Il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) è una neoplasia maligna di alto grado e costituisce il sottotipo più frequente di LNH; presenta insorgenza correlata all’avanzare dell’età, con mediana intorno ai 65-70 anni e un’eziologia multifattoriale. Sulla base di analogie con un’ipotetica cellula d’origine viene suddiviso in due sottotipi molecolari: GCB e non-GCB/ABC. Le CAR-T sono un tipo di immunoterapia che coinvolge cellule T ingegnerizzate per esprimere CAR, il quale è in grado di riconoscere e legare specifici antigeni sulla superficie di una determinata cellula tumorale; i CAR-T sono diventati una delle terapie cellulari di maggior successo negli ultimi anni nel trattamento dei LNH e diversi studi hanno dimostrato la migliore efficacia nel trattamento della terapia di salvataggio nel DLBCL refrattario rispetto alle altre opzioni di terapia. L’obiettivo di questa tesi sperimentale è quello di analizzare l’esperienza del centro di Reggio Emilia nei pazienti che sono stati sottoposti a terapia CAR-T, visualizzandone la sopravvivenza, gli effetti collaterali e l’andamento del follow up nel tempo. Lo studio effettuato è di tipo monocentrico, retrospettivo e osservazionale. Da una casistica locale, sono stati analizzati 19 pazienti, maggiorenni, di cui 11 affetti da DLBCL, 3 da t-FL, 3 da MCL, 1 da FL e 1 da tMZL, diagnosticati nel periodo compreso tra 1/01/2005 e il 2/07/2023, e selezionati per la terapia CAR-T tra 7/06/2019 e il 16/10/2024. Dei pazienti studiati, al momento della terapia CAR-T, il 68% aveva un’età superiore a 60 anni e lo stadio era avanzato (III o IV) nel 89,4% dei casi. Dei pazienti analizzati, la terapia bridge è stata effettuata in 14 dei 19 pazienti; del totale, 9 sono stati trattati con Tisagenlecleucel, 5 con Axicabtagene Ciloleucel, 3 con brexucbtagene autoleucel e 2 con lisocabtagene maraleucel. Dei pazienti trattati, 15 su 19 (79%) hanno risposto alla terapia CAR-T, di cui 13 hanno ottenuto CR (68%) e 2 PR (11%). Nei pazienti che hanno effettuato almeno un anno di terapia, l’OS survival post CAR-T a un anno è risultata essere 47%, mentre la PFS 29,4%. La OS media è stata di 15,8 mesi, con una PFS di 9,1 mesi e una DOR di 10,8 mesi. 11 pazienti hanno sviluppato CRS, mai di grado severo; di questi, 10 pazienti (91%) hanno sviluppato CRS di grado 1 e 1 paziente di grado 2 (9%). In 2 pazienti si è verificata la ICANS, in un caso di grado 2 e in un caso di grado 3; In 4 pazienti si sono osservate tossicità tardive correlate a CAR-T, di cui in 2 casi ipogammaglobulinemia isolata, in 1 caso Ipogammaglobulinemia associata a piastrinopenia e in 1 caso riattivazione di Citomegalovirus. Lo studio ha trovato alti tassi di risposta alla terapia CAR-T in tutti i sottogruppi analizzati, con dati di tossicità contenuta rispetto alle forme gravi dei principali eventi avversi. L’analisi della sopravvivenza andrà estesa nel futuro con la continuazione del follow up, per poter analizzare l’andamento dei pazienti che ad oggi sono ancora in CR e di quelli che hanno iniziato da breve tempo la terapia CAR-T, così da poter osservare l’eventuale sviluppo di tossicità tardive non ancora manifeste;

Terapia CAR-T nei linfomi, l'esperienza del centro di Reggio Emilia

BUCCI, RICCARDO
2024/2025

Abstract

Il linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) è una neoplasia maligna di alto grado e costituisce il sottotipo più frequente di LNH; presenta insorgenza correlata all’avanzare dell’età, con mediana intorno ai 65-70 anni e un’eziologia multifattoriale. Sulla base di analogie con un’ipotetica cellula d’origine viene suddiviso in due sottotipi molecolari: GCB e non-GCB/ABC. Le CAR-T sono un tipo di immunoterapia che coinvolge cellule T ingegnerizzate per esprimere CAR, il quale è in grado di riconoscere e legare specifici antigeni sulla superficie di una determinata cellula tumorale; i CAR-T sono diventati una delle terapie cellulari di maggior successo negli ultimi anni nel trattamento dei LNH e diversi studi hanno dimostrato la migliore efficacia nel trattamento della terapia di salvataggio nel DLBCL refrattario rispetto alle altre opzioni di terapia. L’obiettivo di questa tesi sperimentale è quello di analizzare l’esperienza del centro di Reggio Emilia nei pazienti che sono stati sottoposti a terapia CAR-T, visualizzandone la sopravvivenza, gli effetti collaterali e l’andamento del follow up nel tempo. Lo studio effettuato è di tipo monocentrico, retrospettivo e osservazionale. Da una casistica locale, sono stati analizzati 19 pazienti, maggiorenni, di cui 11 affetti da DLBCL, 3 da t-FL, 3 da MCL, 1 da FL e 1 da tMZL, diagnosticati nel periodo compreso tra 1/01/2005 e il 2/07/2023, e selezionati per la terapia CAR-T tra 7/06/2019 e il 16/10/2024. Dei pazienti studiati, al momento della terapia CAR-T, il 68% aveva un’età superiore a 60 anni e lo stadio era avanzato (III o IV) nel 89,4% dei casi. Dei pazienti analizzati, la terapia bridge è stata effettuata in 14 dei 19 pazienti; del totale, 9 sono stati trattati con Tisagenlecleucel, 5 con Axicabtagene Ciloleucel, 3 con brexucbtagene autoleucel e 2 con lisocabtagene maraleucel. Dei pazienti trattati, 15 su 19 (79%) hanno risposto alla terapia CAR-T, di cui 13 hanno ottenuto CR (68%) e 2 PR (11%). Nei pazienti che hanno effettuato almeno un anno di terapia, l’OS survival post CAR-T a un anno è risultata essere 47%, mentre la PFS 29,4%. La OS media è stata di 15,8 mesi, con una PFS di 9,1 mesi e una DOR di 10,8 mesi. 11 pazienti hanno sviluppato CRS, mai di grado severo; di questi, 10 pazienti (91%) hanno sviluppato CRS di grado 1 e 1 paziente di grado 2 (9%). In 2 pazienti si è verificata la ICANS, in un caso di grado 2 e in un caso di grado 3; In 4 pazienti si sono osservate tossicità tardive correlate a CAR-T, di cui in 2 casi ipogammaglobulinemia isolata, in 1 caso Ipogammaglobulinemia associata a piastrinopenia e in 1 caso riattivazione di Citomegalovirus. Lo studio ha trovato alti tassi di risposta alla terapia CAR-T in tutti i sottogruppi analizzati, con dati di tossicità contenuta rispetto alle forme gravi dei principali eventi avversi. L’analisi della sopravvivenza andrà estesa nel futuro con la continuazione del follow up, per poter analizzare l’andamento dei pazienti che ad oggi sono ancora in CR e di quelli che hanno iniziato da breve tempo la terapia CAR-T, così da poter osservare l’eventuale sviluppo di tossicità tardive non ancora manifeste;
2024
Linfomi
CAR-T
Terapia cellulare
Malattia recidivata
Tossicità terapia
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