Il presente lavoro di tesi analizza l’efficacia del Metodo Rapizza dal punto di vista della pedagogia speciale e della didattica per l’inclusione, attraverso una ricerca sperimentale condotta in due scuole del territorio mantovano: la scuola dell’infanzia “Treves” di Porto Mantovano e la scuola primaria “Rita Levi Montalcini” di San Giorgio. Il Metodo Rapizza, teorizzato da Maria Silvia Rapizza negli anni Cinquanta, si fonda su un approccio didattico che pone al centro il corpo, il movimento e la gestione dello spazio, ritenuti prerequisiti fondamentali per l’apprendimento della letto-scrittura e delle abilità logico-matematiche. Pur essendo ancora poco conosciuto e scarsamente documentato nella letteratura scientifica, il metodo presenta interessanti punti di contatto con approcci contemporanei, come l’Embodied Cognition, le neuroscienze e il paradigma bio-psico-sociale dell’ICF. La ricerca ha avuto un impianto non rigoroso di tipo esplorativo rispetto al metodo e si è basata su osservazioni sistematiche in itinere, check-list degli obiettivi di apprendimento e questionari somministrati prima e dopo le attività. Le attività progettate nelle due scuole si sono sviluppate attorno all’idea di “leggere e scrivere con il corpo e il movimento”, attraverso l’utilizzo di andature filogenetiche, giochi motori strutturati e il “Quadrante Terzi”, uno strumento simbolico-motorio centrale nel metodo. In particolare, è stato osservato l’impatto di queste attività sull’inclusione e sull’apprendimento dei bambini, con particolare attenzione a quelli con bisogni educativi speciali (BES). I risultati ottenuti mostrano come il metodo favorisca l’inclusione scolastica: le attività proposte si sono dimostrate accessibili e coinvolgenti per tutti, anche per gli alunni con fragilità, permettendo loro di rimanere nel gruppo sezione/classe e partecipare attivamente alle attività, pur con tempi talvolta più lunghi per raggiungere gli stessi obiettivi. Il metodo ha quindi dimostrato di sostenere una didattica inclusiva non solo nei principi, ma nella pratica quotidiana, valorizzando le differenze e riducendo il bisogno di personalizzazioni e/o individualizzazione. L’approccio corporeo e multisensoriale ha stimolato lo sviluppo di competenze motorie, cognitive, relazionali e linguistiche, evidenziando un miglioramento generale nei livelli di attenzione, nella consapevolezza corporea e nella partecipazione. La tesi si compone di tre capitoli: il primo è dedicato alla definizione teorica del metodo e ai suoi legami con le recenti acquisizioni neuroscientifiche e psicopedagogiche; il secondo presenta la ricerca svolta nei due plessi, descrivendo contesto, obiettivi, attività e strumenti utilizzati; il terzo analizza i risultati emersi e propone uno sviluppo del metodo in ambito scolastico. L’esperienza svolta dimostra come il Metodo Rapizza, pur con i suoi limiti, possa rappresentare una risorsa concreta per una scuola più inclusiva, attenta ai tempi e ai bisogni di ciascun alunno.

Il Metodo Rapizza: tra teoria e prassi nelle scuole del territorio mantovano.

INCONTRI, ARIANNA
2024/2025

Abstract

Il presente lavoro di tesi analizza l’efficacia del Metodo Rapizza dal punto di vista della pedagogia speciale e della didattica per l’inclusione, attraverso una ricerca sperimentale condotta in due scuole del territorio mantovano: la scuola dell’infanzia “Treves” di Porto Mantovano e la scuola primaria “Rita Levi Montalcini” di San Giorgio. Il Metodo Rapizza, teorizzato da Maria Silvia Rapizza negli anni Cinquanta, si fonda su un approccio didattico che pone al centro il corpo, il movimento e la gestione dello spazio, ritenuti prerequisiti fondamentali per l’apprendimento della letto-scrittura e delle abilità logico-matematiche. Pur essendo ancora poco conosciuto e scarsamente documentato nella letteratura scientifica, il metodo presenta interessanti punti di contatto con approcci contemporanei, come l’Embodied Cognition, le neuroscienze e il paradigma bio-psico-sociale dell’ICF. La ricerca ha avuto un impianto non rigoroso di tipo esplorativo rispetto al metodo e si è basata su osservazioni sistematiche in itinere, check-list degli obiettivi di apprendimento e questionari somministrati prima e dopo le attività. Le attività progettate nelle due scuole si sono sviluppate attorno all’idea di “leggere e scrivere con il corpo e il movimento”, attraverso l’utilizzo di andature filogenetiche, giochi motori strutturati e il “Quadrante Terzi”, uno strumento simbolico-motorio centrale nel metodo. In particolare, è stato osservato l’impatto di queste attività sull’inclusione e sull’apprendimento dei bambini, con particolare attenzione a quelli con bisogni educativi speciali (BES). I risultati ottenuti mostrano come il metodo favorisca l’inclusione scolastica: le attività proposte si sono dimostrate accessibili e coinvolgenti per tutti, anche per gli alunni con fragilità, permettendo loro di rimanere nel gruppo sezione/classe e partecipare attivamente alle attività, pur con tempi talvolta più lunghi per raggiungere gli stessi obiettivi. Il metodo ha quindi dimostrato di sostenere una didattica inclusiva non solo nei principi, ma nella pratica quotidiana, valorizzando le differenze e riducendo il bisogno di personalizzazioni e/o individualizzazione. L’approccio corporeo e multisensoriale ha stimolato lo sviluppo di competenze motorie, cognitive, relazionali e linguistiche, evidenziando un miglioramento generale nei livelli di attenzione, nella consapevolezza corporea e nella partecipazione. La tesi si compone di tre capitoli: il primo è dedicato alla definizione teorica del metodo e ai suoi legami con le recenti acquisizioni neuroscientifiche e psicopedagogiche; il secondo presenta la ricerca svolta nei due plessi, descrivendo contesto, obiettivi, attività e strumenti utilizzati; il terzo analizza i risultati emersi e propone uno sviluppo del metodo in ambito scolastico. L’esperienza svolta dimostra come il Metodo Rapizza, pur con i suoi limiti, possa rappresentare una risorsa concreta per una scuola più inclusiva, attenta ai tempi e ai bisogni di ciascun alunno.
2024
Metodo Rapizza
inclusione
apprendimento
corpo - mente
ambiente
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