Scopo dello studio L’osteonecrosi delle ossa mascellari (ONJ) è una complicanza grave del trattamento con bifosfonati (BPs), farmaci utilizzati per inibire il riassorbimento osseo tramite soppressione degli osteoclasti. Questo studio si propone di valutare se il magnesio (MgCl₂), noto per stimolare la differenziazione osteoclastica, possa contrastare o invertire gli effetti osteotossici dello zoledronato (ZA), uno dei BPs più potenti. Materiali e metodi È stato utilizzato un modello in vitro basato sulla linea cellulare U937. Le cellule sono state sottoposte a stimolazione con PMA e vitamina D₃ per indurre osteoclastogenesi, quindi trattate con MgCl₂ (10 mM), ZA (10 µM), o entrambi. Sono state eseguite analisi morfologiche, citofluorimetriche e QRT-PCR per valutare proliferazione, apoptosi e espressione genica di marcatori osteoclastici e monocito-macrofagici. Risultati Il trattamento con zoledronato ha determinato una riduzione della proliferazione cellulare, un aumento dell’apoptosi e un’inibizione della maturazione osteoclastica. Il magnesio ha stimolato l’espressione di geni osteoclastici, in particolare ACP5. L’associazione tra i due ha prodotto un effetto sinergico, con un marcato incremento dell’espressione genica e la formazione di osteoclasti multinucleati. Conclusioni Il magnesio potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica topica promettente nella prevenzione e trattamento dell’ONJ, anche in presenza di BPs. Sono necessari ulteriori studi per validarne l’impiego clinico.

Magnesio e Zoledronato nella regolazione della differenziazione osteoclastica: implicazioni per l’osteonecrosi delle ossa mascellari.

MATRUNDOLA, LOUISE
2024/2025

Abstract

Scopo dello studio L’osteonecrosi delle ossa mascellari (ONJ) è una complicanza grave del trattamento con bifosfonati (BPs), farmaci utilizzati per inibire il riassorbimento osseo tramite soppressione degli osteoclasti. Questo studio si propone di valutare se il magnesio (MgCl₂), noto per stimolare la differenziazione osteoclastica, possa contrastare o invertire gli effetti osteotossici dello zoledronato (ZA), uno dei BPs più potenti. Materiali e metodi È stato utilizzato un modello in vitro basato sulla linea cellulare U937. Le cellule sono state sottoposte a stimolazione con PMA e vitamina D₃ per indurre osteoclastogenesi, quindi trattate con MgCl₂ (10 mM), ZA (10 µM), o entrambi. Sono state eseguite analisi morfologiche, citofluorimetriche e QRT-PCR per valutare proliferazione, apoptosi e espressione genica di marcatori osteoclastici e monocito-macrofagici. Risultati Il trattamento con zoledronato ha determinato una riduzione della proliferazione cellulare, un aumento dell’apoptosi e un’inibizione della maturazione osteoclastica. Il magnesio ha stimolato l’espressione di geni osteoclastici, in particolare ACP5. L’associazione tra i due ha prodotto un effetto sinergico, con un marcato incremento dell’espressione genica e la formazione di osteoclasti multinucleati. Conclusioni Il magnesio potrebbe rappresentare un’opzione terapeutica topica promettente nella prevenzione e trattamento dell’ONJ, anche in presenza di BPs. Sono necessari ulteriori studi per validarne l’impiego clinico.
2024
magnesio
zoledronato
osteonecrosi
differenziazione
osteoclasti
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Matrundola.Louise.pdf.pdf

Accesso riservato

Dimensione 1.91 MB
Formato Adobe PDF
1.91 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3376