Lo spazio è tutto ciò che ci circonda. In ambito educativo non è più possibile disgiungerlo da ciò che permane al suo interno. È stato infatti dimostrato come l’ambiente di apprendimento rivesta un ruolo fondamentale all’interno della didattica scolastica. A sostegno di ciò Castoldi nella definizione delle dimensioni della didattica, inserisce anche quella organizzativa che si struttura attraverso l’organizzazione del setting formativo. Nonostante ciò, emerge come, lo spazio, sia tutt’oggi considerato ancora marginalmente, sia all’interno delle leggi che regolano le direttive scolastiche, sia per quanto concerne l’applicazione pratica di organizzazione e gestione dello spazio e degli arredi all’interno delle scuole. Le quali spesso presentano ancora luoghi non del tutto idonei rispetto all’avanzamento della didattica, con un mobilio scarno e spesso antiquato. Le aule, spazio educativo per eccellenza, necessitano di una revisione improntata sulla necessità di poter attuare un modello educativo che segua e risponda ai bisogni del bambino, con l’obiettivo di accompagnare, attraverso una didattica attiva, il suo sviluppo sociale, cognitivo e affettivo rispettando i suoi tempi e le sue tappe, sia a livello cognitivo che emotivo e sociale. A supporto di ciò si è scelto di affiancare alla digressione sul concetto di spazio, sulla sua definizione e sul suo rapporto con la didattica, una riflessione legata al metodo montessoriano, esplicitandone i tratti più salienti, soprattutto in relazione all’ambiente di apprendimento, ma anche al mobilio e ai materiali, fulcro della metodologia. La riflessione sul metodo vuole fungere da spunto per ripensare a una organizzazione dello spazio in funzione delle necessità del bambino. Nel primo capitolo si cerca di attribuire un significato al termine spazio attraverso l’analisi di alcune definizioni presenti sia nei vocabolari italiani, sia in alcuni dizionari pedagogici. In seguito, viene esplicato come lo spazio sia considerato all’interno delle leggi. Infine, all’interno del capitolo viene riportata la storia dell’aula, degli arredi scolastici e del banco. Nel secondo capitolo viene eseguita una digressione sulla relazione e il rapporto che intercorre tra spazio e didattica. Nel terzo capitolo ci si è concentrati sull’esposizione del metodo Montessori, riportandone i tratti caratteristici. In particolare, ci si è soffermati sulla descrizione e l’analisi dell’ambiente e dei materiali sia per quanto concerne la scuola Primaria, sia per la scuola dell’infanzia, esplicata, all’interno del metodo, attraverso la Casa dei Bambini. Nel quarto capitolo si è definita l’applicazione del metodo in relazione ai nostri giorni e al panorama internazionale. In particolare, vengono riportati alcuni riferimenti teorici emersi da una serie di ricerche volte a sottolineare la positività dell’applicazione. Anche in Italia è stata eseguita una ricerca effettuata all’interno dei due istituti comprensivi della provincia di Trento relativa all’applicazione sperimentale di alcune classi a metodo. Per concludere, si è deciso di presentare il plesso statale a metodo: Flaminia Guidi, come esempio di organizzazione degli spazi secondo il metodo montessoriano all’interno della scuola statale.
Il ruolo dello spazio nella progettazione educativa: uno sguardo alla pedagogia di Maria Montessori tra passato, presente e futuro
BONINI, CAROLINA
2024/2025
Abstract
Lo spazio è tutto ciò che ci circonda. In ambito educativo non è più possibile disgiungerlo da ciò che permane al suo interno. È stato infatti dimostrato come l’ambiente di apprendimento rivesta un ruolo fondamentale all’interno della didattica scolastica. A sostegno di ciò Castoldi nella definizione delle dimensioni della didattica, inserisce anche quella organizzativa che si struttura attraverso l’organizzazione del setting formativo. Nonostante ciò, emerge come, lo spazio, sia tutt’oggi considerato ancora marginalmente, sia all’interno delle leggi che regolano le direttive scolastiche, sia per quanto concerne l’applicazione pratica di organizzazione e gestione dello spazio e degli arredi all’interno delle scuole. Le quali spesso presentano ancora luoghi non del tutto idonei rispetto all’avanzamento della didattica, con un mobilio scarno e spesso antiquato. Le aule, spazio educativo per eccellenza, necessitano di una revisione improntata sulla necessità di poter attuare un modello educativo che segua e risponda ai bisogni del bambino, con l’obiettivo di accompagnare, attraverso una didattica attiva, il suo sviluppo sociale, cognitivo e affettivo rispettando i suoi tempi e le sue tappe, sia a livello cognitivo che emotivo e sociale. A supporto di ciò si è scelto di affiancare alla digressione sul concetto di spazio, sulla sua definizione e sul suo rapporto con la didattica, una riflessione legata al metodo montessoriano, esplicitandone i tratti più salienti, soprattutto in relazione all’ambiente di apprendimento, ma anche al mobilio e ai materiali, fulcro della metodologia. La riflessione sul metodo vuole fungere da spunto per ripensare a una organizzazione dello spazio in funzione delle necessità del bambino. Nel primo capitolo si cerca di attribuire un significato al termine spazio attraverso l’analisi di alcune definizioni presenti sia nei vocabolari italiani, sia in alcuni dizionari pedagogici. In seguito, viene esplicato come lo spazio sia considerato all’interno delle leggi. Infine, all’interno del capitolo viene riportata la storia dell’aula, degli arredi scolastici e del banco. Nel secondo capitolo viene eseguita una digressione sulla relazione e il rapporto che intercorre tra spazio e didattica. Nel terzo capitolo ci si è concentrati sull’esposizione del metodo Montessori, riportandone i tratti caratteristici. In particolare, ci si è soffermati sulla descrizione e l’analisi dell’ambiente e dei materiali sia per quanto concerne la scuola Primaria, sia per la scuola dell’infanzia, esplicata, all’interno del metodo, attraverso la Casa dei Bambini. Nel quarto capitolo si è definita l’applicazione del metodo in relazione ai nostri giorni e al panorama internazionale. In particolare, vengono riportati alcuni riferimenti teorici emersi da una serie di ricerche volte a sottolineare la positività dell’applicazione. Anche in Italia è stata eseguita una ricerca effettuata all’interno dei due istituti comprensivi della provincia di Trento relativa all’applicazione sperimentale di alcune classi a metodo. Per concludere, si è deciso di presentare il plesso statale a metodo: Flaminia Guidi, come esempio di organizzazione degli spazi secondo il metodo montessoriano all’interno della scuola statale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3471