Le patologie endodontiche hanno eziologia prevalentemente batterica, per diagnosticarle e trattarle efficacemente, il clinico deve conoscere a fondo la natura delle infezioni che interessano il sistema dei canali radicolari (SCR) e i tessuti periradicolari. Uno degli obiettivi del trattamento endodontico è ridurre la carica microbica nel SCR mediante la combinazione di strumentazione meccanica e irrigazione. Tuttavia, la complessità anatomica impedisce una detersione completa dell'intero spazio endodontico, rendendo inevitabile la persistenza di aree non trattate. Durante la sagomatura si forma lo smear layer, uno strato amorfo di circa 0,5-2 μm che copre le pareti canalari e può obliterare i tubuli dentinali fino a 40 μm di profondità. Poiché contiene sia materiale inorganico che organico, la sua rimozione richiede un protocollo di irrigazione che combini ipoclorito di sodio, efficace sui residui organici, e un agente chelante come EDTA, che dissolve le componenti inorganiche. Questa combinazione rappresenta l’attuale gold standard in endodonzia. Per ovviare alle problematiche di penetrazione degli irriganti nei tubuli dentinali e nelle aree non raggiungibili sono stati sviluppati diversi sistemi di attivazione. Recentemente, è stato introdotto il sistema di irrigazione i-Vac, costituito da una microcannula in polimero accoppiata a un manipolo piezoelettrico ultrasonico. Il sistema combina l’attivazione ultrasonica, che genera cavitazione e microstreaming per detergere le aree di difficile accesso, e la pressione apicale negativa, che consente il flusso controllato dell’irrigante fino all’apice, riducendo il rischio di estrusione; inoltre, l’irrigazione continua garantisce il rinnovo costante della soluzione irrigante. Lo scopo di questo studio è stato confrontare l’efficacia del sistema i-Vac nella rimozione dello smear layer rispetto ad altri sistemi di attivazione attraverso l’utilizzo del microscopio elettronico a scansione (SEM). Sono stati selezionati 30 denti estratti, monoradicolati, monocanalari con apice maturo e non trattati endodonticamente. Dopo la sagomatura con sistematica ProTaper Ultimate, i campioni sono stati sezionati longitudinalmente in due metà utilizzando un disco diamantato e sono stati marcati tre punti sulla metà del dente esterna al canale radicolare, dividendo la radice in terzi (cervicale, medio e apicale). Le due metà sono state riassemblate e, previa sigillatura del forame apicale in cianoacrilato, inserite in un materiale da impronta in silicone per aumentarne la stabilità ed evitare la fuoriuscita degli irriganti durante le attivazioni. I campioni sono stati esaminati al SEM in modalità a basso vuoto, sono state acquisite tre immagini per campione a ingrandimento di 500x per valutare la condizione iniziale delle pareti del canale radicolare dopo la sagomatura. Successivamente, sono stati divisi in tre gruppi omogenei a seconda del protocollo di attivazione finale: irrigazione convenzionale con ago, attivazione con XP-endo Finisher e attivazione con i-Vac. In ogni gruppo, ipoclorito di sodio 5%, EDTA 17% e acqua sterile sono stati attivati per un minuto ciascuno, i canali sono stati poi asciugati con coni di carta calibrati. Infine, i campioni sono stati nuovamente analizzati al SEM in modalità ad alto vuoto previa metallizzazione con uno strato di 10 nm di oro puro. Ogni immagine acquisita è stata divisa in 100 rettangoli con una griglia digitale per quantificare la pervietà dei tubuli dentinali, ed è stata calcolata la percentuale di aree deterse sulla base del numero di rettangoli con tubuli visibili. I risultati ottenuti evidenziano una maggiore efficacia nella rimozione dello smear layer nei gruppi sottoposti ad attivazione delle soluzioni irriganti rispetto all’irrigazione convenzionale, in particolare il gruppo i-Vac ha mostrato le migliori prestazioni di detersione.

Valutazione dell’efficacia di un innovativo sistema di irrigazione canalare nella rimozione dello smear layer: studio ex vivo al microscopio elettronico a scansione

SINGH, DIVYA
2024/2025

Abstract

Le patologie endodontiche hanno eziologia prevalentemente batterica, per diagnosticarle e trattarle efficacemente, il clinico deve conoscere a fondo la natura delle infezioni che interessano il sistema dei canali radicolari (SCR) e i tessuti periradicolari. Uno degli obiettivi del trattamento endodontico è ridurre la carica microbica nel SCR mediante la combinazione di strumentazione meccanica e irrigazione. Tuttavia, la complessità anatomica impedisce una detersione completa dell'intero spazio endodontico, rendendo inevitabile la persistenza di aree non trattate. Durante la sagomatura si forma lo smear layer, uno strato amorfo di circa 0,5-2 μm che copre le pareti canalari e può obliterare i tubuli dentinali fino a 40 μm di profondità. Poiché contiene sia materiale inorganico che organico, la sua rimozione richiede un protocollo di irrigazione che combini ipoclorito di sodio, efficace sui residui organici, e un agente chelante come EDTA, che dissolve le componenti inorganiche. Questa combinazione rappresenta l’attuale gold standard in endodonzia. Per ovviare alle problematiche di penetrazione degli irriganti nei tubuli dentinali e nelle aree non raggiungibili sono stati sviluppati diversi sistemi di attivazione. Recentemente, è stato introdotto il sistema di irrigazione i-Vac, costituito da una microcannula in polimero accoppiata a un manipolo piezoelettrico ultrasonico. Il sistema combina l’attivazione ultrasonica, che genera cavitazione e microstreaming per detergere le aree di difficile accesso, e la pressione apicale negativa, che consente il flusso controllato dell’irrigante fino all’apice, riducendo il rischio di estrusione; inoltre, l’irrigazione continua garantisce il rinnovo costante della soluzione irrigante. Lo scopo di questo studio è stato confrontare l’efficacia del sistema i-Vac nella rimozione dello smear layer rispetto ad altri sistemi di attivazione attraverso l’utilizzo del microscopio elettronico a scansione (SEM). Sono stati selezionati 30 denti estratti, monoradicolati, monocanalari con apice maturo e non trattati endodonticamente. Dopo la sagomatura con sistematica ProTaper Ultimate, i campioni sono stati sezionati longitudinalmente in due metà utilizzando un disco diamantato e sono stati marcati tre punti sulla metà del dente esterna al canale radicolare, dividendo la radice in terzi (cervicale, medio e apicale). Le due metà sono state riassemblate e, previa sigillatura del forame apicale in cianoacrilato, inserite in un materiale da impronta in silicone per aumentarne la stabilità ed evitare la fuoriuscita degli irriganti durante le attivazioni. I campioni sono stati esaminati al SEM in modalità a basso vuoto, sono state acquisite tre immagini per campione a ingrandimento di 500x per valutare la condizione iniziale delle pareti del canale radicolare dopo la sagomatura. Successivamente, sono stati divisi in tre gruppi omogenei a seconda del protocollo di attivazione finale: irrigazione convenzionale con ago, attivazione con XP-endo Finisher e attivazione con i-Vac. In ogni gruppo, ipoclorito di sodio 5%, EDTA 17% e acqua sterile sono stati attivati per un minuto ciascuno, i canali sono stati poi asciugati con coni di carta calibrati. Infine, i campioni sono stati nuovamente analizzati al SEM in modalità ad alto vuoto previa metallizzazione con uno strato di 10 nm di oro puro. Ogni immagine acquisita è stata divisa in 100 rettangoli con una griglia digitale per quantificare la pervietà dei tubuli dentinali, ed è stata calcolata la percentuale di aree deterse sulla base del numero di rettangoli con tubuli visibili. I risultati ottenuti evidenziano una maggiore efficacia nella rimozione dello smear layer nei gruppi sottoposti ad attivazione delle soluzioni irriganti rispetto all’irrigazione convenzionale, in particolare il gruppo i-Vac ha mostrato le migliori prestazioni di detersione.
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
Tesi - Divya Singh.pdf

embargo fino al 21/07/2028

Dimensione 5 MB
Formato Adobe PDF
5 MB Adobe PDF

I documenti in UNITESI sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14251/3548