La presente tesi analizza l’evoluzione giuridica degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), indagando il delicato equilibrio tra progresso scientifico e regolamentazione normativa. In un contesto in cui l’innovazione biotecnologica avanza a ritmi sostenuti, il diritto si trova spesso in una posizione reattiva, chiamato a disciplinare fenomeni scientifici in continua trasformazione. L’obiettivo è quello di delineare un quadro organico della normativa europea e internazionale in materia di OGM, evidenziando le principali criticità, le divergenze tra ordinamenti e le tensioni emerse tra principi giuridici, esigenze economiche, sicurezza alimentare e precauzione ambientale.La metodologia adottata combina un’analisi normativa e giurisprudenziale con un approfondimento dottrinale e scientifico, includendo un approccio comparatistico volto a esaminare le differenti soluzioni adottate a livello internazionale. Dopo una ricostruzione della disciplina degli OGM, con particolare riferimento alla direttiva 2001/18/CE e ai regolamenti 1829/2003 e 1830/2003, si analizzano le problematiche legate alla coesistenza tra coltivazioni, all’etichettatura, alla tracciabilità e alle clausole di salvaguardia. Una parte rilevante è dedicata al rapporto tra diritto e scienza, con attenzione alla percezione sociale degli OGM, alla brevettabilità, all’asimmetria tra approvazioni regolatorie e alle differenze tra l’approccio europeo e quello americano. La terza parte della tesi è focalizzata sulle TEA, con particolare riferimento alla tecnica CRISPR-Cas9. Vengono esaminate le sentenze C-528/16 e C-688/21 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la recente proposta di regolamento europeo per le nuove tecniche genomiche. La trattazione si conclude con una riflessione sulle sfide future in ambito agroalimentare e sulla necessità di un sistema normativo capace di distinguere in modo coerente le TEA dagli OGM “di prima generazione”, in un’ottica di equilibrio tra innovazione, sostenibilità e tutela dei diritti fondamentali. Le conclusioni mettono in evidenza la necessità di un diritto più dinamico e aperto al dialogo interdisciplinare, capace di accompagnare l’innovazione scientifica senza rinunciare ai principi fondamentali dell’ordinamento. In particolare, si propone un superamento delle rigidità attuali attraverso un aggiornamento normativo che tenga conto delle peculiarità tecniche delle TEA, promuovendo una regolamentazione proporzionata, fondata sull’evidenza scientifica e rispettosa della diversità degli ordinamenti giuridici nazionali.

Gli OGM e le TEA tra evoluzione scientifica ed evoluzione giuridica

GABRIELI, BIAGIO
2024/2025

Abstract

La presente tesi analizza l’evoluzione giuridica degli Organismi Geneticamente Modificati (OGM) e delle Tecniche di Evoluzione Assistita (TEA), indagando il delicato equilibrio tra progresso scientifico e regolamentazione normativa. In un contesto in cui l’innovazione biotecnologica avanza a ritmi sostenuti, il diritto si trova spesso in una posizione reattiva, chiamato a disciplinare fenomeni scientifici in continua trasformazione. L’obiettivo è quello di delineare un quadro organico della normativa europea e internazionale in materia di OGM, evidenziando le principali criticità, le divergenze tra ordinamenti e le tensioni emerse tra principi giuridici, esigenze economiche, sicurezza alimentare e precauzione ambientale.La metodologia adottata combina un’analisi normativa e giurisprudenziale con un approfondimento dottrinale e scientifico, includendo un approccio comparatistico volto a esaminare le differenti soluzioni adottate a livello internazionale. Dopo una ricostruzione della disciplina degli OGM, con particolare riferimento alla direttiva 2001/18/CE e ai regolamenti 1829/2003 e 1830/2003, si analizzano le problematiche legate alla coesistenza tra coltivazioni, all’etichettatura, alla tracciabilità e alle clausole di salvaguardia. Una parte rilevante è dedicata al rapporto tra diritto e scienza, con attenzione alla percezione sociale degli OGM, alla brevettabilità, all’asimmetria tra approvazioni regolatorie e alle differenze tra l’approccio europeo e quello americano. La terza parte della tesi è focalizzata sulle TEA, con particolare riferimento alla tecnica CRISPR-Cas9. Vengono esaminate le sentenze C-528/16 e C-688/21 della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e la recente proposta di regolamento europeo per le nuove tecniche genomiche. La trattazione si conclude con una riflessione sulle sfide future in ambito agroalimentare e sulla necessità di un sistema normativo capace di distinguere in modo coerente le TEA dagli OGM “di prima generazione”, in un’ottica di equilibrio tra innovazione, sostenibilità e tutela dei diritti fondamentali. Le conclusioni mettono in evidenza la necessità di un diritto più dinamico e aperto al dialogo interdisciplinare, capace di accompagnare l’innovazione scientifica senza rinunciare ai principi fondamentali dell’ordinamento. In particolare, si propone un superamento delle rigidità attuali attraverso un aggiornamento normativo che tenga conto delle peculiarità tecniche delle TEA, promuovendo una regolamentazione proporzionata, fondata sull’evidenza scientifica e rispettosa della diversità degli ordinamenti giuridici nazionali.
2024
OGM
TEA
NGT
Diritto e scienza
Diritto alimentare
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