Nella società contemporanea, la sostenibilità è diventata una questione di rilevanza globale, che coinvolge aspetti etici, ideologici, sociali, politici, giuridici ed economici. Oggi, prodotti e brand non vengono più valutati esclusivamente in base al rapporto qualità/prezzo o all’immagine e alla personalità che comunicano, ma anche in funzione dell’impatto ambientale e sociale generato dall’azienda nel contesto in cui opera. Questa tesi nasce dall’idea di voler comprendere più a fondo il rapporto, spesso in contraddizione, tra moda e sostenibilità. In un settore noto per la sua creatività e capacità di influenzare culture e stili di vita, la domanda che sorge spontanea è: “qual è l’impatto che la produzione e il consumo di capi di moda hanno sull’ambiente, sulla società e sull’economia globale?” L’elaborato si concentra in particolare sul fenomeno del Fast fashion, ripercorrendone la nascita, l’evoluzione e le logiche di business sul quale si fonda. Dietro capi a basso costo e tendenze in continua rotazione si nascondono spesso condizioni di lavoro precarie, sfruttamento delle risorse naturali e un modello produttivo insostenibile nel lungo periodo. Il caso di SHEIN, in tal merito, offre un esempio esaustivo per analizzare come alcune aziende abbiano saputo sfruttare la tecnologia e la comunicazione digitale per crescere rapidamente, spesso a scapito della trasparenza e del rispetto ambientale. Durante l’analisi si andrà ad approfondire il quadro giuridico di riferimento in tema di: Greenwashing, ovvero la tendenza di molte aziende a presentarsi come "green" senza mettere in atto reali strategie sostenibili. Passando poi ad un’analisi delle normative europee e internazionali in tema di diritti umani nella filiera produttiva e obblighi di rendicontazione della sostenibilità (CSRD). Accanto alle criticità, però, vengono presentate anche realtà virtuose: brand nati con una forte identità sostenibile, le così dette aziende “Eco-friendly”, che dimostrano come sia possibile fare impresa in modo etico e rispettoso. Infine, si affronta il tema del consumismo e del ruolo dei consumatori, parlando della cultura dell’“usa e getta” e dell’importanza di promuovere una maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane.
La bellezza che consuma: fast fashion tra moda, sostenibilità e responsabilità
DI SANZO, IRENE PIA
2024/2025
Abstract
Nella società contemporanea, la sostenibilità è diventata una questione di rilevanza globale, che coinvolge aspetti etici, ideologici, sociali, politici, giuridici ed economici. Oggi, prodotti e brand non vengono più valutati esclusivamente in base al rapporto qualità/prezzo o all’immagine e alla personalità che comunicano, ma anche in funzione dell’impatto ambientale e sociale generato dall’azienda nel contesto in cui opera. Questa tesi nasce dall’idea di voler comprendere più a fondo il rapporto, spesso in contraddizione, tra moda e sostenibilità. In un settore noto per la sua creatività e capacità di influenzare culture e stili di vita, la domanda che sorge spontanea è: “qual è l’impatto che la produzione e il consumo di capi di moda hanno sull’ambiente, sulla società e sull’economia globale?” L’elaborato si concentra in particolare sul fenomeno del Fast fashion, ripercorrendone la nascita, l’evoluzione e le logiche di business sul quale si fonda. Dietro capi a basso costo e tendenze in continua rotazione si nascondono spesso condizioni di lavoro precarie, sfruttamento delle risorse naturali e un modello produttivo insostenibile nel lungo periodo. Il caso di SHEIN, in tal merito, offre un esempio esaustivo per analizzare come alcune aziende abbiano saputo sfruttare la tecnologia e la comunicazione digitale per crescere rapidamente, spesso a scapito della trasparenza e del rispetto ambientale. Durante l’analisi si andrà ad approfondire il quadro giuridico di riferimento in tema di: Greenwashing, ovvero la tendenza di molte aziende a presentarsi come "green" senza mettere in atto reali strategie sostenibili. Passando poi ad un’analisi delle normative europee e internazionali in tema di diritti umani nella filiera produttiva e obblighi di rendicontazione della sostenibilità (CSRD). Accanto alle criticità, però, vengono presentate anche realtà virtuose: brand nati con una forte identità sostenibile, le così dette aziende “Eco-friendly”, che dimostrano come sia possibile fare impresa in modo etico e rispettoso. Infine, si affronta il tema del consumismo e del ruolo dei consumatori, parlando della cultura dell’“usa e getta” e dell’importanza di promuovere una maggiore consapevolezza nelle scelte quotidiane.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3391