Il presente elaborato ha origine dalla volontà di mettere in luce il prezioso contributo fornito da Loris Malaguzzi a tutte le persone coinvolte in ambito educativo e pedagogico e dalla mia convinzione secondo la quale sia fondamentale poter conoscere il nostro passato al fine di promuovere un cambiamento significativo nel futuro. Quello che mi affascinò studiando e scoprendo la storia del pedagogista fu la sua completa dedizione nei confronti dei bambini e delle bambine e come, nonostante abbia dovuto affrontare diversi ostacoli, non si sia mai lasciato abbattere bensì abbia sempre cercato di migliorarsi e portare un miglioramento anche agli altri. Sono rimasta inoltre affascinata dalla sua attenzione verso l’altro e anche in ciò che lo differenzia. Egli ha accolto una pedagogia dell’ascolto dove il pensiero viene trattato con serietà e rispetto, in cui si ascoltano le idee e le teorie sia dei bambini che degli adulti respingendo così il concetto di educazione come risultato della trasmissione e della normazione. Come emerge dai racconti delle persone che hanno avuto l’onore di incontrare e conoscere Malaguzzi possiamo evincere che oltre a rappresentare un punto di riferimento nell’ambiente pedagogico ed educativo egli fosse una persona dotata della capacità di trasmettere un modo di intendere il mondo diverso e un coraggio di volerlo vivere e modificare attraverso l’esperienza. Loris Malaguzzi funge ancora oggi da supervisore del modo di educare i bambini e le bambine grazie all’eredità pedagogica che ci ha lasciato. Il primo capitolo presenta la biografia di Loris Malaguzzi con particolare riferimento alle esperienze che maggiormente hanno influenzato la sua vita e il suo pensiero: Sologno, Villa Cella e la Liberazione. Il secondo capitolo presenta i riferimenti che influenzarono il pensiero del pedagogista tra cui Friedrich Fröbel, Jean Piaget, Lev S. Vygotskij, John Dewey e Jerome Bruner. Viene riportata l’immagine di bambino sulla quale si fonda l’intero pensiero di Malaguzzi, la sua concezione di insegnante e infine si presentano gli aspetti caratteristici del suo pensiero tra cui la pedagogia relazionale, la pedagogia dell’ascolto, l’educazione alla pace e i cento linguaggi dei bambini. Il terzo capitolo si concentra innanzitutto sugli accadimenti storici che hanno segnato l’evoluzione del pensiero pedagogico del pedagogista e lo sviluppo del Reggio Emilia Approach. Di conseguenza, viene presentata la storia dell’approccio reggiano con particolare riferimento ai suoi tratti caratteristici che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Successivamente si svolge un approfondimento in merito al ruolo dell’atelier e dell’atelierista all’interno dell’approccio. Il quarto capitolo presenta un approccio che ha origine dal Reggio Approach ovvero il caso di Scuole che Costruiscono: una scuola in rete. Tale progetto ha come fulcro un rapporto diretto con Loris Malaguzzi e nasce a partire dal 2013 all’interno del Quarto Circolo didattico di Piacenza. Da queste valutazioni, sono giunta a comprendere che con i bambini si possono percorrere tante strade, a volte basta girare lo sguardo verso di loro per cogliere nuove prospettive e nuove idee. Raccogliere i pensieri dei bambini e rilanciarli non è né semplice né immediato, ci vuole tempo, ascolto e tanti tentativi. La cosa importante non è trovare le domande perfette ma piuttosto porre attenzione all’entusiasmo con cui le poni e all’interesse autentico che riesci a trasmettere. In questo modo i bambini ti sorprendono con la loro spontaneità e il loro entusiasmo e, alla fine, anche loro ti insegnano a guardare le cose con occhi nuovi.

Loris Malaguzzi e il Reggio Approach: l'esperienza di Scuole che Costruiscono

BERTUZZI, ANNA
2024/2025

Abstract

Il presente elaborato ha origine dalla volontà di mettere in luce il prezioso contributo fornito da Loris Malaguzzi a tutte le persone coinvolte in ambito educativo e pedagogico e dalla mia convinzione secondo la quale sia fondamentale poter conoscere il nostro passato al fine di promuovere un cambiamento significativo nel futuro. Quello che mi affascinò studiando e scoprendo la storia del pedagogista fu la sua completa dedizione nei confronti dei bambini e delle bambine e come, nonostante abbia dovuto affrontare diversi ostacoli, non si sia mai lasciato abbattere bensì abbia sempre cercato di migliorarsi e portare un miglioramento anche agli altri. Sono rimasta inoltre affascinata dalla sua attenzione verso l’altro e anche in ciò che lo differenzia. Egli ha accolto una pedagogia dell’ascolto dove il pensiero viene trattato con serietà e rispetto, in cui si ascoltano le idee e le teorie sia dei bambini che degli adulti respingendo così il concetto di educazione come risultato della trasmissione e della normazione. Come emerge dai racconti delle persone che hanno avuto l’onore di incontrare e conoscere Malaguzzi possiamo evincere che oltre a rappresentare un punto di riferimento nell’ambiente pedagogico ed educativo egli fosse una persona dotata della capacità di trasmettere un modo di intendere il mondo diverso e un coraggio di volerlo vivere e modificare attraverso l’esperienza. Loris Malaguzzi funge ancora oggi da supervisore del modo di educare i bambini e le bambine grazie all’eredità pedagogica che ci ha lasciato. Il primo capitolo presenta la biografia di Loris Malaguzzi con particolare riferimento alle esperienze che maggiormente hanno influenzato la sua vita e il suo pensiero: Sologno, Villa Cella e la Liberazione. Il secondo capitolo presenta i riferimenti che influenzarono il pensiero del pedagogista tra cui Friedrich Fröbel, Jean Piaget, Lev S. Vygotskij, John Dewey e Jerome Bruner. Viene riportata l’immagine di bambino sulla quale si fonda l’intero pensiero di Malaguzzi, la sua concezione di insegnante e infine si presentano gli aspetti caratteristici del suo pensiero tra cui la pedagogia relazionale, la pedagogia dell’ascolto, l’educazione alla pace e i cento linguaggi dei bambini. Il terzo capitolo si concentra innanzitutto sugli accadimenti storici che hanno segnato l’evoluzione del pensiero pedagogico del pedagogista e lo sviluppo del Reggio Emilia Approach. Di conseguenza, viene presentata la storia dell’approccio reggiano con particolare riferimento ai suoi tratti caratteristici che lo hanno reso celebre in tutto il mondo. Successivamente si svolge un approfondimento in merito al ruolo dell’atelier e dell’atelierista all’interno dell’approccio. Il quarto capitolo presenta un approccio che ha origine dal Reggio Approach ovvero il caso di Scuole che Costruiscono: una scuola in rete. Tale progetto ha come fulcro un rapporto diretto con Loris Malaguzzi e nasce a partire dal 2013 all’interno del Quarto Circolo didattico di Piacenza. Da queste valutazioni, sono giunta a comprendere che con i bambini si possono percorrere tante strade, a volte basta girare lo sguardo verso di loro per cogliere nuove prospettive e nuove idee. Raccogliere i pensieri dei bambini e rilanciarli non è né semplice né immediato, ci vuole tempo, ascolto e tanti tentativi. La cosa importante non è trovare le domande perfette ma piuttosto porre attenzione all’entusiasmo con cui le poni e all’interesse autentico che riesci a trasmettere. In questo modo i bambini ti sorprendono con la loro spontaneità e il loro entusiasmo e, alla fine, anche loro ti insegnano a guardare le cose con occhi nuovi.
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