Il presente lavoro di tesi esplora la fiaba come strumento e risorsa del bambino per scoprire e conoscere il mondo e per immaginare una realtà diversa e l’impossibile. In particolare, attraverso i tre capitoli viene studiata l’origine della fiaba e la sua evoluzione fino a un approfondimento sulla visione di Gianni Rodari per, infine, analizzarla come strumento di vita del bambino calandola nella società contemporanea. Il primo capitolo si concentra sull’origine della fiaba e sulla sua complessa definizione. Partendo dalla distinzione della fiaba dalla favola e dal mito, si indaga la sua definizione, le sue origini e la sua forma per poi approfondirne lo studio tramite l’analisi degli scritti di Vladimir Propp. Infine, il capitolo si conclude analizzando le raccolte di fiabe popolari di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e di Italo Calvino e poi la fiaba letteraria da Hans Christian Andersen fino ad oggi. Nel secondo capitolo si offre una panoramica sulla figura di Gianni Rodari; partendo dalla sua carriera politica si vuole raggiungere una conoscenza approfondita di quello che poi è diventato uno scrittore per l’infanzia. Di particolare rilevanza è il testo Grammatica della fantasia in cui emergono affinità con la visione di Vladimir Propp e una concezione della fiaba che diventa passaggio chiave di questo lavoro di tesi. Di Rodari vengono analizzati anche il ruolo che egli dà e il potere che riconosce a fantasia e immaginazione, all’utopia e alle fiabe come esperienze che permettono al bambino di esplorare la realtà e conoscere sé stesso. Inoltre, vengono presentate e analizzate anche alcune fiabe rodariane come esempi di fiabe contemporanee. Il terzo e ultimo capitolo approfondisce la concezione di fiaba come esperienza di vita; le prospettive presentate e analizzate nei capitoli precedenti vengono qui sviluppate e approfondite. In primo luogo, si propone un’indagine psicoanalitica delle fiabe, in seguito viene realizzato un approfondimento sull’esperienza del narrare e ascoltare fiabe e sul processo di costruzione della realtà e del sé tramite la fantasia, per poi concludere calando la fiaba nella società contemporanea, offrendo una lettura critica delle fiabe illustrate e animate. Al termine del capitolo, viene discussa una questione ricorrente nell’elaborato e nell’opinione pubblica attuale, ossia se le fiabe servono ancora e se sanno ancora parlare ai bambini di oggi. In conclusione, l’elaborato propone un’analisi della fiaba e della sua evoluzione fino ad oggi riconoscendo la complessità di tale modello narrativo, le sue grandi potenzialità formative e un carattere universale; inoltre viene riconosciuto anche un ruolo importante alla fantasia e all’immaginazione quali strumenti e risorse per pensare e vedere nuovi mondi e realtà possibili. Il lavoro di tesi afferma che la fiaba è un elemento costante nella storia dell’uomo, in continua evoluzione e in dialogo con la realtà e, pertanto, sempre attuale.
LE FIABE VIVONO TRA REALTÀ E FANTASIA Dalle origini fino alla visione rodariana: la fiaba come strumento proprio del bambino per conoscere il mondo e immaginare il possibile
GOLLINI, ANGELICA
2024/2025
Abstract
Il presente lavoro di tesi esplora la fiaba come strumento e risorsa del bambino per scoprire e conoscere il mondo e per immaginare una realtà diversa e l’impossibile. In particolare, attraverso i tre capitoli viene studiata l’origine della fiaba e la sua evoluzione fino a un approfondimento sulla visione di Gianni Rodari per, infine, analizzarla come strumento di vita del bambino calandola nella società contemporanea. Il primo capitolo si concentra sull’origine della fiaba e sulla sua complessa definizione. Partendo dalla distinzione della fiaba dalla favola e dal mito, si indaga la sua definizione, le sue origini e la sua forma per poi approfondirne lo studio tramite l’analisi degli scritti di Vladimir Propp. Infine, il capitolo si conclude analizzando le raccolte di fiabe popolari di Charles Perrault, dei fratelli Grimm e di Italo Calvino e poi la fiaba letteraria da Hans Christian Andersen fino ad oggi. Nel secondo capitolo si offre una panoramica sulla figura di Gianni Rodari; partendo dalla sua carriera politica si vuole raggiungere una conoscenza approfondita di quello che poi è diventato uno scrittore per l’infanzia. Di particolare rilevanza è il testo Grammatica della fantasia in cui emergono affinità con la visione di Vladimir Propp e una concezione della fiaba che diventa passaggio chiave di questo lavoro di tesi. Di Rodari vengono analizzati anche il ruolo che egli dà e il potere che riconosce a fantasia e immaginazione, all’utopia e alle fiabe come esperienze che permettono al bambino di esplorare la realtà e conoscere sé stesso. Inoltre, vengono presentate e analizzate anche alcune fiabe rodariane come esempi di fiabe contemporanee. Il terzo e ultimo capitolo approfondisce la concezione di fiaba come esperienza di vita; le prospettive presentate e analizzate nei capitoli precedenti vengono qui sviluppate e approfondite. In primo luogo, si propone un’indagine psicoanalitica delle fiabe, in seguito viene realizzato un approfondimento sull’esperienza del narrare e ascoltare fiabe e sul processo di costruzione della realtà e del sé tramite la fantasia, per poi concludere calando la fiaba nella società contemporanea, offrendo una lettura critica delle fiabe illustrate e animate. Al termine del capitolo, viene discussa una questione ricorrente nell’elaborato e nell’opinione pubblica attuale, ossia se le fiabe servono ancora e se sanno ancora parlare ai bambini di oggi. In conclusione, l’elaborato propone un’analisi della fiaba e della sua evoluzione fino ad oggi riconoscendo la complessità di tale modello narrativo, le sue grandi potenzialità formative e un carattere universale; inoltre viene riconosciuto anche un ruolo importante alla fantasia e all’immaginazione quali strumenti e risorse per pensare e vedere nuovi mondi e realtà possibili. Il lavoro di tesi afferma che la fiaba è un elemento costante nella storia dell’uomo, in continua evoluzione e in dialogo con la realtà e, pertanto, sempre attuale.| File | Dimensione | Formato | |
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https://hdl.handle.net/20.500.14251/3499