INTRODUZIONE: L'uso degli antibiotici in terapia intensiva neonatale (TIN) è estremamente frequente, specie nei neonati con peso molto basso alla nascita (VLBW) a causa del rischio elevato di sepsi precoce (EOS) e tardiva (LOS). Oltre il 75% dei neonati VLBW riceve terapie antibiotiche empiriche nei primi giorni di vita. Pur essendo gli antibiotici farmaci salvavita in caso di sepsi neonatale provata, un loro utilizzo improprio aumenta il rischio di effetti avversi quali alterazione del microbiota, aumento del rischio di LOS, enterocolite necrotizzante (NEC) e sviluppo di resistenze antimicrobiche. La clinica aspecifica della sepsi neonatale e la limitata predittività degli esami di laboratorio contribuiscono ad un uso massivo e improprio degli antimicrobici in questa popolazione fragile. SCOPO DELLA RICERCA: Lo studio ha come obiettivo primario quantificare l’esposizione antibiotica nei neonati VLBW durante la degenza ospedaliera dalla nascita alla dimissione, valutando tipologia e durata del trattamento. Come obiettivi secondari, abbiamo valutato l’incidenza di sepsi confermate tramite coltura (emo- e/o liquorcoltura), i patogeni responsabili e il profilo di antibioticoresistenze. MATERIALI E METODI: Lo studio multicentrico, prospettico e osservazionale ha coinvolto sette TIN italiane. Sono stati inclusi neonati VLBW, nati o trasferiti entro le prime 24 ore di vita in un centro partecipante tra il 1◦ maggio 2024 e il 30 aprile 2025. I dati sono stati raccolti in maniera standardizzata tramite la piattaforma online REDCap. Le variabili categoriche sono state espresse come numeri assoluti e percentuali, le variabili continue come media e deviazione standard oppure come mediana e intervallo interquartile secondo quanto appropriato. RISULTATI: Sono stati inclusi 109 neonati, 86 dei quali (80%) hanno ricevuto una terapia antibiotica empirica entro le prime 72 ore di vita, nonostante solo il 3% (3 casi) presentasse sepsi confermata alle colture. In 72 casi (84%) si è somministrata l’ampicillina in associazione con la gentamicina e nel 49% dei casi (41 casi) la terapia antibiotica è durata più di 48 ore nonostante la negatività delle colture. Dopo le prime 72 ore, 49 neonati (45%) hanno ricevuto almeno un ulteriore ciclo antibiotico. Solo il 20% dei cicli antibiotici successivi alle 72 ore era associato a sepsi confermata alle colture. La durata complessiva di trattamento veniva prolungata oltre le 48 ore in 48 casi (65%). Le motivazioni principali erano sepsi provata (15 casi, 20%), sepsi sospettata nonostante la negatività delle colture (16 casi, 22%), NEC (8 casi, 11%), infezioni delle vie urinarie (11 casi, 15%). L’Escherichia coli è risultato il patogeno più frequentemente isolato nelle emocolture eseguite nelle prime 72 ore di vita, mentre gli Stafilococchi coagulasi negativi sono stati i microorganismi maggiormente isolati alle emocolture successive. CONCLUSIONI: Lo studio mostra un’alta esposizione antibiotica nei neonati VLBW, non sempre giustificata da sepsi confermata. Considerando l’alto rischio di effetti avversi correlato a terapie empiriche prolungate, i risultati dello studio rafforzano la necessità di programmi di stewardship antibiotica nelle TIN per ottimizzare l’uso degli antibiotici, riducendo trattamenti non necessari e migliorando gli esiti clinici nei neonati più vulnerabili.
Antibiotici nel neonato pretermine di peso molto basso alla nascita: uno studio multicentrico
CASALETTI, ALICE
2024/2025
Abstract
INTRODUZIONE: L'uso degli antibiotici in terapia intensiva neonatale (TIN) è estremamente frequente, specie nei neonati con peso molto basso alla nascita (VLBW) a causa del rischio elevato di sepsi precoce (EOS) e tardiva (LOS). Oltre il 75% dei neonati VLBW riceve terapie antibiotiche empiriche nei primi giorni di vita. Pur essendo gli antibiotici farmaci salvavita in caso di sepsi neonatale provata, un loro utilizzo improprio aumenta il rischio di effetti avversi quali alterazione del microbiota, aumento del rischio di LOS, enterocolite necrotizzante (NEC) e sviluppo di resistenze antimicrobiche. La clinica aspecifica della sepsi neonatale e la limitata predittività degli esami di laboratorio contribuiscono ad un uso massivo e improprio degli antimicrobici in questa popolazione fragile. SCOPO DELLA RICERCA: Lo studio ha come obiettivo primario quantificare l’esposizione antibiotica nei neonati VLBW durante la degenza ospedaliera dalla nascita alla dimissione, valutando tipologia e durata del trattamento. Come obiettivi secondari, abbiamo valutato l’incidenza di sepsi confermate tramite coltura (emo- e/o liquorcoltura), i patogeni responsabili e il profilo di antibioticoresistenze. MATERIALI E METODI: Lo studio multicentrico, prospettico e osservazionale ha coinvolto sette TIN italiane. Sono stati inclusi neonati VLBW, nati o trasferiti entro le prime 24 ore di vita in un centro partecipante tra il 1◦ maggio 2024 e il 30 aprile 2025. I dati sono stati raccolti in maniera standardizzata tramite la piattaforma online REDCap. Le variabili categoriche sono state espresse come numeri assoluti e percentuali, le variabili continue come media e deviazione standard oppure come mediana e intervallo interquartile secondo quanto appropriato. RISULTATI: Sono stati inclusi 109 neonati, 86 dei quali (80%) hanno ricevuto una terapia antibiotica empirica entro le prime 72 ore di vita, nonostante solo il 3% (3 casi) presentasse sepsi confermata alle colture. In 72 casi (84%) si è somministrata l’ampicillina in associazione con la gentamicina e nel 49% dei casi (41 casi) la terapia antibiotica è durata più di 48 ore nonostante la negatività delle colture. Dopo le prime 72 ore, 49 neonati (45%) hanno ricevuto almeno un ulteriore ciclo antibiotico. Solo il 20% dei cicli antibiotici successivi alle 72 ore era associato a sepsi confermata alle colture. La durata complessiva di trattamento veniva prolungata oltre le 48 ore in 48 casi (65%). Le motivazioni principali erano sepsi provata (15 casi, 20%), sepsi sospettata nonostante la negatività delle colture (16 casi, 22%), NEC (8 casi, 11%), infezioni delle vie urinarie (11 casi, 15%). L’Escherichia coli è risultato il patogeno più frequentemente isolato nelle emocolture eseguite nelle prime 72 ore di vita, mentre gli Stafilococchi coagulasi negativi sono stati i microorganismi maggiormente isolati alle emocolture successive. CONCLUSIONI: Lo studio mostra un’alta esposizione antibiotica nei neonati VLBW, non sempre giustificata da sepsi confermata. Considerando l’alto rischio di effetti avversi correlato a terapie empiriche prolungate, i risultati dello studio rafforzano la necessità di programmi di stewardship antibiotica nelle TIN per ottimizzare l’uso degli antibiotici, riducendo trattamenti non necessari e migliorando gli esiti clinici nei neonati più vulnerabili.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3362