INTRODUZIONE: La leucemia linfatica cronica (LLC) è una neoplasia linfoide caratterizzata dalla proliferazione e accumulo di linfociti B monoclonali nel sangue periferico e negli organi linfoidi secondari. Negli ultimi anni il trattamento della LLC è evoluto dalla chemioimmunoterapia verso terapie continuative o a durata fissa basate su farmaci target. I regimi basati sull’inibitore della proteina anti-apoptotica BCL2, venetoclax, hanno dimostrato alti tassi di risposta completa (CR) sia nel trial MURANO (combinazione venetoclax+rituximab, VEN-R) in pazienti recidivati o refrattari, che nel CLL14 (venetoclax+obinutuzumab, VEN-O) in prima linea. L’andamento della malattia minima residua (MRD) nel tempo è impiegato nella valutazione dell’efficacia della terapia. Tuttavia, dati di MRD in real-world sono limitati. SCOPO DELLO STUDIO: Questo studio ha lo scopo di valutare la risposta clinica e molecolare nei pazienti con LLC trattati con terapia a durata fissa, di tipo VEN-R o VEN-O, nella pratica clinica reale, correlando i dati di MRD alle caratteristiche genetiche della LLC e all’outcome clinico. MATERIALI E METODI: Abbiamo condotto uno studio osservazionale, retrospettivo e monocentrico, presso la Struttura Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che ha analizzato 31 pazienti trattati tra il 2020 e il 2024. Sono stati raccolti dati clinici, citogenetici (FISH), molecolari (NGS) sia pre-terapia che nel follow-up post trattamento. La risposta clinica è stata valutata secondo i criteri iwCLL 2018. Per l’analisi dell’assetto genetico è stato utilizzato il pannello SOPHiA GENETICS. La MRD è stata valutata all’End of Combination treatment (EOCT), all’End of treatment (EOT) e semestralmente durante il follow-up mediante NGS. La stessa è stata classificata come undetectable (<10-4), low positive (>10-4 e < 10-2) e positive (≥10-2). RISULTATI: Abbiamo incluso 31 pazienti, 10 trattati con VEN-O, utilizzato in prima linea, e 21 con VEN-R, utilizzato in linee successive (mediana di precedenti trattamenti = 1). Il follow-up mediano da inizio terapia è stato di 38 mesi nel gruppo VEN-R e 22,5 mesi nel gruppo VEN-O. Il 65% (20/31) dei pazienti ha raggiunto l’EOT (8 nel gruppo VEN-O e 12 nel gruppo VEN-R): 14 hanno ottenuto una CR, 6 una risposta parziale (PR). Nel restante 35% (11/20) dei pazienti: 4 sono andati incontro a progressione (PD) in corso di trattamento (di cui 3 per evoluzione a sindrome di Richter), 2 hanno sospeso il trattamento per complicanze, 5 sono ancora in corso di terapia. All’EOT la valutazione molecolare è stata la seguente: nel gruppo VEN-R, MRD undetectable nel 67% dei pazienti (8/12), low positive in 25% (3/12) e positiva nel 8% (1/12); nel gruppo VEN-O, 5 pazienti su 8 hanno ottenuto undetectable MRD e 1 su 8 MRD low positive, in 2 pazienti il dato MRD non era disponibile. Tra l’EOCT e EOT abbiamo osservato una riduzione della MRD in 3 pazienti, tutti nel gruppo VEN-R. Nei pazienti che hanno ottenuto CR o PR all’EOT, nessuno ha necessitato di un ulteriore trattamento ad un follow-up mediano di 38 mesi. CONCLUSIONI: Questo studio real-world conferma l’efficacia dei regimi VEN-R e VEN-O in pazienti con LLC trattati con terapia a durata fissa, evidenziando il ruolo della MRD come marcatore prognostico rilevante anche nella pratica clinica quotidiana. Infatti, la presenza di livelli elevati di MRD è associata ad un aumentato rischio di progressione, incluso lo sviluppo di sindrome di Richter. Il monitoraggio della MRD, alla fine del trattamento ed in follow-up, potrebbe rappresentare il fattore prognostico più impattante nel valutare il rischio di recidiva nei pazienti LLC.
Studio osservazionale retrospettivo di una coorte di pazienti affetti da leucemia linfatica cronica sottoposti a terapia a durata fissa
CAPELLINI, ELENA
2024/2025
Abstract
INTRODUZIONE: La leucemia linfatica cronica (LLC) è una neoplasia linfoide caratterizzata dalla proliferazione e accumulo di linfociti B monoclonali nel sangue periferico e negli organi linfoidi secondari. Negli ultimi anni il trattamento della LLC è evoluto dalla chemioimmunoterapia verso terapie continuative o a durata fissa basate su farmaci target. I regimi basati sull’inibitore della proteina anti-apoptotica BCL2, venetoclax, hanno dimostrato alti tassi di risposta completa (CR) sia nel trial MURANO (combinazione venetoclax+rituximab, VEN-R) in pazienti recidivati o refrattari, che nel CLL14 (venetoclax+obinutuzumab, VEN-O) in prima linea. L’andamento della malattia minima residua (MRD) nel tempo è impiegato nella valutazione dell’efficacia della terapia. Tuttavia, dati di MRD in real-world sono limitati. SCOPO DELLO STUDIO: Questo studio ha lo scopo di valutare la risposta clinica e molecolare nei pazienti con LLC trattati con terapia a durata fissa, di tipo VEN-R o VEN-O, nella pratica clinica reale, correlando i dati di MRD alle caratteristiche genetiche della LLC e all’outcome clinico. MATERIALI E METODI: Abbiamo condotto uno studio osservazionale, retrospettivo e monocentrico, presso la Struttura Complessa di Ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che ha analizzato 31 pazienti trattati tra il 2020 e il 2024. Sono stati raccolti dati clinici, citogenetici (FISH), molecolari (NGS) sia pre-terapia che nel follow-up post trattamento. La risposta clinica è stata valutata secondo i criteri iwCLL 2018. Per l’analisi dell’assetto genetico è stato utilizzato il pannello SOPHiA GENETICS. La MRD è stata valutata all’End of Combination treatment (EOCT), all’End of treatment (EOT) e semestralmente durante il follow-up mediante NGS. La stessa è stata classificata come undetectable (<10-4), low positive (>10-4 e < 10-2) e positive (≥10-2). RISULTATI: Abbiamo incluso 31 pazienti, 10 trattati con VEN-O, utilizzato in prima linea, e 21 con VEN-R, utilizzato in linee successive (mediana di precedenti trattamenti = 1). Il follow-up mediano da inizio terapia è stato di 38 mesi nel gruppo VEN-R e 22,5 mesi nel gruppo VEN-O. Il 65% (20/31) dei pazienti ha raggiunto l’EOT (8 nel gruppo VEN-O e 12 nel gruppo VEN-R): 14 hanno ottenuto una CR, 6 una risposta parziale (PR). Nel restante 35% (11/20) dei pazienti: 4 sono andati incontro a progressione (PD) in corso di trattamento (di cui 3 per evoluzione a sindrome di Richter), 2 hanno sospeso il trattamento per complicanze, 5 sono ancora in corso di terapia. All’EOT la valutazione molecolare è stata la seguente: nel gruppo VEN-R, MRD undetectable nel 67% dei pazienti (8/12), low positive in 25% (3/12) e positiva nel 8% (1/12); nel gruppo VEN-O, 5 pazienti su 8 hanno ottenuto undetectable MRD e 1 su 8 MRD low positive, in 2 pazienti il dato MRD non era disponibile. Tra l’EOCT e EOT abbiamo osservato una riduzione della MRD in 3 pazienti, tutti nel gruppo VEN-R. Nei pazienti che hanno ottenuto CR o PR all’EOT, nessuno ha necessitato di un ulteriore trattamento ad un follow-up mediano di 38 mesi. CONCLUSIONI: Questo studio real-world conferma l’efficacia dei regimi VEN-R e VEN-O in pazienti con LLC trattati con terapia a durata fissa, evidenziando il ruolo della MRD come marcatore prognostico rilevante anche nella pratica clinica quotidiana. Infatti, la presenza di livelli elevati di MRD è associata ad un aumentato rischio di progressione, incluso lo sviluppo di sindrome di Richter. Il monitoraggio della MRD, alla fine del trattamento ed in follow-up, potrebbe rappresentare il fattore prognostico più impattante nel valutare il rischio di recidiva nei pazienti LLC.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3358