Il presente elaborato si propone di analizzare la personalità del soldato della Prima guerra mondiale, descrivendone il processo di adattamento alle condizioni della guerra moderna. Le principali fonti di riferimento sono stati gli studi di tre tra i più autorevoli studiosi di psicologia del soldato del tempo: Giulio Cesare Ferrari, Agostini Gemelli e Vincenzo Bianchi. Grazie ai risultati delle loro osservazioni condotte sui combattenti al fronte, è stato possibile ricostruire quelli che furono i comportamenti e gli stati d’animo maggiormente diffusi nelle trincee della Grande Guerra. L’ultima parte dello studio si è invece incentrata sull’aspetto della simulazione di sintomi psichiatrici da parte di quei soldati che tentarono di sottrarsi ai pericoli dei combattimenti, analizzando come tale fenomeno sia stato interpretato e perseguito dalla psichiatria militare del tempo, impegnata in una rigorosa ed inflessibile “caccia al simulatore”. A tal riguardo, il percorso di ricerca si è focalizzato sul materiale presente nell'Archivio dell'ex Ospedale psichiatrico S. Lazzaro di Reggio Emilia, istituto che, a partire dal 1° Gennaio 1918, affiancò e collaborò attivamente con il Centro Neuropsichiatrico Militare di I Raccolta diretto da Placido Consiglio. Lo studio del Carteggio della Direzione, conservato nell’Archivio, ha permesso di individuare il numero di soldati che nel 1918, a seguito del ricovero e della relative osservazioni, furono identificati come simulatori e, di conseguenza, trasferiti alla Carceri militari o ai tribunali di guerra delle diverse Armate.

La coscienza di trincea: il processo di auto-ridefinizione dell’Io del soldato della Grande Guerra.

TOSI, SILVIA
2024/2025

Abstract

Il presente elaborato si propone di analizzare la personalità del soldato della Prima guerra mondiale, descrivendone il processo di adattamento alle condizioni della guerra moderna. Le principali fonti di riferimento sono stati gli studi di tre tra i più autorevoli studiosi di psicologia del soldato del tempo: Giulio Cesare Ferrari, Agostini Gemelli e Vincenzo Bianchi. Grazie ai risultati delle loro osservazioni condotte sui combattenti al fronte, è stato possibile ricostruire quelli che furono i comportamenti e gli stati d’animo maggiormente diffusi nelle trincee della Grande Guerra. L’ultima parte dello studio si è invece incentrata sull’aspetto della simulazione di sintomi psichiatrici da parte di quei soldati che tentarono di sottrarsi ai pericoli dei combattimenti, analizzando come tale fenomeno sia stato interpretato e perseguito dalla psichiatria militare del tempo, impegnata in una rigorosa ed inflessibile “caccia al simulatore”. A tal riguardo, il percorso di ricerca si è focalizzato sul materiale presente nell'Archivio dell'ex Ospedale psichiatrico S. Lazzaro di Reggio Emilia, istituto che, a partire dal 1° Gennaio 1918, affiancò e collaborò attivamente con il Centro Neuropsichiatrico Militare di I Raccolta diretto da Placido Consiglio. Lo studio del Carteggio della Direzione, conservato nell’Archivio, ha permesso di individuare il numero di soldati che nel 1918, a seguito del ricovero e della relative osservazioni, furono identificati come simulatori e, di conseguenza, trasferiti alla Carceri militari o ai tribunali di guerra delle diverse Armate.
2024
Grande Guerra
Psicologia militare
Psichiatria militare
Simulatori
Reggio Emilia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3492