La tesi si propone di esplorare la riflessività come fondamento epistemologico, pedagogico e professionale nel contesto educativo, con particolare attenzione al ruolo strategico del coordinatore pedagogico come mediatore dei processi riflessivi all’interno dell’équipe. In una società attraversata da complessità e trasformazioni continue, la riflessività emerge come competenza essenziale per educatori, insegnanti e pedagogisti, permettendo loro di affrontare situazioni uniche, problematiche e spesso incerte, attraverso un agire consapevole e fondato sull’esperienza Nel primo capitolo si delinea la cornice teorica della riflessività, ponendo le sue radici nell’approccio fenomenologico e nella pedagogia critica. Si valorizza la riflessione come strumento di costruzione del significato dell’esperienza vissuta, capace di contrastare le derive riduzioniste della razionalità tecnica. Il secondo capitolo indaga il rapporto tra teoria e prassi nell’agire professionale, mostrando il superamento della razionalità tecnica a favore della riflessione in azione. Il sapere dell’educatore non è più una semplice applicazione di modelli teorici, ma si costruisce attraverso l’osservazione, l’ascolto e l’elaborazione dei vissuti. La riflessività diviene così una forma di pensiero metacognitivo che permette di leggere la realtà con sguardo critico, decostruire pratiche consolidate e progettare nuovi scenari educativi. Nel terzo capitolo si esplora il ruolo degli strumenti riflessivi e metacognitivi all’interno dell’équipe educativa, evidenziando come la riflessività possa essere documentata, narrata e condivisa. Strumenti come la scrittura riflessiva, il diario di bordo, il ciclo di Gibbs e le mappe concettuali diventano pratiche fondamentali per promuovere una riflessione collettiva e consapevole. Il gruppo di lavoro si configura come uno spazio generativo in cui il confronto tra soggettività attiva percorsi di apprendimento e trasformazione condivisa. Il quarto capitolo analizza la figura del coordinatore pedagogico come mediatore dei processi riflessivi e promotore di una cultura professionale orientata alla qualità educativa. Il coordinatore non agisce solo come figura tecnica e gestionale, ma come facilitatore dei processi formativi, capace di stimolare l’autoriflessione, promuovere il dialogo ed orientare il gruppo educativo verso progettualità condivise e sostenibili. La sua azione si fonda su una visione sistemica e relazionale, in cui la formazione continua si intreccia con il lavoro quotidiano. In conclusione, la riflessività è presentata come una pratica fondativa dell’identità professionale, nonché come strumento di emancipazione individuale e collettiva. La tesi sostiene l’urgenza di valorizzare la dimensione riflessiva nei contesti educativi, riconoscendo il sapere esperienziale degli operatori e promuovendo la costruzione partecipata di saperi nuovi. Il coordinamento pedagogico, in questa prospettiva, diviene leva fondamentale per innescare processi di cambiamento e innovazione.

RIFLESSIVITÀ E COORDINAMENTO PEDAGOGICO: IDENTITÀ PROFESSIONALE E MEDIAZIONE DEI PROCESSI RIFLESSIVI DELL’EQUIPE

TORTOSA, LUISA
2024/2025

Abstract

La tesi si propone di esplorare la riflessività come fondamento epistemologico, pedagogico e professionale nel contesto educativo, con particolare attenzione al ruolo strategico del coordinatore pedagogico come mediatore dei processi riflessivi all’interno dell’équipe. In una società attraversata da complessità e trasformazioni continue, la riflessività emerge come competenza essenziale per educatori, insegnanti e pedagogisti, permettendo loro di affrontare situazioni uniche, problematiche e spesso incerte, attraverso un agire consapevole e fondato sull’esperienza Nel primo capitolo si delinea la cornice teorica della riflessività, ponendo le sue radici nell’approccio fenomenologico e nella pedagogia critica. Si valorizza la riflessione come strumento di costruzione del significato dell’esperienza vissuta, capace di contrastare le derive riduzioniste della razionalità tecnica. Il secondo capitolo indaga il rapporto tra teoria e prassi nell’agire professionale, mostrando il superamento della razionalità tecnica a favore della riflessione in azione. Il sapere dell’educatore non è più una semplice applicazione di modelli teorici, ma si costruisce attraverso l’osservazione, l’ascolto e l’elaborazione dei vissuti. La riflessività diviene così una forma di pensiero metacognitivo che permette di leggere la realtà con sguardo critico, decostruire pratiche consolidate e progettare nuovi scenari educativi. Nel terzo capitolo si esplora il ruolo degli strumenti riflessivi e metacognitivi all’interno dell’équipe educativa, evidenziando come la riflessività possa essere documentata, narrata e condivisa. Strumenti come la scrittura riflessiva, il diario di bordo, il ciclo di Gibbs e le mappe concettuali diventano pratiche fondamentali per promuovere una riflessione collettiva e consapevole. Il gruppo di lavoro si configura come uno spazio generativo in cui il confronto tra soggettività attiva percorsi di apprendimento e trasformazione condivisa. Il quarto capitolo analizza la figura del coordinatore pedagogico come mediatore dei processi riflessivi e promotore di una cultura professionale orientata alla qualità educativa. Il coordinatore non agisce solo come figura tecnica e gestionale, ma come facilitatore dei processi formativi, capace di stimolare l’autoriflessione, promuovere il dialogo ed orientare il gruppo educativo verso progettualità condivise e sostenibili. La sua azione si fonda su una visione sistemica e relazionale, in cui la formazione continua si intreccia con il lavoro quotidiano. In conclusione, la riflessività è presentata come una pratica fondativa dell’identità professionale, nonché come strumento di emancipazione individuale e collettiva. La tesi sostiene l’urgenza di valorizzare la dimensione riflessiva nei contesti educativi, riconoscendo il sapere esperienziale degli operatori e promuovendo la costruzione partecipata di saperi nuovi. Il coordinamento pedagogico, in questa prospettiva, diviene leva fondamentale per innescare processi di cambiamento e innovazione.
2024
Riflessione
Azione
Pratica
Educativa
Azione
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3478