Il tumore del polmone rappresenta la terza neoplasia più comune nella popolazione italiana, la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la terza nelle donne. L’eziologia principale è rappresentata dal fumo di tabacco, responsabile dell'85-90% dei casi in Italia. Il 70% dei tumori polmonari è diagnosticato in stadio avanzato e difficilmente curabile. Per aumentare le opportunità di trattare i pazienti in stadi iniziali e incrementare il tasso di sopravvivenza, è fondamentale fare diagnosi precoce. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti dello screening per il tumore del polmone, come dimostrano numerosi studi internazionali sull’utilizzo della Tomografia Computerizzata a basse dosi (LDCT) in popolazioni ad alto rischio, come i forti fumatori. La LDCT, impiegando una ridotta quantità di radiazioni ionizzanti, consente di rilevare il tumore polmonare prima che si manifestino i primi sintomi. Lo studio prospettico multicentrico e randomizzato RISP (Rete Italiana Screening Polmonare), coinvolgente 18 centri in 15 regioni italiane, ha l’obiettivo di implementare un programma di screening del tumore polmonare nei forti fumatori con LDCT per anticipare la diagnosi. Questa tesi descrive i risultati nazionali nei primi 12 mesi del progetto, con particolare attenzione a quelli del centro di Reggio Emilia, dove sono stati arruolati 315 pazienti, di cui 193 fumatori attivi e 122 ex fumatori. Alla LDCT basale, i referti positivi sono risultati 7 (2.2%) e quelli indeterminati 16 (5.1%). I tumori polmonari diagnosticati nei primi 12 mesi sono stati 4, con una prevalenza del 1.27%, a livello nazionale 147 (1.44%) in linea con i principali studi in letteratura (1-2%). Il tempo mediano per la diagnosi, nel centro di Reggio Emilia è stato di 8.72 mesi, in Italia 3.19 mesi. Gli stadi alla diagnosi erano IA e IB, a riprova del fatto che lo screening permette di anticipare la diagnosi di tumori altrimenti non operabili. Nelle immagini di TC a basse dosi sono inclusi reperti collaterali di rilievo, tra tutti le calcificazioni coronariche, reperti fumo correlati che possono richiedere ulteriori approfondimenti nell’ottica di un inquadramento complessivo dei rischi dei pazienti forti fumatori. I risultati del nostro centro confermano l’efficacia dello screening con LDCT nella diagnosi precoce del tumore polmonare in soggetti ad alto rischio. La bassa prevalenza di falsi positivi e l’identificazione di neoplasie in stadio iniziale evidenziano il potenziale impatto positivo dello screening sulla riduzione della mortalità. L’inserimento strutturato di questo screening potrebbe rappresentare un’importante risorsa per il Sistema Sanitario Nazionale.

IMPLEMENTAZIONE DELLO SCREENING DEL TUMORE POLMONARE MEDIANTE TC A BASSE DOSI: RETE ITALIANA RISP E L’ESPERIENZA DI REGGIO EMILIA

BURANI, ALESSANDRO
2024/2025

Abstract

Il tumore del polmone rappresenta la terza neoplasia più comune nella popolazione italiana, la prima causa di morte per neoplasia negli uomini e la terza nelle donne. L’eziologia principale è rappresentata dal fumo di tabacco, responsabile dell'85-90% dei casi in Italia. Il 70% dei tumori polmonari è diagnosticato in stadio avanzato e difficilmente curabile. Per aumentare le opportunità di trattare i pazienti in stadi iniziali e incrementare il tasso di sopravvivenza, è fondamentale fare diagnosi precoce. Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti dello screening per il tumore del polmone, come dimostrano numerosi studi internazionali sull’utilizzo della Tomografia Computerizzata a basse dosi (LDCT) in popolazioni ad alto rischio, come i forti fumatori. La LDCT, impiegando una ridotta quantità di radiazioni ionizzanti, consente di rilevare il tumore polmonare prima che si manifestino i primi sintomi. Lo studio prospettico multicentrico e randomizzato RISP (Rete Italiana Screening Polmonare), coinvolgente 18 centri in 15 regioni italiane, ha l’obiettivo di implementare un programma di screening del tumore polmonare nei forti fumatori con LDCT per anticipare la diagnosi. Questa tesi descrive i risultati nazionali nei primi 12 mesi del progetto, con particolare attenzione a quelli del centro di Reggio Emilia, dove sono stati arruolati 315 pazienti, di cui 193 fumatori attivi e 122 ex fumatori. Alla LDCT basale, i referti positivi sono risultati 7 (2.2%) e quelli indeterminati 16 (5.1%). I tumori polmonari diagnosticati nei primi 12 mesi sono stati 4, con una prevalenza del 1.27%, a livello nazionale 147 (1.44%) in linea con i principali studi in letteratura (1-2%). Il tempo mediano per la diagnosi, nel centro di Reggio Emilia è stato di 8.72 mesi, in Italia 3.19 mesi. Gli stadi alla diagnosi erano IA e IB, a riprova del fatto che lo screening permette di anticipare la diagnosi di tumori altrimenti non operabili. Nelle immagini di TC a basse dosi sono inclusi reperti collaterali di rilievo, tra tutti le calcificazioni coronariche, reperti fumo correlati che possono richiedere ulteriori approfondimenti nell’ottica di un inquadramento complessivo dei rischi dei pazienti forti fumatori. I risultati del nostro centro confermano l’efficacia dello screening con LDCT nella diagnosi precoce del tumore polmonare in soggetti ad alto rischio. La bassa prevalenza di falsi positivi e l’identificazione di neoplasie in stadio iniziale evidenziano il potenziale impatto positivo dello screening sulla riduzione della mortalità. L’inserimento strutturato di questo screening potrebbe rappresentare un’importante risorsa per il Sistema Sanitario Nazionale.
2024
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