Il glioblastoma multiforme (GBM) rappresenta uno dei tumori celebrali più aggressivi caratterizzato da spiccata invasività e notevole resistenza ai trattamenti standard, quali chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Si distingue inoltre per la sua notevole eterogeneità che lo rende uno dei tumori con più basso tasso di sopravvivenza. Una delle principali sfide terapeutiche è rappresentata dalla barriera ematoencefalica che limita l’efficacia di molti trattamenti antitumorali. Un ulteriore limitazione è data dalla capacità del GBM di formare agglomerati cellulari in grado di originare nicchie di chemoresistenza e possibili foci metastatiche. Questo quadro apre la possibilità di studi che presentano nuovi modelli tridimensionali, gli sferoidi, sviluppati a partire da linee cellulari di GBM che rappresentano un’importante innovazione per la ricerca. Tali modelli riproducono in vitro caratteristiche del microambiente tumorale in vivo, offrendo uno scenario più realistico. Inoltre, essi consentono di aggiungere e integrare e le informazioni ottenute dai modelli cellulari bidimensionali, cosi da caratterizzare al meglio l’efficacia di molecole antiproliferative. La presente tesi si propone di analizzare la possibile attività antitumorale di tre composti naturali, melatonina, genisteina e cannabidiolo, noti per la loro capacità di attraversare la barriera ematoencefalica e modulare processi cellulari rilevanti nel contesto tumorale. I composti sono stati utilizzati singolarmente e in combinazione nello studio di saggi funzionali applicati a modelli tridimensionali sferoidali. In particolare, sono stati effettuati test in grado di valutare la capacità di proliferazione degli sferoidi, test di migrazione cellulare e un test di formazione di colonie su linee cellulari bidimensionali per esaminare il potenziale clonogenico delle cellule trattate. I risultati ottenuti evidenziano una riduzione della proliferazione in presenza di cannabidiolo e melatonina, analogamente mostrano un’inibizione nella capacità di formazione di colonie delle cellule di GBM. In conclusione, la melatonina e il cannabidiolo si presentano come candidati promettenti per strategie terapeutiche innovative per il Glioblastoma Multiforme, aprendo la strada a studi preclinici volti all’utilizzo di queste molecole su modelli tridimensionali.

Utilizzo di modelli tridimensionali di GBM per lo studio in vitro dei possibili effetti antitumorali di molecole di origine naturale

CLÒ, ALICE
2024/2025

Abstract

Il glioblastoma multiforme (GBM) rappresenta uno dei tumori celebrali più aggressivi caratterizzato da spiccata invasività e notevole resistenza ai trattamenti standard, quali chemioterapia, chirurgia e radioterapia. Si distingue inoltre per la sua notevole eterogeneità che lo rende uno dei tumori con più basso tasso di sopravvivenza. Una delle principali sfide terapeutiche è rappresentata dalla barriera ematoencefalica che limita l’efficacia di molti trattamenti antitumorali. Un ulteriore limitazione è data dalla capacità del GBM di formare agglomerati cellulari in grado di originare nicchie di chemoresistenza e possibili foci metastatiche. Questo quadro apre la possibilità di studi che presentano nuovi modelli tridimensionali, gli sferoidi, sviluppati a partire da linee cellulari di GBM che rappresentano un’importante innovazione per la ricerca. Tali modelli riproducono in vitro caratteristiche del microambiente tumorale in vivo, offrendo uno scenario più realistico. Inoltre, essi consentono di aggiungere e integrare e le informazioni ottenute dai modelli cellulari bidimensionali, cosi da caratterizzare al meglio l’efficacia di molecole antiproliferative. La presente tesi si propone di analizzare la possibile attività antitumorale di tre composti naturali, melatonina, genisteina e cannabidiolo, noti per la loro capacità di attraversare la barriera ematoencefalica e modulare processi cellulari rilevanti nel contesto tumorale. I composti sono stati utilizzati singolarmente e in combinazione nello studio di saggi funzionali applicati a modelli tridimensionali sferoidali. In particolare, sono stati effettuati test in grado di valutare la capacità di proliferazione degli sferoidi, test di migrazione cellulare e un test di formazione di colonie su linee cellulari bidimensionali per esaminare il potenziale clonogenico delle cellule trattate. I risultati ottenuti evidenziano una riduzione della proliferazione in presenza di cannabidiolo e melatonina, analogamente mostrano un’inibizione nella capacità di formazione di colonie delle cellule di GBM. In conclusione, la melatonina e il cannabidiolo si presentano come candidati promettenti per strategie terapeutiche innovative per il Glioblastoma Multiforme, aprendo la strada a studi preclinici volti all’utilizzo di queste molecole su modelli tridimensionali.
2024
glioblastoma
sferoidi
proliferazione
cannabidiolo
melatonina
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