Il Garda Youth Diversion Programme (GYDP) rappresenta il principale programma di giustizia riparativa per i minori autori di reato nella Repubblica d’Irlanda. Introdotto dalla Parte 4 del Children Act irlandese del 2001, il Programma consente alla polizia nazionale – An Garda Síochána – di ammonire i giovani di età compresa tra i dodici e diciassette anni (e, in alcuni casi, anche a partire dai dieci anni), offrendo loro un’alternativa al procedimento penale attraverso un percorso supervisionato, basato su interventi di tipo riparativo e riabilitativo. Il GYDP riflette l’impegno dell’Irlanda nell’adottare risposte al reato minorile di tipo non detentivo e orientato allo sviluppo individuale, fondandosi su principi cardine quali l’intervento precoce, la responsabilizzazione del minore e il sostegno comunitario. La presente tesi indaga l’efficacia del GYDP, analizzando le esperienze e le prospettive di membri di An Garda Síochána direttamente coinvolti nella sua attuazione. Sono state condotte cinque interviste approfondite con ufficiali irlandesi che ricoprono ruoli differenti all’interno del Programma, tra cui due Juvenile Liaison Officers (JLOs), un sergente supervisore, un’ex direttrice del Programma e un poliziotto coinvolto nell’elaborazione di strategie nazionali e nella collaborazione interdipartimentale in materia di politiche alternative al procedimento penale per minori. La ricerca adotta un approccio qualitativo e interpretativo, fondato su un’epistemologia costruttivista che privilegia il significato contestuale, le esperienze vissute e l’interpretazione soggettiva. L’analisi tematica delle interviste condotte ha evidenziato una comprensione condivisa degli obiettivi del Programma, in particolare del suo ruolo nella prevenzione della criminalizzazione, nella promozione del cambiamento comportamentale e nell’offerta di una seconda possibilità ai giovani coinvolti in reati. Gli intervistati hanno individuato con coerenza alcuni indicatori chiave dell’efficacia del Programma, tra cui la riduzione del tasso di recidiva, il coinvolgimento delle famiglie e il miglioramento delle condizioni sociali ed educative. Tuttavia, i dati raccolti hanno anche messo in luce significative criticità, quali la discontinuità nella collaborazione interistituzionale, la carenza di servizi specializzati (soprattutto per i minori affetti da problematiche di salute mentale) e limiti sistemici legati ad ambiguità normative e risorse insufficienti. I casi concreti riportati dagli operatori intervistati evidenziano al contempo il potenziale trasformativo del Programma e le difficoltà operative quotidiane legate alla sua implementazione, soprattutto nei contesti segnati da forte deprivazione socioeconomica e dalla presenza di sottoculture criminali. Questo studio contribuisce al dibattito accademico sulla giustizia minorile, offrendo uno sguardo empirico sulle modalità attraverso le quali gli ideali di policy vengono tradotti nella prassi. La ricerca, infine, propone una valutazione critica dei punti di forza e delle debolezze del modello irlandese, formulando raccomandazioni per migliorare il coordinamento interistituzionale, chiarire il quadro normativo e ampliare le risorse a disposizione per i giovani a rischio.

The Garda Youth Diversion Programme (GYDP) is the main diversionary mechanism for juvenile offenders in the Republic of Ireland. Introduced under Part 4 of the Irish Children Act 2001, the Programme enables the national police force – An Garda Síochána – to caution young people between the ages of twelve and seventeen (and in some cases as young as ten), offering them an alternative to prosecution through supervised engagement with restorative and rehabilitative interventions. The GYDP reflects Ireland’s commitment to non-custodial, developmentally informed responses to juvenile offending and is grounded in principles of early intervention, offender accountability and community-based support. This thesis investigates the effectiveness of the GYDP by analysing the experiences and perspectives of Garda members directly involved in its implementation. Five in-depth interviews were conducted with Irish officers occupying different roles within the Programme, including two Juvenile Liaison Officers (JLOs), a supervising Garda Seargent, a former Director of the Programme and a national policy coordinator. The aim was to explore how ‘success’ in youth diversion is defined and measured from the standpoint of professionals working at different levels of the system. The research adopts a qualitative and interpretive approach, guided by a constructivist epistemology that prioritises contextual meaning, lived realities and subjective interpretation. Thematic analysis of the interview transcripts revealed shared understandings of the Programme’s aims, particularly its role in preventing criminalisation, promoting behavioural change and providing second chances to young people. Interviewees consistently identified the importance of non-reoffending, family involvement and improved social and educational outcomes as key indicators of the Programme’s effectiveness. However, the data also pointed to significant limitations, including inconsistent inter-agency collaboration, a lack of specialised support services (especially for young people with mental health difficulties) and systemic constraints such as legislative ambiguity and under-resourcing. Case examples shared by participants highlighted both the transformative potential of the Programme and the persistent challenges faced by Garda members working with high-risk youth populations, especially in areas affected by social deprivation and criminal subcultures. The study contributes to academic debates on youth justice by offering practitioner-based insights into how policy ideals are translated in operational contexts. Finally, it critically evaluates the Irish model’s strengths and limitations and concludes by offering policy recommendations to improve inter-agency coordination, clarify legal provisions and expand the resources available for at-risk youth.

The Garda Youth Diversion Programme: A Qualitative Evaluation of its Effectiveness in Preventing Juvenile Offending in Ireland

FRANCIOSO, FRANCESCA
2024/2025

Abstract

Il Garda Youth Diversion Programme (GYDP) rappresenta il principale programma di giustizia riparativa per i minori autori di reato nella Repubblica d’Irlanda. Introdotto dalla Parte 4 del Children Act irlandese del 2001, il Programma consente alla polizia nazionale – An Garda Síochána – di ammonire i giovani di età compresa tra i dodici e diciassette anni (e, in alcuni casi, anche a partire dai dieci anni), offrendo loro un’alternativa al procedimento penale attraverso un percorso supervisionato, basato su interventi di tipo riparativo e riabilitativo. Il GYDP riflette l’impegno dell’Irlanda nell’adottare risposte al reato minorile di tipo non detentivo e orientato allo sviluppo individuale, fondandosi su principi cardine quali l’intervento precoce, la responsabilizzazione del minore e il sostegno comunitario. La presente tesi indaga l’efficacia del GYDP, analizzando le esperienze e le prospettive di membri di An Garda Síochána direttamente coinvolti nella sua attuazione. Sono state condotte cinque interviste approfondite con ufficiali irlandesi che ricoprono ruoli differenti all’interno del Programma, tra cui due Juvenile Liaison Officers (JLOs), un sergente supervisore, un’ex direttrice del Programma e un poliziotto coinvolto nell’elaborazione di strategie nazionali e nella collaborazione interdipartimentale in materia di politiche alternative al procedimento penale per minori. La ricerca adotta un approccio qualitativo e interpretativo, fondato su un’epistemologia costruttivista che privilegia il significato contestuale, le esperienze vissute e l’interpretazione soggettiva. L’analisi tematica delle interviste condotte ha evidenziato una comprensione condivisa degli obiettivi del Programma, in particolare del suo ruolo nella prevenzione della criminalizzazione, nella promozione del cambiamento comportamentale e nell’offerta di una seconda possibilità ai giovani coinvolti in reati. Gli intervistati hanno individuato con coerenza alcuni indicatori chiave dell’efficacia del Programma, tra cui la riduzione del tasso di recidiva, il coinvolgimento delle famiglie e il miglioramento delle condizioni sociali ed educative. Tuttavia, i dati raccolti hanno anche messo in luce significative criticità, quali la discontinuità nella collaborazione interistituzionale, la carenza di servizi specializzati (soprattutto per i minori affetti da problematiche di salute mentale) e limiti sistemici legati ad ambiguità normative e risorse insufficienti. I casi concreti riportati dagli operatori intervistati evidenziano al contempo il potenziale trasformativo del Programma e le difficoltà operative quotidiane legate alla sua implementazione, soprattutto nei contesti segnati da forte deprivazione socioeconomica e dalla presenza di sottoculture criminali. Questo studio contribuisce al dibattito accademico sulla giustizia minorile, offrendo uno sguardo empirico sulle modalità attraverso le quali gli ideali di policy vengono tradotti nella prassi. La ricerca, infine, propone una valutazione critica dei punti di forza e delle debolezze del modello irlandese, formulando raccomandazioni per migliorare il coordinamento interistituzionale, chiarire il quadro normativo e ampliare le risorse a disposizione per i giovani a rischio.
2024
The Garda Youth Diversion Programme (GYDP) is the main diversionary mechanism for juvenile offenders in the Republic of Ireland. Introduced under Part 4 of the Irish Children Act 2001, the Programme enables the national police force – An Garda Síochána – to caution young people between the ages of twelve and seventeen (and in some cases as young as ten), offering them an alternative to prosecution through supervised engagement with restorative and rehabilitative interventions. The GYDP reflects Ireland’s commitment to non-custodial, developmentally informed responses to juvenile offending and is grounded in principles of early intervention, offender accountability and community-based support. This thesis investigates the effectiveness of the GYDP by analysing the experiences and perspectives of Garda members directly involved in its implementation. Five in-depth interviews were conducted with Irish officers occupying different roles within the Programme, including two Juvenile Liaison Officers (JLOs), a supervising Garda Seargent, a former Director of the Programme and a national policy coordinator. The aim was to explore how ‘success’ in youth diversion is defined and measured from the standpoint of professionals working at different levels of the system. The research adopts a qualitative and interpretive approach, guided by a constructivist epistemology that prioritises contextual meaning, lived realities and subjective interpretation. Thematic analysis of the interview transcripts revealed shared understandings of the Programme’s aims, particularly its role in preventing criminalisation, promoting behavioural change and providing second chances to young people. Interviewees consistently identified the importance of non-reoffending, family involvement and improved social and educational outcomes as key indicators of the Programme’s effectiveness. However, the data also pointed to significant limitations, including inconsistent inter-agency collaboration, a lack of specialised support services (especially for young people with mental health difficulties) and systemic constraints such as legislative ambiguity and under-resourcing. Case examples shared by participants highlighted both the transformative potential of the Programme and the persistent challenges faced by Garda members working with high-risk youth populations, especially in areas affected by social deprivation and criminal subcultures. The study contributes to academic debates on youth justice by offering practitioner-based insights into how policy ideals are translated in operational contexts. Finally, it critically evaluates the Irish model’s strengths and limitations and concludes by offering policy recommendations to improve inter-agency coordination, clarify legal provisions and expand the resources available for at-risk youth.
Youth offending
Diversion programme
Restorative justice
Youth justice
Criminology
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