità, valore predittivo negativo e rapporto di verosimiglianza negativo, suggerendo, in caso di test negativo, un potenziale valore strumentale nell’escludere la presenza di PH. Inoltre, il cut-off ha dimostrato una correlazione con gli altri aspetti clinici ed ecocardiografici. Nonostante i limiti legati alla numerosità campionaria e alla natura retrospettiva dello studio, i risultati sostengono l’adozione del rapporto S'/PAPs nella pratica clinica, in attesa di future validazioni prospettiche.
Il ruolo emergente del rapporto TDI S'/PAPS come indicatore ecocardiografico indiretto per la diagnosi e il monitoraggio dell'ipertensione polmonare: implicazioni cliniche e nuove prospettive nei pazienti con sclerosi sistemica
MACRIPÒ, PIERLUCA
2024/2025
Abstract
ABSTRACT Background L’ipertensione polmonare (PH) è una condizione clinica complessa associata a elevata mortalità, in particolare nei pazienti con sclerosi sistemica (SSc), dove il coinvolgimento del ventricolo destro rappresenta un elemento cruciale nella prognosi. L’ecocardiografia riveste un ruolo centrale nello screening e nel follow-up della PH, ma i parametri tradizionali, come TAPSE, presentano limiti noti: esposizione a variabilità inter-operatore, geometria del ventricolo destro e angolo di insonazione. Per ovviare a tali criticità, una maggiore attenzione è stata rivolta alla velocità sistolica dell’anulus tricuspidalico (TDI S'), che si è dimostrata più precisa, meno dipendente dalla finestra acustica e con minore errore di misura. Da questa premessa è emersa l’ipotesi di utilizzare il rapporto tra TDI S' e PAPs, ossia S'/PAPs, come indicatore integrato dell’accoppiamento ventricolo-arterioso, potenzialmente utile nella diagnosi precoce e nella stratificazione del rischio di PH nei pazienti con SSc. Tuttavia, i dati sulla sua applicazione clinica in questo specifico contesto restano ancora limitati. Pazienti e metodi Sono stati analizzati retrospettivamente 200 pazienti affetti da SSc e afferenti alla Scleroderma Unit dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, dal 2013 al 2025. Di questi, 19 avevano ricevuto diagnosi di PH, definita secondo criteri emodinamici. I dati raccolti comprendevano variabili cliniche, ecocardiografiche, respiratorie, sierologiche e di outcome. L’analisi si è focalizzata sulla valutazione del rapporto S'/PAPs, con particolare attenzione alla ricerca di un cut-off affidabile, confrontato per accuratezza diagnostica con il parametro TAPSE/PAPs <0,55, suggerito dalle linee guida. Sono stati inoltre esaminati i rapporti tra S'/PAPs e le principali caratteristiche dei pazienti menzionate precedentemente. Risultati L’analisi effettuata attraverso curve ROC ha permesso di definire 5 cut-off S’/PAPs (0,328-0,34-0,36-0,38-0,40) di cui sono stati calcolati: sensibilità, specificità, valore predittivo positivo, valore predittivo negativo, accuratezza, rapporti di verosimiglianza positivo e negativo (LR+ e LR−) e indice di Youden. Il cut-off di 0,40 ha mostrato buona accuratezza nel discriminare la presenza di PH, superando le performance del cut-off TAPSE/PAPs = 0,55 in sensibilità (89% vs 74%), VPN (98% vs 97%) e LR- (0,14 vs 0,26). Il gruppo con S'/PAPs <0,40 mostrava valori significativamente peggiori in diversi indici ecocardiografici e clinici, tra cui subset di malattia, eventi cardiovascolari, alterazioni ECG, prove di funzionalità respiratoria, dilatazione delle camere cardiache e presenza di disfunzione diastolica. Inoltre, nei pazienti con S'/PAPs <0,40 si riscontrava una maggiore prevalenza di decessi nel periodo di follow-up (p=0,003). Conclusioni Il rapporto S'/PAPs si conferma un indice semplice, riproducibile e sensibile per la valutazione integrata della funzione del ventricolo destro e del post-carico nei pazienti con sclerosi sistemica. Il cut-off di 0,40 ha mostrato prestazioni diagnostiche superiori rispetto al rapporto TAPSE/PAPs, in particolare in riferimento a sensibilità, valore predittivo negativo e rapporto di verosimiglianza negativo, suggerendo, in caso di test negativo, un potenziale valore strumentale nell’escludere la presenza di PH. Inoltre, il cut-off ha dimostrato una correlazione con gli altri aspetti clinici ed ecocardiografici. Nonostante i limiti legati alla numerosità campionaria e alla natura retrospettiva dello studio, i risultati sostengono l’adozione del rapporto S'/PAPs nella pratica clinica, in attesa di future validazioni prospettiche.| File | Dimensione | Formato | |
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