Introduzione Negli ultimi anni la medicina rigenerativa ha aperto nuove frontiere terapeutiche grazie alla scoperta della presenza di cellule staminali nel tessuto adiposo. Questo ha portato a un crescente interesse verso l’utilizzo del grasso autologo non solo come riempitivo, ma anche come strumento in grado di migliorare la qualità dei tessuti danneggiati. In ambito oncologico, tale potenzialità è stata applicata alla ricostruzione mammaria post-mastectomia, contribuendo in modo significativo al benessere psico-fisico delle pazienti. Le tecniche di ricostruzione mammaria si distinguono in autologhe, eterologhe e ibride. Tra le tecniche autologhe, il lipofilling rappresenta oggi una strategia largamente utilizzata. L’obiettivo di questo studio è confrontare l’efficacia della ricostruzione con tessuto adiposo fresco con quella del tessuto crioconservato, grazie alla recente possibilità di conservare il grasso in modo sicuro e certificato presso la Banca dei tessuti di Cesena, ad oggi la prima struttura in Europa ad aver ottenuto l’autorizzazione ufficiale per questa procedura. Metodi Lo studio è stato condotto seguendo il modello PICO, confrontando due coorti di pazienti sottoposte a ricostruzione mammaria ibrida (protesi + grasso): un gruppo trattato con tessuto adiposo fresco e un gruppo con tessuto adiposo crioconservato. In quest’ultimo gruppo, già al momento della mastectomia, viene eseguita anche una lipoaspirazione, ovvero un prelievo di tessuto adiposo, seguita da lavaggio, frazionamento in aliquote (80–300 g) e successiva crioconservazione del materiale presso la banca dei tessuti. In seguito, su richiesta del chirurgo e nell’aliquota richiesta dallo stesso, il tessuto adiposo viene scongelato e utilizzato per eseguire il lipofilling in anestesia locale, all’interno di un setting ambulatoriale, senza necessità di accesso alla sala operatoria. Questo approccio è stato confrontato con quello tradizionale, in cui ogni seduta di lipofilling con tessuto fresco richiede un nuovo accesso in sala operatoria con l’impiego di equipaggiamento chirurgico completo e personale dedicato. Il numero medio di sedute per paziente è stato di 2,7. Risultati La percentuale di riassorbimento adiposo, analoga nei due gruppi, si è stabilizzata entro i 2 mesi dal trattamento (30-40%). In entrambi i gruppi è stato osservato un miglioramento del risultato ricostruttivo. Il tessuto adiposo ha contribuito in particolare a migliorare la qualità cutanea in termini di elasticità, plicabilità e attenuazione dei danni post-attinici, come eritema e teleangectasie, senza evidenziare differenze significative tra tessuto fresco e crioconservato. Quest’ultimo si è dunque dimostrato clinicamente non inferiore. Discussione L’introduzione della crioconservazione del grasso permette di trasformare una procedura tradizionalmente eseguita in sala operatoria in un trattamento ambulatoriale, riducendo significativamente i costi per il Servizio Sanitario Nazionale e liberando tempo-sala per interventi maggiori. Inoltre, si riduce il disagio anestesiologico per la paziente, concentrando il prelievo in un unico momento intraoperatorio. Questo approccio rappresenta un’evoluzione concreta nella gestione integrata della ricostruzione mammaria.

GRASSO E CRIOCONSERVAZIONE: MODALITA’ E SPECIFICITA’ DEGLI UTILIZZI NELLA RICOSTRUZIONE MAMMARIA

NICOSIA, CLAUDIA
2024/2025

Abstract

Introduzione Negli ultimi anni la medicina rigenerativa ha aperto nuove frontiere terapeutiche grazie alla scoperta della presenza di cellule staminali nel tessuto adiposo. Questo ha portato a un crescente interesse verso l’utilizzo del grasso autologo non solo come riempitivo, ma anche come strumento in grado di migliorare la qualità dei tessuti danneggiati. In ambito oncologico, tale potenzialità è stata applicata alla ricostruzione mammaria post-mastectomia, contribuendo in modo significativo al benessere psico-fisico delle pazienti. Le tecniche di ricostruzione mammaria si distinguono in autologhe, eterologhe e ibride. Tra le tecniche autologhe, il lipofilling rappresenta oggi una strategia largamente utilizzata. L’obiettivo di questo studio è confrontare l’efficacia della ricostruzione con tessuto adiposo fresco con quella del tessuto crioconservato, grazie alla recente possibilità di conservare il grasso in modo sicuro e certificato presso la Banca dei tessuti di Cesena, ad oggi la prima struttura in Europa ad aver ottenuto l’autorizzazione ufficiale per questa procedura. Metodi Lo studio è stato condotto seguendo il modello PICO, confrontando due coorti di pazienti sottoposte a ricostruzione mammaria ibrida (protesi + grasso): un gruppo trattato con tessuto adiposo fresco e un gruppo con tessuto adiposo crioconservato. In quest’ultimo gruppo, già al momento della mastectomia, viene eseguita anche una lipoaspirazione, ovvero un prelievo di tessuto adiposo, seguita da lavaggio, frazionamento in aliquote (80–300 g) e successiva crioconservazione del materiale presso la banca dei tessuti. In seguito, su richiesta del chirurgo e nell’aliquota richiesta dallo stesso, il tessuto adiposo viene scongelato e utilizzato per eseguire il lipofilling in anestesia locale, all’interno di un setting ambulatoriale, senza necessità di accesso alla sala operatoria. Questo approccio è stato confrontato con quello tradizionale, in cui ogni seduta di lipofilling con tessuto fresco richiede un nuovo accesso in sala operatoria con l’impiego di equipaggiamento chirurgico completo e personale dedicato. Il numero medio di sedute per paziente è stato di 2,7. Risultati La percentuale di riassorbimento adiposo, analoga nei due gruppi, si è stabilizzata entro i 2 mesi dal trattamento (30-40%). In entrambi i gruppi è stato osservato un miglioramento del risultato ricostruttivo. Il tessuto adiposo ha contribuito in particolare a migliorare la qualità cutanea in termini di elasticità, plicabilità e attenuazione dei danni post-attinici, come eritema e teleangectasie, senza evidenziare differenze significative tra tessuto fresco e crioconservato. Quest’ultimo si è dunque dimostrato clinicamente non inferiore. Discussione L’introduzione della crioconservazione del grasso permette di trasformare una procedura tradizionalmente eseguita in sala operatoria in un trattamento ambulatoriale, riducendo significativamente i costi per il Servizio Sanitario Nazionale e liberando tempo-sala per interventi maggiori. Inoltre, si riduce il disagio anestesiologico per la paziente, concentrando il prelievo in un unico momento intraoperatorio. Questo approccio rappresenta un’evoluzione concreta nella gestione integrata della ricostruzione mammaria.
2024
Lipofilling
Crioconservazione
Ricostruz. mammaria
Tessuto adiposo
Cellule staminali
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Nicosia.Claudia.pdf

accesso aperto

Dimensione 3.07 MB
Formato Adobe PDF
3.07 MB Adobe PDF Visualizza/Apri

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3409