Tutto è iniziato a settembre 2024, poco prima dell’inserimento in sezione di un nuovo gruppo al nido dove lavoro. Scorrendo l’elenco dei nomi, la dicitura “mamme di G.” mi ha fatto intuire che avrei avuto una famiglia composta da due madri. Da lì è cominciato un percorso personale e professionale. Ho iniziato a chiedermi come accogliere e relazionarmi in modo adeguato con una famiglia omogenitoriale. Nei mesi successivi mi sono formata autonomamente, scoprendo un mondo complesso, fatto di ostacoli e amore, che ha acceso in me una forte motivazione, poi sfociata nella scelta del tema della tesi. Ho così coinvolto due coppie Arcobaleno disponibili a raccontarsi tramite interviste semistrutturate. La relazione quotidiana con una di queste famiglie e il contatto diretto con le loro esperienze hanno rafforzato la mia volontà di approfondire. Nonostante la crescente presenza internazionale di queste famiglie, in Italia persistono forti resistenze culturali e giuridiche. L’articolo 29 della Costituzione riconosce la famiglia solo come “società fondata sul matrimonio”, escludendo le configurazioni non tradizionali. Solo nel 2016, con la Legge Cirinnà, sono state introdotte le unioni civili per le coppie omosessuali, ma con limitazioni significative rispetto alla genitorialità, all’adozione, alla PMA e alla GPA, ancora vietate in Italia. Di conseguenza, molte coppie sono costrette a rivolgersi all’estero, affrontando poi ostacoli legali e sociali una volta rientrate. Il primo capitolo esplora il concetto di famiglia e la sua evoluzione, con focus sulle famiglie omogenitoriali italiane. Attraverso l’associazione Famiglie Arcobaleno, si analizzano origine, caratteristiche e ruolo sociale di queste configurazioni. Il secondo capitolo affronta sfide psicologiche e sociali, stereotipi, linguaggio pubblico e l’impatto sui bambini, evidenziando le lacune normative italiane e l’importanza di reti di sostegno. Il terzo capitolo si concentra sulla scuola come spazio inclusivo, ma talvolta stereotipato, analizzando la collaborazione scuola-famiglia e strumenti didattici inclusivi, come il libro di Tommi. Si riportano anche dati di un’indagine promossa da Famiglie Arcobaleno su esperienze nei servizi educativi. Il quarto capitolo presenta la ricerca empirica svolta tramite interviste a due coppie omogenitoriali e alla coordinatrice del nido in cui lavoro, approfondendo temi come il rapporto con le istituzioni e la scuola. Si offrono spunti su vissuti, paure, aspettative e strategie delle famiglie, con suggerimenti per promuovere il dialogo e una cultura dell’inclusione. Questa indagine intende offrire uno sguardo approfondito su una realtà ancora poco rappresentata, ma in crescita, fornendo strumenti utili a educatori, insegnanti e professionisti dell’infanzia. Promuovere una cultura capace di valorizzare la diversità familiare è oggi fondamentale. L’attenzione deve spostarsi da chi compone la famiglia a come essa si prende cura: ciò che conta è la qualità delle relazioni, la presenza affettiva e l’impegno educativo, al di là dell’orientamento sessuale dei genitori.
Tra invisibilità e riconoscimento. Le famiglie Arcobaleno nei contesti educativi: una ricerca condotta con coppie omogenitoriali
MAZZOLA, ARIANNA
2024/2025
Abstract
Tutto è iniziato a settembre 2024, poco prima dell’inserimento in sezione di un nuovo gruppo al nido dove lavoro. Scorrendo l’elenco dei nomi, la dicitura “mamme di G.” mi ha fatto intuire che avrei avuto una famiglia composta da due madri. Da lì è cominciato un percorso personale e professionale. Ho iniziato a chiedermi come accogliere e relazionarmi in modo adeguato con una famiglia omogenitoriale. Nei mesi successivi mi sono formata autonomamente, scoprendo un mondo complesso, fatto di ostacoli e amore, che ha acceso in me una forte motivazione, poi sfociata nella scelta del tema della tesi. Ho così coinvolto due coppie Arcobaleno disponibili a raccontarsi tramite interviste semistrutturate. La relazione quotidiana con una di queste famiglie e il contatto diretto con le loro esperienze hanno rafforzato la mia volontà di approfondire. Nonostante la crescente presenza internazionale di queste famiglie, in Italia persistono forti resistenze culturali e giuridiche. L’articolo 29 della Costituzione riconosce la famiglia solo come “società fondata sul matrimonio”, escludendo le configurazioni non tradizionali. Solo nel 2016, con la Legge Cirinnà, sono state introdotte le unioni civili per le coppie omosessuali, ma con limitazioni significative rispetto alla genitorialità, all’adozione, alla PMA e alla GPA, ancora vietate in Italia. Di conseguenza, molte coppie sono costrette a rivolgersi all’estero, affrontando poi ostacoli legali e sociali una volta rientrate. Il primo capitolo esplora il concetto di famiglia e la sua evoluzione, con focus sulle famiglie omogenitoriali italiane. Attraverso l’associazione Famiglie Arcobaleno, si analizzano origine, caratteristiche e ruolo sociale di queste configurazioni. Il secondo capitolo affronta sfide psicologiche e sociali, stereotipi, linguaggio pubblico e l’impatto sui bambini, evidenziando le lacune normative italiane e l’importanza di reti di sostegno. Il terzo capitolo si concentra sulla scuola come spazio inclusivo, ma talvolta stereotipato, analizzando la collaborazione scuola-famiglia e strumenti didattici inclusivi, come il libro di Tommi. Si riportano anche dati di un’indagine promossa da Famiglie Arcobaleno su esperienze nei servizi educativi. Il quarto capitolo presenta la ricerca empirica svolta tramite interviste a due coppie omogenitoriali e alla coordinatrice del nido in cui lavoro, approfondendo temi come il rapporto con le istituzioni e la scuola. Si offrono spunti su vissuti, paure, aspettative e strategie delle famiglie, con suggerimenti per promuovere il dialogo e una cultura dell’inclusione. Questa indagine intende offrire uno sguardo approfondito su una realtà ancora poco rappresentata, ma in crescita, fornendo strumenti utili a educatori, insegnanti e professionisti dell’infanzia. Promuovere una cultura capace di valorizzare la diversità familiare è oggi fondamentale. L’attenzione deve spostarsi da chi compone la famiglia a come essa si prende cura: ciò che conta è la qualità delle relazioni, la presenza affettiva e l’impegno educativo, al di là dell’orientamento sessuale dei genitori.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3383