RIASSUNTO TESI ANTICOAGULANTI Luca Vanni La tesi affronta il tema dell’emostasi analizzando i meccanismi fisiologici che la caratterizzano, illustrando poi le classi di farmaci anticoagulanti, essenziali per la prevenzione e/o il trattamento delle patologie tromboemboliche. Il processo emostatico permette al sangue di mantenersi fluido nei vasi sanguigni e, solo in caso di lesione degli stessi, viene attivata la cascata biochimica che porta alla coagulazione. Tale processo si suddivide in tre fasi: piastrinica, coagulativa e fibrinolitica. Nella tesi viene trattata in dettaglio l’azione degli antiaggreganti piastrinici che appartengono a diverse classi farmacologiche: • Inibitori della cicloossigenasi come l’acido acetilsalicilico che blocca irreversibilmente la COX-1 nelle piastrine; • Antagonisti dei recettori P2Y12 tra cui cangrelor, ticagrelor, elinogrel (antagonisti diretti) e ticlopidina, clopidogrel, prasugrel (antagonisti indiretti), i quali inibiscono l’aggregazione piastrinica ADP-mediata; • Inibitori della fosfodiesterasi 3 (PDE3) come dipiridamolo e cilostazolo, che aumentano i livelli intracellulari di cAMP (antiaggregante piastrinico); • Inibitori del complesso GPIIb/IIIa, essenziale per l’aggregazione piastrinica mediata dal fibrinogeno, come abciximab, eptifibatide e tirofiban. Segue l’esame dei principali farmaci anticoagulanti: • Antagonisti della vitamina K (warfarin, acenocumarolo, fenprocumone), che bloccano l’enzima vitamina K epossido reduttasi evitando così la rigenerazione della vitamina K e impediscono l’attivazione di vari fattori della coagulazione; • Eparine (non frazionata e a basso peso molecolare), che agiscono legando e potenziando l’effetto dell’antitrombina III; • Inibitori diretti della trombina, come dabigatran e bivalirudina, che bloccano direttamente la trombina senza la necessaria presenza dell’antitrombina III; • Inibitori del fattore Xa, come rivaroxaban, apixaban e edoxaban, che inibiscono selettivamente il Fattore Xa. La tesi tratta anche i farmaci fibrinolitici, usati per dissolvere i coaguli già formati. Essi sono suddivisi in selettivi (alteplase, tenecteplase) e non selettivi. Infine, viene fornita una panoramica su molecole ancora in studio clinico come nuovi agenti anticoagulanti aventi lo scopo di migliorare l’efficacia terapeutica e ridurre il rischio di emorragie. Tra di essi saranno trattati il Tecarfarin, l’Abelacimab, il Caplacizumab e l’Asundexian.
Emostasi e la terapia con i farmaci anticoagulanti
VANNI, LUCA
2024/2025
Abstract
RIASSUNTO TESI ANTICOAGULANTI Luca Vanni La tesi affronta il tema dell’emostasi analizzando i meccanismi fisiologici che la caratterizzano, illustrando poi le classi di farmaci anticoagulanti, essenziali per la prevenzione e/o il trattamento delle patologie tromboemboliche. Il processo emostatico permette al sangue di mantenersi fluido nei vasi sanguigni e, solo in caso di lesione degli stessi, viene attivata la cascata biochimica che porta alla coagulazione. Tale processo si suddivide in tre fasi: piastrinica, coagulativa e fibrinolitica. Nella tesi viene trattata in dettaglio l’azione degli antiaggreganti piastrinici che appartengono a diverse classi farmacologiche: • Inibitori della cicloossigenasi come l’acido acetilsalicilico che blocca irreversibilmente la COX-1 nelle piastrine; • Antagonisti dei recettori P2Y12 tra cui cangrelor, ticagrelor, elinogrel (antagonisti diretti) e ticlopidina, clopidogrel, prasugrel (antagonisti indiretti), i quali inibiscono l’aggregazione piastrinica ADP-mediata; • Inibitori della fosfodiesterasi 3 (PDE3) come dipiridamolo e cilostazolo, che aumentano i livelli intracellulari di cAMP (antiaggregante piastrinico); • Inibitori del complesso GPIIb/IIIa, essenziale per l’aggregazione piastrinica mediata dal fibrinogeno, come abciximab, eptifibatide e tirofiban. Segue l’esame dei principali farmaci anticoagulanti: • Antagonisti della vitamina K (warfarin, acenocumarolo, fenprocumone), che bloccano l’enzima vitamina K epossido reduttasi evitando così la rigenerazione della vitamina K e impediscono l’attivazione di vari fattori della coagulazione; • Eparine (non frazionata e a basso peso molecolare), che agiscono legando e potenziando l’effetto dell’antitrombina III; • Inibitori diretti della trombina, come dabigatran e bivalirudina, che bloccano direttamente la trombina senza la necessaria presenza dell’antitrombina III; • Inibitori del fattore Xa, come rivaroxaban, apixaban e edoxaban, che inibiscono selettivamente il Fattore Xa. La tesi tratta anche i farmaci fibrinolitici, usati per dissolvere i coaguli già formati. Essi sono suddivisi in selettivi (alteplase, tenecteplase) e non selettivi. Infine, viene fornita una panoramica su molecole ancora in studio clinico come nuovi agenti anticoagulanti aventi lo scopo di migliorare l’efficacia terapeutica e ridurre il rischio di emorragie. Tra di essi saranno trattati il Tecarfarin, l’Abelacimab, il Caplacizumab e l’Asundexian.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3398